Diario da un Intensivo di 21 giorni

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Il 29 luglio 2012 è iniziato un Ritiro di 21 giorni, nel silenzio e attraverso pratiche di Yoga avanzato e la meditazione sulla domanda “Chi sono io?”. Su questa pagina è riportato il diario che Hari (Il maestro del Ritiro) ha scritto, giorno dopo giorno, per condividere e testimoniare questa esperienza meravigliosa con tutti. Durante questi Ritiri Lunghi che Hari ha denominato “Maha Kriya” (grande purificazione divina), il processo si fa molto intenso e Hari apre spazi di lavoro inediti e profondi per sciogliere blocchi e impedimenti di gruppo e personali. Per questo nel suo diario troverete tratti intensi sul lavoro “praimal” (nascita) e “rebirthing” (respiro di ri-nascita). Oltre ad inserire momenti così particolari, il lavoro avanza soprattutto col koan “Chi sono io?” e pratiche intense di Lakulisha Yoga, Pranayama, Asanas e Raja Yoga. Non ci sono parole che possano descrivere il cambiamento che il Maha Kriya porta al ricercatore.

1° Giorno 29 luglio 2012 – La crisi

Il primo giorno è stato difficile. Molte persone si aspettano qualcosa di diverso. La gente crede che raggiungere l’Illuminazione abbia a che fare con qualcosa che arriva dall’esterno. Non concepiscono il darsi per questo. Cosa succede in loro? Si sentono delusi. La loro immagine di Dio e della vita crolla: non c’è alcun Dio, la vita è brutta. Ma poi iniziano le Diadi di Illuminazione, la meditazione sul Chi sono io, le pratiche Yoga e piano piano accade qualcosa: si aprono. Alla fine della giornata ci siamo riuniti in un cerchio per cantare e pregare. Inaspettatamente pensieri d’amore e gratitudine. E’ bastato poco. Si avvertiva tanto amore fra tutti e qualcuno ha detto: siamo come una famiglia.
Il lungo viaggio ha inizio….Hari

2° Giorno 30 luglio 2012 – Il Silenzio che avanza

Cinque e trenta del mattino, siamo tutti seduti, in silenzio. Fuori soffia un vento forte, sembra che strappi la terra e che la ripulisca profondamente. C’è una grande pace in tutto questo. Dopo lo Yoga sono tutti in diade, uno di fronte all’altro. Non dicono nulla. Lacrime di compassione che scivolano calde. Nessuno parla. Il Silenzio avvolge tutti, in un unico spazio. Qualcosa vibra nei cuori. Come l’arrivo di qualcosa di atteso. In fondo, non ci si aspetta mai che accada veramente. Le diadi iniziano e qualcuno parla: io sono la vita e la vita è me. Non possiamo esistere separati.

Nel pomeriggio ancora lacrime. Una persona realizza qualcosa di magnifico, dopo due giorni di meditazione sul koan “Cosa è la vita?”: “La vita non esiste”. Mi guarda con due occhi pieni di gioia. Emana amore e gioia da ogni parte. Le chiedo: “Se non c’è la vita cosa c’è?”. “Ci sono io!!”, “Ci sono solo io!!”. Ride e piange insieme. “La vita era una immaginazione”. Alle volte è difficile anche accogliere tutto questo amore. Quando scompare la mente, si è liberi, davvero liberi.

Ore 17.00 circa, durante la meditazione individuale, l’amore folgora i cuori. Una dolce ragazza viene in dokusan e mi racconta: “C’era tutto e io ero questo”, “Sono amore”. Le sue parole sono limpide e piene. I suoi occhi ancora non vogliono vedere chè è davvero così. “Ora vai in diade e esprimi tutto questo”. Lo fa e i suoi occhi si aprono.

3° Giorno 31 luglio 2012

5.30 del mattino: Yoga e Meditazione. Ora del the e poi pranayama. Dopo il pranayama tutti si siedono in diade. Si guardano, silenziosi, muti. Attendono qualcosa, lo avvertono, è dappertutto. Interrompe i pensieri, ferma i corpi. Tutto tace. I primi uccellini cinguettano, qui, nel vuoto e nel silenzio. Il suono della natura sembra un eco lontano; eppure è qui, è in questo silenzio. Accade tutto, qui, nel sislenzio. La mente non parla più. Ascolto attento, nessuno si muove.

ore 10.30 la forza evolutiva si risveglia nei corpi. Chi rotola, chi urla, chi è contorto sul suo addome, chi sobbalza mosso dalla spinta genitale. Il prana, l’energia divina, la forza evolutiva cerca la via, attraverso di noi. Non puoi solo meditare, la vita va fatta scorrere. E dove scorre in chi cerca l’Unione con Dio? Nel proprio corpo e nell’essere. Dopo la buffera qualcuno, la persona che faceva più fatica a sentire, si avvicina a me: “Mi piace quello che sta succedendo”. Si sta aprendo. Dio cammina inesorabile e nessuno lo può fermare. Puoi dire “No”, ma alla fine cederai.

Ore 14.00, si alza lentamente dal posto e si avvicina timida, come se tenesse in mano qualcosa che vorrebbe segretamente mostrare a qualcuno. Si siede davanti a me: “Guardavo il mio compagno e ad un tratto non c’ero più”. “Cosa c’era allora?” le chiedo in silenzio.
“Tutto”
“E chi era?”
Rimane muta.
Le domando se vuole che rimanga un segreto
“No” mi risponde
“Chi era?” glielo chiedo ancora.
Mi guarda col cuore fra le mani: “Sono io!?”
“E’ tanto?” le domando.
I suoi occhi si riempiono di qualcosa di immenso e si bagnano d’amore. Mi fa un cenno con la testa, come per dire “Si”.
Rimaniamo in silenzio e ci abbracciamo.

Ore 18.00, il lamento di un bambino che vuole nascere. Lo chiamo in dokusan e lo abbraccio. Gli metto la testa fra le mie braccia, sul petto. “Respira” gli dico. Poi il respiro si fa più intenso. Arrivano le spinte. Respira e spinge, respira e spinge. Ad un tratto la testa esce dalle mie braccia e ci siamo: gli strilli che invocano la mamma. Sei nato amore mio. Anche questo è mosso dal risveglio dell’energia. Vie accolto nell’amore e protetto dalla mamma e dal papà.
In questi ritiri accade di tutto.

Un’altra meravigliosa sorpresa. L’ultima persona che si sarebbe aspettata qualcosa del genere. La  sento parlare in diade: “Eravamo tutti in una unica cosa”. Lo chiamo in dokusan e gli chiedo cosa è successo in passeggiata, mentre erano seduti sull’erba a guardare il tramonto. Racconta: “Eravamo l’insieme di tutto”. E’ un uomo di poche parole, gli chiedo se lui era separato da questo insieme e lui mi risponde: “No, ero io”

Ore 22.30, offriamo cibo alla divinità e poi cantiamo. Silenziosi ma pieni di gioia andiamo a dormire.

4° Giorno 1 agosto 2012

5.30 del mattino, il gallo canta, c’è un leggero venticello. Yoga e poi arriva il sole. Si alza da dietro i rami, bello, pieno di luce. Rimaniamo in silenzio a guardare e insieme un lungo OM. La vibrazione si connette all’universo. C’è gratitudine. Un uomo grosso, alto, che sembra un bambino, piange. Lacrime d’amore.

12.00 tregua piatta. Tutto scorre senza suoni. Le anime si guardano intorno come per capire: “dove devo andare?”. Lascio che il tempo porti qualcosa. La meditazione è come un piccolo scalpellino: “Chi sono io?”, piano piano sbriciolerà le separazioni e entrerà ancora la luce.

Ore 20.00 l’energia esplode. Urli, pianti, risa, canti, mantra, invocazioni. La sala di meditazione sembra un manicomio. Ci sono poche cose così belle nella vita. Tutti si stanno liberando di pesi, irretimenti, sensi di colpa, repressioni. Spontaneamente, qualcuno, spinto da una forza che arriva dall’universo, esegue posture, canta lodi a Dio in lingua sanscrita che mai aveva imparato. Un’onda che arriva dall’essenza della vita, muove tutti noi, per riportarci a Casa, renderci liberi. Una persona lotta contro la vita. E’ arrabbiata col mondo e allo stesso tempo lo ama. La prendo e la stringo forte. Si ribella e gli urlo di continuare a ribellarsi. La teniamo in due, mentre urla, si dibatte, si scuote. “Ribellati, ribellati ancora”. Cade sfinito, piangendo. Ora è fra le braccia di sua madre, che lo culla con amore. Ha smesso di lottare e accoglie l’amore e la vita.

Arati e puja nel tempio di Lakulisha. Canti e risa di serenità e gioia.

5° Giorno 2 agosto 2012

Ci svegliamo con nuova energia. Pratiche Yoga lunghi Ohm salutando il sole che sorge. E’ bello vederlo. Illumina tutto, ovunque siamo. Gli uccellini cinguettano, il venticello rinfresca i nostri corpi. Una perfezione assoluta e tanta gratitudine.

Chiamo una persona in dokusan. E’ la tipica persona esclusa, che ha portato tutta la vita i pesi degli altri. Grosso, ricurvo su se stesso; lo sguardo da bambinone un po smarrito. Medita da ormai quattro giorni, con fiducia, pieno di buoni propositi. La testa intasata da concetti spirituali. Gli chiedo cosa trova come se stesso, mentre medita sul “Chi sono io”. “Pace, vuoto”, mi risponde. Mi è evidente che parla di fenomeni e si esclude, come da sempre, dalla vita. Gli altri partecipanti sono tutti in silenzio, in diade, uno di fronte all’altro. Regna una calma profonda. “Chi c’è ad essere cosciente di questa pace e di questo vuoto? Chi c’è?”. Si osserva dentro, e per un’attimo scopre di esistere. Lo tiene per se, come un segreto prezioso. Torna in diade, si siede in meditazione, per la prima volta raddrizza bene la schiena, le spalle, e si raccoglie in se. Come goccie di rugiada gli scivolano lacrime sul viso. Scopre di esserci e si sente pervaso da una gioia sublime.

Ore 20.30 L’energia si alza. Disordine. L’energia sta agendo sul sistema nervoso, c’è tensione, affaticamento. Ora della passeggiata, cerchiamo uno spazio di pace. Il tramonto, su queste colline ci aiuterà.

Ritorno dalla passeggiata: tutti seduti, in silenzio. E’ un silenzio interiore, non c’è alcuno sforzo. Una ragazza si alza e si siede in dokusan, li ai miei piedi. “Che succede?”. Mi racconta che è scomparso tutto, che non c’era più nulla. Mi dice che lei non esisteva. Le chiedo “Chi sei?”. Mi guarda, ha paura, quello che sa è troppo grande, troppo bello da poterlo esprimere. Ci guardiamo a lungo, in silenzio. Lo sappiamo tutti e due.
“C’era Dio”.
“Tu chi eri?”
“Dio”
Rimango in silenzio, nessuna parola può essere aggiunta. I suoi occhi gli si riempiono di lacrime.

Cantiamo e offriamo cibo a Lakulisha. Qualche preghiera, ringraziamenti e tutti a letto.

6° Giorno 3 agosto 2012

Ore 8.00, un partecipante abbandona il Ritiro. C’è tristezza nei nostri cuori. Fin dall’inizio non si lasciava andare del tutto. La sua mente manteneva sempre il suo posto, sulla torre di controllo. Cosa dobbiamo difendere? I nostri ideali, i nostri credo, i nostri “io”, sono ciò a cui teniamo di più. L’Illuminazione spazza via ogni cosa, lasciando solo la Verità e non puoi sapere prima che è un oceano d’amore.

Ore 10.30, siedo quieto in sala di meditazione, mi appoggio al Sè e riposo. In pochi attimi sprofondo e scompaio: non sono mai esistito, non ho mai fatto nulla, non ho mai cercato l’Illuminazione, sono sempre stato sullo sfondo di tutto, immobile, senza pensieri, perfetto, totale. Quando lo scopri ti senti pervaso da un senso di illimitatezza. Tutto svanisce, i sensi di colpa, gli errori, gli attaccamenti…… Non abbiamo mai fatto nulla.

I partecipanti escono in passeggiata.

Ore 18.00, il silenzio avvolge tutti quanti. Non c’è più nulla da cercare. Silenzio che dissolve ogni cosa. Siamo sempre stati qui, in questo spazio, a riposare. Non abbiamo mai fatto altro…..siamo sempre stati qui.

Ore 20.00, durante una fase catartica di gruppo. La terapia dell’abbraccio è molto delicata e varia in diverse sue parti. La sua funzione è quella di fa arrendere, sconfiggere, far cedere alla forza della vita, i conflitti interiori. Si tratta di una persona che amo molto, e che ha un grosso conflitto fra la sua libertà e i suoi genitori. Mi sdraio letteralmente sopra di lei. Inizia a urlare e dibattersi. Le tengo le braccia ferme, la immobilizzo. Lei urla. Le dico “Dai ribellati, reagisci”. Deve uscire il conflitto, la rabbia, il “no” alla vita, a se stessa. Lei urla ancora, urla come non mai: “Lasciami, lasciatemi, muoio”. Sono attimi delicati, devi sapere esattamente cosa stai facendo. “Muoio, muoio!!”. Ad un certo scoppia qualcosa di più grosso e piange, crolla, muore davvero, abbattuta, sfinita, vinta da qualcosa di più grande. Muore l’ego, il conflitto. E’ bagnata di sudore, la prendo e la metto nelle braccia di sua madre. Ora è al sicuro, in pace. Le avvicino un rappresentante per il padre e si sente completa, accolta, riconnessa alla fonte. Da li ripartirà una nuova vita.

Facciamo l’arati, cantiamo e ci sediamo in cerchio nel tempio. C’è una energia bellissima, qualcosa di magico. Le fiammelle delle candele si muovono riflesse sugli occhi di Lakulisha. Sembra che ci guardi. C’è tanto amore fra tutti. Alcuni ringraziano per quello che sta accadendo.

7° Giorno 4 agosto 2012

Arati al tempio, Yoga e poi in diade. C’è pace, assorbimento, concentrazione e limpidezza. Viene una donna in dokusan, non me lo aspettavo, di mattina, così presto. Mi dice che è stato come se non ci fosse piu nulla. Mi spiega che è tutto semplice, etremamente semplice. Si sente come se non avesse mai fatto un Intensivo, mai fatto uno sforzo. Tutto è qui, semplice, così com’è. Le chiedo se quando ha provato questo, se in quell’istante di semplicità, lei era divisa da questo. Mi dice che non lo sa. Con due occhi pieni di letizia mi ripete che non c’è nulla, è tutto qui. Le domando sei lei è questo. Mi risponde di si. “Si, sono io”.

Pomeriggio tranquillo, nulla di particolare. Molte domande durante il discorso di metà giornata. La meditazione è molto profonda e la domanda centrale è: come accedere alla pura coscienza? Lasciando ogni altra cosa. Qualsiasi cosa facciamo per realizzarla, è una forzatura. La coscienza c’è di per se. Nessuno sforzo è indispensabile, si tratta solo di accogliere la verità, così com’è, senza aggiungerci nulla. Ogni pensiero, ogni parola, ogni immagine, ogni sensazione, è solo immaginazione. Solo la coscienza è reale.

Ore 18.30, arrivano i nuovi partecipanti, quelli che faranno gli ultimi quattordici giorni o la seconda settimana. Sembra che siano con noi da sempre. La nostra mente non separa più. I vecchi e i nuovi si uniscono e si amalgamano subito. Guardiamo tutti a ciò che da sempre ci unisce: una pura coscienza di nulla e di tutto.

Una nuova partecipante lavora sul koan: “Dimmi chi è l’altro?”. Alla prima diade sfonda la porta e scoppia in un pianto. Amore. Da tanto tempo trattenuto. Li fermo, difeso, combattuto…. e ora? Amore, amore per l’altro, un amore intenso, che fa male.

Ore 22.00, arati al tempio di Lakulisha, poi canti e pensieri d’amore. Buona notte a tutti, riposate cl vostro koan.

8° Giorno 5 agosto 2012

Arati di apertura del tempio. C’è silenzio, i nuovi entrati sono calmi, meditano. So che hanno da superare una mente ancora grossolana, ma ci sono, sono nello stesso silenzio in cui sono stati accolti. Dopo lo yoga, con lunghi Ohm salutiamo il sole che sorge. Arriva sempre bello, luminoso, fra i rami. Ogni mattina ci culla un leggero venticello fresco. Ci viene donato ormai tutte le mattine.

Regna il silenzio. I nuovi arrivati sono stanchi, i vecchi portano il peso. Viaggiamo insieme. Aspetto, aspetto con fiducia. Una porta si dovrà aprire, lo so.

Ore 18.00, catarsi generale. L’energia si è risvegliata. Salti, urli, risa, pianti.
Si siede davanti a me un uomo. Lo conosco da molto, so che fa molta fatica ad esprimersi: “Sono amore”. Me lo dice così, come una diga che è già aperta. Gli occhi lacrimano. “Dimmi come ci sei arrivato” gli chiedo. Mi spiega, con tanta pazienza lo porto fino al momento. E’ stato un attimo prima di quell’amore. Un attimo prima non c’era più nulla. Nessuno spazio, nessun tempo. Qualcosa che univa tutto. C’era solo questo: unione di tutte le cose. Non c’era nemmeno un “io” che lo sentiva. “Chi era tutto questo? Chi era questa calma, completa?”. Mi dice che fa fatica, lo nega, lo separa. Mi guarda e lo guardo. Andiamo insieme, oltre la mente e ci incontriamo li, in un luogo incontaminato e me lo dice: “Sono io”. Le sue parole sono vere.

Questa sera regnava una pace bellissima. Amore, lacrime, sguardi pieni di accoglienza. Nessuno potrebbe mai capire una cosa simile. Tutti hanno provato l’amore. Lo sentiamo anche durante altri corsi o momenti. Per esempio nelle Costellazioni Familiari, o in altre tecniche. Lo sentiamo verso i nostri figli, i nostri genitori. Ma l’amore divino è un’altra cosa. Non è un amore umano. Non è rivolto a qualcuno. Non è nemmeno una emozione dell’io. E’ Dio che ci attraversa e ci apre a qualcosa di più grande che accoglie tutto.

Ore 22.00 circa, arati, canti e preghiere. Tutti a letto.

9° Giorno 6 agosto 2012

Ore 5.30, arati al tempio di Lakulisha, yoga e saluto al sole. C’è pace. Inizia la prima diade e qualcuno piange, urla: “Voglio liberarmi, voglio uscire, voglio uscire da qui”. Parla del suo corpo, della sua mente, del suo attaccamento a tutto questo. Piange ancora.

Un pomeriggio difficile. Ha dominato lo sconforto, il non senso. Regna un senso di demotivazione. Sono nove giorni che siamo qui dentro e tutto sta crollando, anche l’entusiasmo di raggiungere Dio.

Ore 18.00 qualcosa si muove, qualcosa si muove. Attendo sereno, alle volte il peso mi schiaccia. Attendo.

E’ accaduto in modo dolce, come quando si ha un rapporto con amore: è entrato qualcosa. I cuori si sono aperti. Una persona che voleva andarsene è tornata in dokusan. Mi guarda con dolcezza e mi domanda perchè la sua mente va da una parte all’altra. Parliamo a lungo e ci lasciamo con nuove comprensioni. Ora è quieta e la sua meditazione sta procedendo.
Ma Dio questa volta ha voluto esagerare…… si siede in dokusan una donna. Sta lavorando sul koan: “Dimmi chi è l’altro”. Mi parla, non capisco esattamente. Non so da che parte iniziare. So che vuole dirmi qualcosa di importante, ma non è chiaro. La guardo negli occhi, coscientemente, senza veli e vedo. Nello stesso istante lei lo capisce. Tutto si ferma e continuiamo a guardarci. Piange……. La verità è che l’altro è qualcosa di immenso, un amore senza fine, un silenzio in cui nulla esiste e l’unica cosa che riusciva a fare è guardare, guardare timidamente, piena d’amore. La comprendo e le dico che certe cose non si possono dire, sono troppo grandi. Ci lasciamo con questo, insieme, con un grazie.

Passeggiata e poi diade a lume di candela. E’ bellissimo.

10° Giorno 7 agosto

La giornata inizia molto bene. Non c’è stanchezza. Dopo lo yoga facciamo yoga naturale e il prana si risveglia in modo intenso in molte persone. Si rotolano, piangono, urlano e fanno versi. Potremmo sembrare dei pazzi, lo so. Solo se ti è capitato puoi comprendere la profondità di questo processo. Il prana è un movimento che riconnette a Dio. Noi possiamo dirgli “Si” oppure “No, comando io”. Questo è ciò che possiamo fare.

Dopo lo yoga, ora del te, poi diade e poi la colazione. Viene da me una ragazza, si siede in dokusan e mi guarda. Ha lo sguardo di chi ha visto l’infinito. Mi dice: “Lo so, io lo so. Voglio dirti che lo so e che sono stufa di negarlo a me stessa”. “E’ vero, hai ragione”, le rispondo.

Una donna di una certa età mi racconta un’esperienza bellissima: dice che c’era tutto, ogni cosa e anche nulla. Le chiedo chi era in quel momento. Mi guarda fisso e una porta si apre nei suoi occhi, nel cuore e nell’anima: “Dio”. Rimaniamo in silenzio.

Quando un bambino ti guarda ti offre tutto. I suoi occhi accolgono ogni cosa, così com’è. Allo stesso modo è arrivato questo uomo in dokusan. Non dice nulla, mi guarda e mi offre tutto. La sua anima è scoperta. Non c’è nulla, proprio nulla fra lui e il mondo. Nessun velo, nessuna maschera. Lo guardo in silenzio, non c’è bisogno di aggiungere nulla. Mi commuovo: Dio mi guarda attraverso di lui. “Posso abbracciarti?”

Dopo l’arati e i canti, preghiere. Ogni persona ha pregato Dio, si è rivolta a Dio con amore e fiducia. I cuori sono così aperti e puri, che una persona vivendo qui anche solo un giorno, potrebbe cambiare la sua vita.

11° Giorno 8 agosto

Il Silenzio nessuno sa da dove arriva e dove ci porta, ma quando stai li, fermo, ad ascoltare, scompare ogni sentiero e lentamente, scompari insieme a lui. Nessun movimento, nessuna direzione. Siamo immobili. Ciò che accade esce ormai da ogni possibilità di raccontarlo. Perdo il significato di ciò che scrivo, guardo lo schermo e non ricordo cosa devo fare, chi sono e dove sto andando. Siamo immobili, solo questo. I grilli, il vento, il fruscio dei rami ci ricorda il mondo. Forse qualche persona ci pensa e noi pensiemo a voi. Ma questo accade in superfice, qui nessuno si muove.

Passsiamo da fasi di resa profonda, in cui il prana si risveglia come un uragano, a fasi di silenzio che dissolve ogni cosa. Per trenta minuti è stato un manicomio. Gente che si rotolava, che urlava, che piangeva. L’anelito all’unione può risvegliare una forza incredibile. Questa forza è travolgente e spazza via ogni limite. Il corpo e la mente sono attraversati da una corrente energetica altissima.

Ora è iniziata la meditazione durante la merenda, poi il lavoro e poi c’è il riposo. Riposarsi è importante.

E’ l’ora della diade. Viene una ragazza in dokusan, mi guarda con due occhi limpidi, lucidi, pieni d’amore: “Ero tutto e tutto era me”. Mi guarda offrendomi l’universo intero. Non c’è dono più grande. Mi guarda ancora, come se dovesse seguire un impulso….. di colpo mi abbraccia. Rimaniamo così qualche secondo e poi la guardo ancora negli occhi. “Cosa farai ora con questo?” le chiedo. Non sa cosa rispondere. “Nulla” le dico. “Lascierai questo libero dal tuo io.

12° Giorno 9 agosto 2012

Ci sono poche parole, troppo poche per ringraziare, dare onore, descrivere e rendere grazia a tutt questo. L’amore, solo l’amore può proseguire verso ciò che le parole non possono raggiungere. Lacrime d’amore, zampilli di luce dai cuori, scintille divine negli occhi, nelle labbra, nei corpi. Solo questo, solo questo e niente altro. Se esiste il paradiso, è questo. E lo sapevo, è sempre stato così, ad ogni Ritiro di Illuminazione. Tu guardi avanti e vedi il buio, poi si fa più luce e sempre più luce. Qualche volta ti volti per guardarti a fianco e vedi ancora quel buio, ma poi ti dirigi ancora in avanti, laggiù, da dove arriva quella luce; e tutto d’un tratto……….. ti scopri senza io, senza desideri, pulito, leggero, pieno d’amore. Ogni partecipante è ormai strumento e canale di qualcosa di divino, che va oltre la stanchezza, oltre i “No”, al di là dei pensieri e delle parole. TUTTO è Dio, TUTTO. Non c’è cosa che non sia Dio. Persino i nostri problemi, i nostri controsensi. TUTTO è Dio.

Ore 23.00, durante i canti tanto amore e tanta gratitudine. Pensieri felici e pieni di calore. Grazie a tutti, buona notte.

13° Giorno 10 agosto 2012

Oggi non c’è nulla da raccontare. Non so, non ricordo più cosa accade in superfice. Sullo sfondo c’è solo silenzio. Non riesco a trovare le parole e non posso spiegare a nessuno dove sono e dove sia l’Intensivo in questo momento. Solo il silenzio può descrivere tutto questo, e, nel silenzio, non c’è nulla da descrivere. Sulla superfice accadono diverse cose, ma in realtà non sta accadendo proprio nulla. Da qui, fermo le mie mani e mi lascio ancora andare.

Non so se scriverò ancora, vogliate capirmi.
Con amore
Hari

 

14° Giorno 11 agosto 2012

Silenzio

15° Giorno 12 agosto 2012

Sono arrivate persone nuove; faranno questa ultima settimana. Lentamente scivolano nel nulla che dissolverà ogni loro ricordo, ogni illusione, ogni speranza, ogni immagine di se stessi e del mondo. Con un amore immenso Dio farà questo. Con amore immenso Dio li riporterà a casa.

 

 

 

16° Giorno 13 agosto 2012

Amato, amato, i miei pensieri svaniscono
scompaiono.
Rimango qui, fermo,
ad ascoltarti.
Ma poi tu dissolvi anche il tuo ricordo
e io rimango solo, con te.
Mi sento scomparire e tu mi accogli,
così tanto,
in uno spazio infinito.
Ci sei tu e ci sono anche io,
la stessa cosa.
Ma nessuno di noi lo sa,
nessuno lo saprà mai,
è solo così,
che è così,
che mi ami
immensamente,
senza che io faccia nulla:
Era così da sempre.

Alcuni dei nuovi arrivati sono andati in profonda crisi. Una ragazza mi ha confessato di voler tornare a casa. La meditazione così prolungata l’ha mandata in una profonda crisi. Sta entrando nel suo nucleo, nella sua solitudine. Nella vita riusciamo a evitare il punto che più ci fa male. Lo facciamo in ogni modo e con infiniti giochi, ma qui non riesci a farlo. La domanda: “Chi sei tu?” ti fa entrare in te e li trovi quello che sei riuscito ad evitare per una vita. Ma l’inganno arriva proprio ora: credi di essere quel dolore e vorresti scappare. Ma tu dimori prima, prima di tutto questo. Solo l’amore ti può guidare attraverso queste terre e farti ritrovare la Realtà di te stesso.

Ore 16.00, il discorso che ho tenuto a metà giornata a scuarciato il velo. Questo è l’amore del maestro. Mi viene dall’amore che ho io stesso ricevuto. L’amore è qualcosa che ci attraversa e che mettiamo a servizio di qualcun’altro. La ragazza è tornata da me per ringraziarmi, la crisi è passata.

Ore 18.30, sento qualcosa e faccio chiamare una persona in dokusan. Le chiedo cosa è successo. Mi racconta che danzava e che ad un tratto è scomparso il suo io. Mi dice che non ha mai provato una cosa simile e che la cercava da tutta la vita. Le chiedo: “Chi eri tu in quel momento?”. Mi guarda timida, come se stesse facendo qualcosa di sbagliato, poi prende coraggio: “Dio”. Rimaniamo in silenzio, lei piange.

17° Giorno 14 agosto 2012

Stiamo entrando in un piano più profondo. Scivoliamo silenziosi verso uno stato di coscienza nuovo. La sensazione è come se esistesse solo la Verità. Non è uno stato diretto, ma è come se l’io non ci fosse. C’è quello che c’è, tutto, così com’è, ma l’io non fa più nulla, non cerca più nulla, non dice più nulla…….. guarda in silenzio. E’ uno stato ampio, include più spazio, leggerezza, ampiezza. Spesso ci si dimentica il proprio nome, cosa si pensava quando si era Matteo, Francesco, Laura…. Sai che sei il Sè e l’io è un tuo riflesso, sbiadito e nemmeno interessante.

 

 

18° Giorno 15 agosto 2012

Non so piu cosa dire. C’è una profondità in ogni suono, nel soffio del vento. Le tende che si spostano, il riflesso del sole sul pavimento, l’ombra dei rami sulle pareti gialle zafferano, granelli di polvere che planano leggeri. Ogni cosa sembra così vicina, così reale. Tutto è unito da qualcosa di indescrivibile. C’è una perfezione in ogni cosa che vedo e che tocco. Guardo la mia presenza in ogni luogo e non c’è nessuno che la guarda. Dio si guarda, silenzioso, lentamente, in ogni cosa.

Sguardi fermi, sospesi in un balzo senza fine. Amore, amore infinito che abbraccia ogni cosa. Amore che lieve, colma e accoglie ogni particolare di tutto ciò che c’è. Le mie labbra rimangono chiuse, se non per lasciare che sia Dio a dire qualcosa. I nostri sguardi si toccano e poi scompaiono per ritrovarsi in un unica visione; colma, piena di silenzio. Dio si guarda, immobile, contemplando il suo stesso creato. In un attimo, ancora immobile, il sogno è finito.

19° Giorno 16 agosto 2012

Come quando i marinai non vedono nulla e attendono. Attendono in quel silenzio, sospesi, con gli occhi che bramano per vedere la terra. Nuvole ovunque, silenzio, il ronzio di qualche insetto, il vento, debole, che accarezza i volti. Ma gli occhi non si chiudono, non si chiudono mai, e in quelle nuvole ci vedono già l’infinito. Occhi che penetrano ogni velo e ogni illusione, attendono, ancora una volta, di scorgere ciò che sempre, al di là, li attende.

 

 

 

 

 

 

 

 

20° Giorno 17 agosto 2012

Yoga, lento, lungo, profondo. Ogni muscolo, ogni tendine, ogni articolazione fa parte di una danza armoniosa che si muove con la vita; con un flusso impercettibile, ma che quando lo riconosci è un oceano di beatitudine. Yoga è danza, Yoga è amore del creato verso ogni sua forma.

Una pace profonda e una grande leggerezza sostiene tutto. Ci guardiamo sereni, come se tutto fosse stato un sogno. Ci vediamo realmente. Vediamo la Verità. Nessun io, nessun ricordo, nessun giudizio, questo è dimenticare il mondo e esserci realmente.

Sono morto.

 

 

 

 

 

 

21° Giorno 18 agosto 2012

Soffia un venticello fresco, come per svegliarci da un lungo viaggio. Aprendo gli occhi siamo qui, nella vita. Guardiamo meravigliati l’orizzonte, stupendoci ancora di quanta bellezza ci circonda. Sono successe così tante cose che non si potranno raccontare mai a nessuno. Solo Dio sa di questo. Dio c’era, in ogni istante e certi segreti rimarranno a Lui. Vi amo tutti, dal profondo del mio cuore. E so che anche voi mi amate. Questo amore ci appartiene e ora va distribuito.

Il Ritiro termina. Guardo tutti negli occhi. Loro non sanno realmente quante cose sono state trasformate e quante cose cambiate. In alcuni vedo Dio, in altri ancora il desiderio di incontrarlo. Li lascio col cuore aperto e fiducioso in ciò che la vita gli porterà. Ognuno prenderà la propria strada, ma tutti andranno in una unica direzione.

Grazie
Hari

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