Ago 04, 2013 | Post by: Hari No Comments

Diario del Maha Kriya Ritiro di Illuminazione 2013

Agosto 2013 – sabato 4 Ashram Mauna

Abbiano iniziato ieri con canti e Bhajan. E’ stato molto bello, la sala di Meditazione era piena di splendide persone, tutte ansiose e pronte ad aprirsi alla Grazia Divina del Ritiro. Dopo i canti il discorso di inizio. Aspettative, paure, desideri….. Tutti a letto.

Primo giorno

Le prime diadi: qualcuno si commuove, altri cercano nella loro mente: “Chi sono io?”. La meditazione procede, lenta, passo dopo passo, per trovare la strada, il suo compimento finale nell’Unione col Sè.

Un Ritiro di Illuminazione si differenzia molto da altre pratiche, non solo per il gran numero di esperienze dirette (Stato non duale – Illuminazione) che si possono avere, ma soprattutto per la cura che viene posta nella “realizzazione” dell’esperienza stessa. Vi spiego meglio questo: le esperieze dirette si possono ottenere in molti modi, con molte pratiche. Molte vie spirituali hanno creato strumenti per portare i propri aspiranti a staccare dalla mente e per alcuni all’Unione col Sè. Stiamo parlando sempre di istanti di Consapevolezza. Questi ricercatori vivono esperienze meravigliose, non potrebbe essere altrimenti, ma il punto è che queste esperienze rimangono solo un ricordo e quindi vengono “prese” dalla mente. La “realizzazione” di cui parlo è qualcosa che arriva dopo l’esperienza stessa. Se l’esperienza dell’Unità è il primo passo, l’integrazione è il secondo. Si tratta di accogliere, accettare, far riconoscere all’io, la Verità. In questo vi puo aiutare solo un Maestro. Non è sufficente avere un attimo di Illuminazione, voi dovete poi accettare chi realmente siete, questa è la “realizzazione”. Arriva l’esperienza di Unione e voi rimanete folgorati, anche trasformati da questo, ma l’io continua a dire: “Quello non sono io, è il Divino, è l’amore, è la Grazia”. In effetti l’io ha ragione, egli non è il Divino, ma il punto è che voi non siete l’io. Quindi chi siete? Qui la cosa si fa seria. O rimanete identificati al vostro io e guardate all’Unione come a qualcosa che non vi appartiene, qualcosa che vi ha toccati per un solo istante, o “realizzate” la Verità, ossia che voi stessi siete Quello. Quando accade questo passaggio, voi “realizzate” chi siete e la Verità non sarà più solo un ricordo. Questo passaggio determina uno spostamento dall’idea di essere l’io alla consapevolezza di essere Dio, il Sè, la Verità stessa. Se rimanete identificatio nell’io, continuerete solo a ricordare o a credere di essere solo una parte del Divino amore. Il risultato è che ancora non sapete chi siete perchè l’idea che permane in voi è qualcosa che vi separa, vi rende diversi da ciò che realmente siete. Quindi, la “realizzazione” è il passo fondamentale. Perchè questo può accadere solo grazie ad un Maestro? Perchè egli vi fa vedere la Verità. Vi fa accettare la Realtà. Questo può arrivare in pochi attimi o può richiedere molto tempo, dipende da voi. Uno dei punti centrali dei Ritiri di Illuminazione è il contatto e il confronto, profondo e costante col Maestro, sull’Illuminazione e i processi che portano ad Essa. Questo accellera molto le cose e alla fine fa la differenza. Possiamo comprendere quanto sia fondamentale la vicinanza al Maestro. L’aiuto che ne deriva ha in valore inestimabile. Solo quando siamo riusciti a prendere questo aiuto, riusciamo poi a trovarlo anche quando siamo lontani. Ma questo è un tema che richiede più spazio.

Secondo giorno

Arriva la paura, la paura di se stessi. Vi voglio solo descrivere questa paura, ma non scriverò nulla sui partecipanti, perchè questo va protetto. La paura nasce quando riusciamo a stare con noi. Ad un certo punto lo stare fa allontanare le distrazioni. L’energia e l’attenzione si rivolgono dentro. Inizialmente ci piace, ma piu stiamo, più ci sentiamo ansiosi, tesi, incastrati in qualcosa. Cosa stiamo incontrando? L’umano. L’umano che abbiamo nascosto a noi stessi, l’umano che porta i pesi e i fardelli della vita, l’umano che ha sofferto per come sono andate le cose. Distrarci con altro, col mondo, con i desideri, con la locuacità, a cosa ci serviva? A proteggerci da questo incontro. Ma ora siamo li, davanti all’umano. E’ qui che serve l’aiuto, serve capire come fare. Non mi dilungherò a spiegare, voglio che voi lo scopriate da soli, affrontando lo stesso processo.

Il dokusan è uno spazio fondamentale al processo del risveglio. Il Maestro è presente alla Verità e questo produce l’effetto del richiamare la stessa presenza nell’altro. Questa è una trasmissione di coscienza che può accadere solo in uno spazio pulito e libero da cose esterne che distraggono la nostra mente. Nel dokusan l’aspirante si mostra per quello che e il Maestro lo accoglie così. Nasce uno scambio profondo che va fino all’anima per cercare la consapevolezza.

Rilassamento e Yoga. Diadi e Meditazione. Silenzio e raccoglimento. Tutto questo produce una forte introversione. L’energia che prima era attaccata e coiunvolta col fuori, ora torna dentro, verso il centro, verso la fonte. L’illuminazione arriva quando questa energia riesce ad arrivare, anche solo per un attimo, alla sorgente.

Il Maha Kriya continua e ogni partecipante vive un profondo processo di risveglio. Non è possibile raccontare e non voglio farlo. Quest’anno il processo è più ampio, universale, abbraccia tutti. Le persone che sono qui sono persone comuni, come te. Sono le persone che meglio sanno accogliere il Divino perchè non desiderano che sia come loro pensano. Troppi libri, troppe filosofie, troppi insegnamenti e poche persone che desiderano veramente Dio. Quando entrate nel Maha Kriya, venite trasformati dall’energia divina, prima o poi, al secondo, terzo, settimo giorno, arriva la grazia e il vostro io scompare. Questa è l’illuminazione. Diventate consapevoli di ciò che c’è sempre e ciò che siete sempre stati. Lo potete scoprire solo senza l’io, perchè l’io interpreta costantemente la realtà. Quando la grazia arriva siete liberi e fate esperienza dell’Unica Verità.

Sera: i canti si alzano al cielo, così, limpidi, pieni di gioia, uniti in un solo amore. Quanto amore, quanta sacralità, quanto è bella la vita.

Non riesco più a scrivere, quest’anno non andrò avanti con questo diario. E’ troppo intimo per poterlo dare così. Venite qui e prendete la vostra vita nel cuore.

Grazie
Hari

 

 

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