Lug 04, 2012 | Post by: Hari No Comments

Dokusan

Dokusan tra Hari e N. – agosto 2011
Il dokusan è uno scambio diretto e personale fra il maestro e l’allievo durante gli Intensivi di Illuminazione. Si va in dokusan solitamente per chiarire i propri avanzamenti o perchè si è incontrata una crisi o perchè si è raggiunta l’Illuminazione, cosa che accade spesso negli Intensivi. Sono attimi che poi svaniscono, ma che lasciano una traccia indelebile di consapevolezza. Cos’è una traccia di consapevolezza? E’ la coscienza di Sè: silenzio, presenza senza mente.

Hari: Dimmi
N.: Stavo ragionando su questo: a un certo punto mi sono reso conto che è una cosa assurda che è impossibile, che non c’è, ne’ osservatore ne’ osservato; che non esiste niente di tutto questo..
H: In che modo ti sei reso conto? Hai preso atto di questo?
N: Perché ho pensato che è impossibile che ci sia una catena così infinita; dove finisce? È come dicevo del numero più grande, non esiste un numero più grande, non può esiste un osservatore all’infinito quindi non c’è nessun osservatore e nessun osservato, ci sono solo io che guardo tutte queste cose.
H: Adesso realizza chi è questo io. Ci sei arrivato con una deduzione oppure hai avuto un’esperienza di questo io?
N: Ci sono arrivato per: non c’è osservato, ci sono io. Chi ci può essere?
H: Si è vero però questa coscienza di te è duale? Ti stai osservando?
N: Si..
H: Chi è che osserva? E’ un buon punto quello in cui sei, ti sei reso conto che non c’è un osservatore e ogni volta che tu lo vedi vuol dire che è nella mente.
N: Non c’è questa cosa qui, non so come dire., non ci può essere.
H: Hai avuto un’esperienza diretta (Illuminazione non dale)?
N: Eh non lo so, cioè nel momento in cui mi sono reso conto dell’assurdità di questa cosa c’è stato un momento sublime.
H: Spiega, spiega quello che sai, non quello che hai letto, quello che hai vissuto.
N: E quello che ho vissuto è questa consapevolezza che è assurdo, che non c’è un osservatore e un osservato, che non c’è questa cosa qui, ci sono io, non c’è un osservatore e un osservato perché è l’osservatore che guarda se stesso all’infinito. Sta facendo il gioco dello specchio. Non esiste, ho realizzato che è una cosa che non è possibile e quindi non c’è un osservatore e non c’è un osservato..
H: Ok, questo io che tu hai vissuto cos’è?
N: Questo io sono io, non so che altro. È arrivato dopo quella cosa lì, ho pensato non c’è osservatore e non c’è osservato, ci sono io. È arrivato un po’ come una conseguenza..
H: Come una conclusione logica?
N: Si come una conclusione logica..
H: Ok va bene, questo è bene perché ti fa capire che quello che stavi guardando era soltanto un’idea di te, adesso vai a conoscere questo io che tu dici che c’è, che esiste. È vero esiste un io, vai a conoscerlo, ok? Come lo fai questo? In questo momento se tu porti l’attenzione a un contenuto sai che è illusorio però non puoi far altro che continuare a cercare nello stesso modo: chi è questo che sono? Chi rimane? Chi è? Solo che adesso è meno solido, meno fisico, meno illusorio, sei un po’ più vicino alla realtà, comprendi? Hai meno idee su di te. Potremmo dire che è un io che però anche non ha forma definita come gli io mentali che prima vedevi. Conoscilo direttamente? Chi è? Ascoltalo, apriti a questo, cerca di conoscere la sua natura profonda. Come dire: adesso sai dove appoggiarti. Va bene?
N: Si
H: Appoggiati a questo e piano piano apriti per conoscerlo in modo diretto..
N: Grazie

VIENI AL RITIRO DI ILLUMINZIONE DAL 29 LUGLIO AL 18 AGSOTO!!!!
Guarda il filmato qui sotto:

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