Nov 17, 2013 | Post by: Hari No Comments

Chi sono io? – Articolo dal Blog

Banner sitoo1Voglio essere chiaro: questa domanda, per quanto millenaria, non se la pone mai nessuno, o comunque pochissime persone. Potremmo pensare che nessuno ha il desiderio di conoscere se stesso? Non è così. Il punto è che la domanda non è formulata, non è cosciente, ma esiste in ognuno sotto forma di moto, movimento nell’anima. Si tratta di un movimento interiore, una spinta “invisibile” ma che si può avvertire. Inizialmente è legata a desideri. Per esempio il desiderio di essere amati, oppure essere una persona di valore o trovare un certo equilibrio, una certa stabilità nella vita…. Ci sono infiniti modi in cui l’anima cerca una risposta alla domanda “Chi sono io?” Il problema fondamentale, ma che in un certo senso è anche un motore, sono proprio i desideri. Cosa sono i desideri? Sono idee su cosa crediamo che ci renderebbe felici. Queste idee ci guidano, le seguiamo all’infinito perché il loro magnetismo è tale da essere irresistibile. Ad un certo punto ci aggrappiamo ad esse con la speranza che ci possano proteggere da qualcosa di doloroso. Ci attacchiamo per non perdere le nostre sicurezze o certezze. Che matti che siamo!! Lo stesso aggrapparci sottintende la nostra fragilità. Non sappiamo davvero chi siamo! Ma chi siamo? Ecco che un pensiero vola lontano e trova una risposta: “Sono un essere spirituale – sono una persona buona – sono una persona depressa – sono un padre – sono una madre – sono un separato – sono una moglie….” Risposte, risposte, risposte… non c’è fine. Ma le risposte da dove provengono? “Da me!” esclama qualcuno “Dalla mente” dicono altri. “Bene!!” rispondo. Poi domando: “Ora puoi dirmi chi dice questo?”.  “Io” mi sento dire. Ecco, è la fonte di questo “io” che devi cercare. Non nelle risposte… inizia col sentire, ascoltare, cogliere questo “io”.
“Ok si, so che ci sono io, è una cosa che ho sempre saputo e per questo cerco di migliorarmi ecc ecc” FERMATI. Stai ancora ragionando. Non si tratta di ragionare ma di SENTIRE. Devi iniziare col sentire. Passare dalla testa all’ascolto, dal ragionare all’ascoltare. Questo piccolo passo è centrale per la ricerca di chi sei tu. Quando inizi a sentire il senso di “io”, puoi iniziare a meditare. Su cosa? Su questo “io”. Ciò che cerchi è la sua fonte, da dove nasce questo senso di “io”. Non importa se pensi che l’”io” sia anch’esso una idea o una illusione o una realtà immortale. Quello che importa, per scoprire chi tu sei, è conoscerlo direttamente, senza separazione, senza viaggi intermedi, senza pensare, anche prima del sentire. Ci puoi arrivare iniziando col sentire e meditando su questo “io”. Non meditare sul pensiero “io” ma sul senso di te che ne scaturisce. In un certo senso è una sensazione di presenza intangibile e indefinibile. Alla sua fonte c’è il Sé, la Verità di chi tu sei. Continua a meditare e “stare” col senso di “io”. Prendilo seriamente: stai cercando davvero te stesso. Presto farai delle scoperte incredibili. Per esempio il solo “stare” produce un distacco costante e sempre più profondo da emozioni, pensieri, ricordi, immagini, brutti o bei pensieri. Si fa sempre più presente un semplice senso di ESSERCI. Non sei qualcosa, nemmeno una persona che fa cose buone o cattive o che vuole questo o quello… inizierai a percepirti come semplice “presenza” senza attributi. “Cosa c’è di speciale?” potresti chiederti. C’è di speciale che ogni peso cade, ogni falsa idea svanisce. Questa tua presenza non è limitata al tuo corpo perché non è il corpo; non è attaccata nemmeno alla tua personalità perché non sei una personalità. Inizi a sentirti più ampio, quasi universale e presente in tutto. Quando avviene questo sei ad un ottimo punto della tua ricerca. Si, sei vicino alla fonte stessa di TE. Che avventura, hai iniziato con pensieri e ragionamenti, poi sei passato al sentire te come un “io” e ora stai lasciando anche questo confine per andare oltre. Cosa sta accadendo? Sta finendo un sogno, ti stai RISVEGLIANDO. Da qui le cose si fanno più belle ma anche più sottili. La stragrande maggioranza dei ricercatori non supera questa soglia. Rimane “osservatore” di questo spazio conquistato. “Ahh che meraviglia!” Esclamano, ma il Sé è oltre questo, ancora oltre. L’osservatore è ancora un “io” illusorio. Osservatore e osservato sono separati e creano una realtà duale e rarefatta. Per scoprire chi tu sei devi fare un piccolo passo in più che scioglie questa sottile foschia. Come si va oltre? Lo chiamo “uscire di scena”. Si tratta di rinunciare a “vedere” cosa c’è. Rinunciare a “illuminarsi” o “conoscere” il Sé. Il punto è che il Sé esiste a prescindere da ciò che l’”io” pensa o percepisce. Il Sé è prima del pensiero “io” è alla sua fonte. Prima di “Io sto meditando”, prima di “io sto percependo”, prima di “io sono il vuoto”, prima di “io sono”. Per andare oltre va lasciato. Questo equivale a lasciare l’idea di sé. Ciò che da migliaia di anni hai creduto di essere, per lasciare che esista solo ciò che c’è prima di questo. Il passaggio ha a che vedere con la fiducia, la resa, l’abbandono alla Verità. Solo allora accade l’Unione. Non è che accade, era già. Non si crea una unione, l’Unione esiste alla base, da sempre. Tutto d’un colpo scompare ogni cosa e simultaneamente ogni cosa appare come una unica realtà. Nello stesso attimo TU sei questo insieme. Ogni cosa esiste come TE. Sei l’eterna presenza che tutto è. Questa esperienza è priva di definizioni e irraggiungibile col pensiero. Talmente immensa da non essere concepibile e nemmeno contenibile.

Ecco, la domanda insita nell’uomo trova risposta. Non è semplice fare questo processo. Quello che scrivo è l’esperienza di quindici anni di ricerca. Inizialmente con brevi esperienze e poi sempre più estese e profonde. Per imparare a meditare su chi tu sei esiste uno strumento meraviglioso che si chiama “Intensivo di Illuminazione”. Fu creato da Yogeshwar Muni, mio maestro di Yoga. Da ormai trent’anni si sta diffondendo in tutto il mondo. Accompagno centinaia di persone ogni anni in questa esperienza che ha iil potere di trasformare la vita. Tre giorni di intensa meditazione sulla domanda “Chi sono io?”. Senza tregua. Si medita quando si mangia, quando si cammina, quando si va a dormire, in posizione seduta, in diade con altri partecipanti, in gruppo…. In ogni momento, per tre giorni si persiste sulla domanda “Chi sono io?” per passare dal pensare al sentire e dal sentire al realizzare e a coronare il tutto: l’Unione col Sé.

Riferimenti a questo si possono trovare qui:

http://www.ricercheevolutive.com/cosa-e-lintensivo-di-illuminazione/

Oppure

http://www.charlesberner.org/Design/Enlightenment.html

Quando conobbi l’Intensivo di Illuminazione ero molto giovane. Appena uscito da situazioni difficili della mia vita, non avrei mai pensato che questa potesse trasformarsi in qualcosa di meraviglioso quale è.  Arrivai al mio primo Intensivo con la speranza di Illuminarmi, ma non ebbi questa esperienza. La raggiunsi al secondo tentativo e poi ogni altra volta che partecipai, sia come partecipante che come assistente. Non ho davvero parole per descrivere i cambiamenti che questa esperienza mi ha portato. Certo io sono di parte, ma credo di parlare per altre migliaia di persone quando dico che nessun seminario, nessuna tecnica, nessun corso, nessuna terapia può dare quello che da l’esperienza diretta del Sé. Questa esperienza dura pochi istanti, non è permanente, tuttavia quell’istante trasmuta tutto. È come risvegliarsi nel bel mezzo della propria vita: “Ahh ci sono, ci sono IO” non più come un “io” illusorio, ma come se stessi, quelli reali, veri, eterni e presenti sempre e da sempre. Nemmeno la morte può cancellare ciò che siamo. Come potrebbe? Siamo presenti anche li, altrimenti chi saprebbe di morire? Il Sé è reale più di ogni altra cosa. Come sempre ci sono un sacco di persone che non ci credono “Bufalate, un imbroglio, non è possibile” dicono. E cosa vuoi farci, si tratta anche di destino, quello di “prendere” ciò che la vita ci sta offrendo e darsi la possibilità. Certo, non esiste solo questo, ma quello che intendo è che se vuoi scoprire chi tu sei, l’Intensivo è una reale possibilità e non un imbroglio. Sul mio sito ho inserito molte testimonianze che aprono il cuore. Si possono trovare qui:

http://www.ricercheevolutive.com/testimonianze/?preview=true&preview_id=1187&preview_nonce=1f478cd46c

La ricerca di sé stessi è quindi un movimento naturale, che può essere conscio o inconscio. Se lo state rendendo consapevole, non confondete la risoluzione dei problemi o dei blocchi energetici come la scoperta e il riappropriarsi di voi stessi. Certo, sono passi in questa direzione, anche l’Intensivo di Illuminazione o la meditazione lo sono, ma fate chiarezza fra ciò che sono le cose che sentite dentro e la fonte stessa di voi. Il VOI è ciò che c’è prima di ogni pensiero. Non potrebbe essere altrimenti: viene prima l’”io” (il vero io) o il pensiero che appare. C’è prima l’”io” o il sentimento che sentite. Tutte queste cose non sarebbero coscienti se non ci fosse alla loro base la coscienza stessa, il Sé, il vero “io”. Trovare il Sé è come “cadere all’indietro” sullo sfondo di tutto. Un pò come “riposarsi” in ciò che sei.

Per questo ti auguro un buon “riposo”, qui nella “Terra degli Uomini”

Hari Gunter Leone

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