Esperienze dei praticanti

In questa pagina i praticanti di Eternal Yoga e Yoga Naturale hanno deciso di farvi dono della loro esperienza e così quelle che seguono sono alcune delle loro testimonianze che speriamo vi possano ispirare

Alessia

Quello che cerco di allenare in questo momento è l’abbandono. L’abbandono del tempo, vorrei che queste due ore fossero solo spazio. Entro in Sadhana, cioè entro in uno spazio, uno spazio infinito. Comunque uno spazio. Finisce la Sadhana, ed è uguale ad uscire da questo spazio. Lì dentro c’è solo contatto con il Divino.
Alleno l’abbandono della mente. Sento che quando mi avvicino a “perdere la testa” a perdermi nell’unione con Dio, provo una tristezza contrita e mi dico: “si questa è la chiave, la paura di perdere la memoria, il pensiero, per fondersi con il Tutto, e allora è lì che devo andare in fondo, è lì che devo perdermi, è lì che devo chiudere tutto, naso, occhi, orecchie, e tuffarmi…” poi piango..

Valeria

Ringhi… le spalle che salgono verso l’alto… i muscoli addominali che si tirano… respirazione addominale veloce e poi lenta… Poi paschimottanasana dinamico… Non mi piace molto usare i nomi, ma in questo modo riesco più facilmente a descrivere le posture… più o meno. Ad un certo punto interrompo. Residui di qualche timore al sentire movimenti nella zona del pavimento pelvico.

Il giorno dopo

Prosegue come il giorno precedente. Ringhi. Pranayama. Poi suoni molto bassi con molte “gn” e A,U, E… mi ricordavano un po’ i canti dei monaci tibetani. Poi suoni molto più alti, acuti.

Giorni successivi: molto pranayama, sempre ringhi, pianti, risa, simhasana… E’ tutto concentrato tra addome e stomaco.

Sadhana di oggi su Manipura. Stomaco spremuto. Muscoli addominali in continua tensione. Shirshasana, Sethu Bandhasana, Pavanamuktasana… La lingua che esce dalla bocca. Conati di vomito. Pianto disperato. Immagini dell’adolescenza. Pranayama (tipo kapalabhati). Poi respiri addominali profondi.

Sera sempre pianto disperato. Non so, mi sembra di piangere per un gruppo di persone, ho quest’impressione. Immagini di iguane, foresta, edifici di pietra. (Qui la mia mente ogni tanto va e tende a dare un’ interpretazione… adolescenza difficile la mattina – tristezza, alcool etc.. chissà cos’avrò vomitato… e così via… vite precedenti la sera –Messico, etc…  ). Poi arrendo anche tutti questi pensieri (ricordandomi di ciò che scrive Hari nel diario della sua Sadhana). Spero di aver compreso bene. Arrendo anche i pensieri e la mente gradualmente verrà purificata da sè.

Daniela

Dopo una giornata di costellazioni familiari, sono andata sul sito del Mauna e ho sentito Hari che parlava dello yoga della resa. Ho provato una grande gioia all’idea che esistesse una simile pratica! Finalmente avevo trovato qualcosa che mi chiamava dal profondo. Dopo varie scuole di yoga e vari anni di impegno, ancora non avevo trovato qualcosa che mi desse tutte le risposte che cercavo. Nel vasto mondo delle pratiche yoga, qualcuno metteva l’accento sulle asana, qualcuno sulla concentrazione, qualcuno sulla volontà, altri sul rilassamento, o sulla meditazione. Così ogni volta che mi mettevo nella mia stanza per praticare, seguivo una via diversa. Ogni volta sentivo sia il beneficio, sia la sensazione che mancasse qualcosa. Mi sforzavo troppo? Mi lasciavo Andare troppo? Mancavo di disclipina? O ero troppo rigida? E così il senso di completezza interiore mancava sempre.
Quello che ho imparato nell’eternal yoga( infatti al primo gruppo utile mi sono presentata!!), è che è possibile arrendersi completamente e lasciare semplicemente che accada ciò che deve accadere. Giorno dopo giorno, nella mia stanza o durante i gruppi, ho seguito i miei movimenti, interiori ed esteriori,in un lungo viaggio nel quale ci sono posture, respirazioni, canti, pianti, momenti di commozione, vasti spazi di profondità.  A volte per giorni e giorni c’è una formidabile energia, che avevo provato solo da ragazzina, altre volte è più difficile, si incontrano paesaggi più oscuri, piano piano è nato in me un senso di devozione mai provato prima. A volte c’è solo allungamento dei muscoli, delle articolazioni, a volte sento l’energia entrare in parti di me che erano addormentate da tempo. A volte c’è solo la musica o la danza, altre volte è come scavare pian piano per aprire porte. E tutto ciò è accompagnato da un cambiamento profondo della mia mente e del mio cuore che si aprono a strade completamente nuove, che mi donano fiducia in me stessa, amore per gli altri, voglia non solo di vivere, e intensamente, ma di farlo con gli altri, di farlo crescendo e mettendomi in gioco, oltre la paura, l’abitudine, gli schemi, i condizionamenti. Lo spazio di pace interiore cresce sempre di più, e c’è un faro che mi guida. Ad oggi credo che farò la resa per sempre. Semplicemente, non smetterò mai. Starò ad osservare ciò che accadrà, e lascerò che la vita mi avvicini sempre più al divino, con tutte le salite e le discese del caso.. Ciò che è entusiasmante, è che questo cammino si fa insieme a fratelli e sorelle spirituali, che insieme si impegnano anche per rendere la vita stessa più vicina possibile ai principi spirituali, e ho sentito che in questo spazio si sperimenta una grande sensazione di completezza, di amore, e di pace. Non si tratta di leggere o di pensare: dovrei fare così, sarebbe giusto fare cosà….Si tratta di portare nella vita di tutti i giorni il grande amore che si prova avanzando nel cammino spirituale. Si può, praticando si può, aprendosi si può, insieme si può!!! Consiglio a tutti coloro che sentono un richiamo interiore nel leggere questi post di venire, di provare di unirvi a noi!!!

Giuseppe

Grazie mille, grazie mille.

Da parte mia confermo la volontà di seguire il percorso da te proposto.
….rientrare nel proprio quotidiano dopo aver trascorso anche solo 2 giorni al Mauna non è cosa semplice; ne avverto la distanza, le strade tra i due mondi corrono parallele; come riuscire a trovare il punto di incrocio? Ci ho pensato ed ho cercato di individuare una possibile risposta: il Mauna è nel mio quotidiano ed il mio quotidiano è nel Mauna, perché l’uno contiene l’altro. In un mondo trovo qualcosa da portare nell’altro con reciprocità, complementarietà ed Unità. Rimane che non è cosa facile….ma ci si prova tutti i giorni……
Anche questa volta sono giunto al Mauna portando uno zaino leggero ed ordinato: un cambio, nessun libro da leggere perché non c’è tempo per farlo, lo spazzolino, e pochissime altre cose. Al rientro, però, lo zaino è risultato pesante ed insufficiente a contenere tutto ciò che il Mauna mi ha offerto….la prossima volta prenoterò una ditta di trasporti specializzata J !!!!
Sento il bisogno di fare ordine, di lasciar sedimentare le cose; non intendo darmi fretta, ma sento l’urgenza di procedere.

L’argomento trattato è stato forte, fortissimo ed indubbiamente molto impegnativo……………Grazie per aver posto davanti alla porta d’ingresso un caldo ed accogliente benvenuto: “questa è casa vostra” (o qualcosa di simile)
Grazie per avermi dato la gioia di porgerti l’acqua ed il latte durante la cerimonia di offerta a Lakulisha.
Grazie perché riesci ad udire il silenzio che parla e perché riesci a leggere l’anima, il cuore al di là di ogni parola.

Un sorriso d’amore
Giuseppe

Claudia

Da quando sono tornata dal ritiro riesco a fare da una a due ore di pratica quotidiana. Inizio quasi sempre dallo joga di volontá come lo chiama Hari per poi ad un certo punto, quando sento dal corpo l´impulso a passare allo yoga di resa. E´diventato un momento completamente irrinunciabile nella giornata, se non lo trovo mi sento triste e disorientata. E´uno spazio che non appartiene al tempo “ordinario” e mi da accesso a una dimensione di pace e di energia che mi permette di vivere con piú equilibrio la vita quotidiana.

Chaitania

Colgo l’invito di Hari.Difficile dire come sia arrivato allo Yoga della Resa e cosa stia producendo in me la Sadhana.. So che la forte connessione che ho sentito con Hari mi ha condotto al Mauna e da lì si è aperto un mondo. Nella mia esperienza personale è cominciato allora un viaggio interiore meraviglioso e a tratti difficile che però ha portato dei doni inestimabili come la conoscenza diretta di Me Stesso, comprensioni importanti sulla mia appartenenza ad una famiglia ed un lignaggio spirituale che ha le sue radici in India, nel Gujarat e relazioni sincere e ricche di Amore. Cosa c’entra la Pratica della Resa con tutto questo? Forse arrendendomi mi sto aprendo sempre più alla Natura delle cose e questo – oltre a produrre grandi crisi di purificazione – genera in me sempre più desiderio di “staccare” dalle impressioni del mondo e rimanere in compagnia della Verità. Nella mia pratica attualmente non succede nulla di particolare a livello fisico solo mi sento coccolato da dentro da Qualcosa di più Grande e mi fa piacere rimanere lì; le ore della Sadhana volano e cancellano tante impressioni della mente.

Alessia

A tutte le Donne e alla loro Anima che sente, con amore: sin da bambine ci hanno insegnato, nel migliore dei casi, ad essere composte, brave, educate… nel peggiore, ad essere sottomesse, adeguate, piegate, e a sentirci perennemente in colpa per tutto…. da sempre il controllo delle persone avviene sui corpi.. io ne ho portato il peso e la costrizione per lunghissimi anni… ho fatto di tutto: percorsi di consapevolezza, fiori di bach, atti psicosimbolici, meditazione… e sono arrivata sempre e solo fino ad un certo punto…. finché non ho incontrato lo Yoga Naturale! Con lo Yoga Naturale ho incontrato tutta Me stessa pienamente, io per quella che sono, senza che nessuno mi chieda di essere altro da quella che sono io.. nel mio stare, nel mio urlare, nel mio dimenarmi, nel mio cantare, nel mio ridere….. una sensazione inspiegabile!! Abbiamo paura della nostra energia, o io credo, abbiamo paura delle reazioni degli altri alla nostra energia…. le mie ferite vengono da lì.. ma quando accadrà almeno una volta nella vostra vita che qualcuno non tema quello che si scatena dall’espressione grandiosa del vostro corpo, allora avrete la possibilità di incontrarVi e di incontrare la vostra Natura Divina. E da li affacciarvi ad un mondo che non ha confini… Ci vuole un Maestro che accompagni questo risveglio e questo processo, tanto meraviglioso, quanto delicato e sacro. Io ho avuto la Grazia di incontrare Hari e la mia vita si è trasformata. Hari conduce incontri per insegnare questo Yoga. Spero che le mie parole vi parlino e possiate cogliere questa grande opportunità.

Valeria

Primi movimenti ancora controllati… poi lentamente è successo qualcosa e sono riuscita ad abbandonarmi totalmente, forse questa volta per la prima volta…

Ho iniziato ad emettere dei suoni confusi, che poi pian piano sono andati definendosi come quella che poteva essere una lingua sconosciuta, o inventata, non lo so davvero.. sembrava  cinese ma chissà… il flusso di parole all’inizio titubante ha assunto la forma di una conversazione molto intensa… parlavo in maniera animata, gesticolando, e dentro di me percepivo emozioni contrastanti e molto forti… toni di voce alti, poi, bassi, pianti, sospiri, qualcosa che poteva essere un’implorazione, poi la mia testa ha iniziato a muoversi velocemente a destra e a sinistra (con un movimento che ricorda un po’ quello che fanno le persone in India), il tutto è durato circa un’ora e mezza ma non ho avuto la percezione dello scorrere del tempo, non so davvero come possa esserne passato così tanto senza quasi accorgermene. Ho parlato tantissimo. Poi, dopo un lungo pianto mi sono messa con la fronte a terra ed è iniziato un canto lungo, molto dolce… a quel punto mi sono davvero resa conto di non poter proprio controllare nulla, nel senso che la mia mente mi suggeriva delle sillabe da emettere con la voce, voleva intervenire,  ma ciò che stava uscendo era inarrestabile e non poteva in nessun modo essere modificato. Non potevo fare nulla di fronte a ciò che si andava manifestando.

P.S.: io non so cantare, non riesco a prendere neanche una nota con la tonalità giusta, eppure quel giorno il mio canto era perfettamente intonato e bellissimo.

Secondo giorno

Torno per qualche istante a parlare in quella lingua sconosciuta. Sono seduta, mi muovo un po’ dondolando  come se stessi cullando un bambino. La sensazione è quella. Oggi però è il corpo a volersi muovere e io lo seguo. Asana, respirazioni… tutto va da solo. E’ un miracolo, io non so come chiamare ciò che succede (mentre scrivo e torno lì con il pensiero una forte emozione mi pervade. Vorrei poterla descrivere meglio ma non ci sono parole adeguate). Il corpo si muove in fretta, movimenti concentrati sulle gambe ed energia che pulsa alla base della colonna vertebrale e nell’addome. Soprattutto nell’addome. Respiro veloce, il diaframma che spinge con forza verso l’interno… non mi sembra possibile, ma è così. Il respiro respira. Non so come altro dirlo. Io non sto facendo nulla. Si ferma, poi continua, aumenta di intensità, diminuisce… seguendo un ritmo tutto suo. Poi è il collo a volersi piegare avanti, indietro, un movimento mi guida verso sinistra… forse si sblocca qualcosa all’altezza dell’orecchio sinistro…

Terzo giorno

Non faccio pranayama, semplicemente mi siedo in meditazione, osservo ciò che accade all’interno del corpo finchè a un certo punto esplode qualcosa e io lascio uscire… il corpo si contorce, dalla bocca escono suoni gutturali, ringhi, poi una voce direi quasi “infernale”…  urla e strepiti. Continuo così per un bel po’. Poi tutto si calma. Nel frattempo passano quasi due ore.

continua…….

Daruka

In questi giorni sono molto “presa” dalla lettura del diario della sadhana di Hari. Ci penso e lo penso spesso durante il giorno. Sono affascinata, felice, piena di ammirazione e gratitudine per tutto ciò che sta accadendo. Sento che la sua fatica, il suo progredire, il suo soffrire, la sua tenacia, la sua fiducia totale ed incondizionata, il suo avvicinarsi a grandi passi sempre più a Dio ci riguardano. Sento che tutto questo è un grande dono per tutti noi, per l’umanità intera, per tutto ciò che esiste. E’ lui e siamo noi, tutti insieme.

Valeria

Da un più di un mese ormai ho un appuntamento fisso. Non posso mancare. Sento che chiama.

Un’ora, talvolta due. Ogni giorno. Quando ho saputo di dover andare via per lavoro due giorni invece che tre come programmato in precedenza, ne ero felice. Via dalla mia stanza e impegnata tutto il giorno non avrei potuto praticare. (Mi sono chiesta se anche questo non sia un attaccamento).

Ho avuto delle crisi. Sono svanite. Sono ritornate. Di nuovo, se ne sono andate.  Probabilmente torneranno. Anzi, sono già qui adesso che rileggo.

Penso che forse dovrei iniziare a tenere un diario della mia Sadhana quotidiana.

Sono successe tante cose e ogni giorno è diverso. Vorrei condensare ora tutto qui in poche righe ma è impossibile.

Pianti, tremori, canti, urla, respiri, singhiozzi, ringhi, risa, rotolamenti, posture, contrazioni…  è qualcosa di SACRO ciò che accade. L’altro giorno mi sono trovata a ripetere, piena di amore e gratitudine, “è tutto perfetto”. Lo è.

Tornano alla mente ricordi dei miei sforzi per imparare i bandha, i pranayama, la ritenzione del respiro, le difficoltà nel “padroneggiare le tecniche”, come si suol dire… Ora penso di aver fatto violenza su di me a volte.

E poi… mi arrendo come mi insegna Hari e come per miracolo tutto avviene da sé, completamente e pofondamente.  I muscoli si contraggono e si distendono, il respiro si ferma e poi riprende, il corpo si muove e poi si arresta, in armonia con il tutto, secondo piani a me sconosciuti ma perfetti. So che lo sono.

Sono grata a chi è venuto prima  e riconosco l’importanza di tutto quello che mi ha accompagnato sino ad adesso, senza questo non sarei qui oggi, senza lo studio, le pratiche, la ricerca, vari percorsi, gli sbagli anche… e sono grata a chi c’è ora perché sta conducendo con amore me e altre anime smarrite e assetate verso Dio. Ha aperto i nostri occhi e il nostro cuore. E mi insegna che Dio non è lontano, è sempre stato qui. Che “Dio non giudica, Dio aspetta”. Aspetta solo un sì. Non finirò mai di ringraziare. Tutto questo è una benedizione. Non si può dire a parole, non ci sono.

Sto facendo fatica a scrivere. Sono passate due ore dalla prime righe di questo scritto. La mia mente da ieri è lenta, spenta, com’era appena tornata dall’intensivo. Rammento di aver perso per qualche giorno la capacità di concentrazione nella lettura, vedevo le lettere sulla carta o sullo schermo del computer ma non riuscivo ad attribuire significato alle parole. Insieme a questo, per alcune settimane mi ha accompagnato uno stato d’animo estatico unito a sensazioni e manifestazioni fisiche variabili (battito cardiaco irregolare, mancanza di respiro, ciclo mestruale saltato etc..).

Negli ultimi giorni, oltre a momenti di intensa catarsi e consapevolezze, è stata la colonna vertebrale a muoversi principalmente, a piegarsi avanti, indietro… e con lei il collo, le braccia e le gambe. Le spalle a sollevarsi verso l’alto, e poi i gomiti…  i muscoli delle gambe sempre in tensione, bandha e respiro al passo. Intuisco dove mi sta portando tutto questo. Il corpo si prepara. A gambe incrociate, appoggio entrambe le mani a terra e facendo leva sulle braccia spingo su e giù battendo il pavimento pelvico ripetutamente, anche in altre posizioni. Molte contrazioni e chiusure.

Ieri inizia la sadhana con qualche minuto di respirazione alternata trattenendo l’aria a polmoni vuoti, dopodiché per circa un’ora e mezza ho rotolato per la stanza senza smettere di ridere nemmeno per un istante. Il plesso solare sembrava espandersi verso l’esterno, qualcosa si è liberato lì. Al termine, mi sono ritrovata sdraiata sul pavimento, schiena a terra e gambe leggermente piegate, sembrava tutto finito quando a un certo punto ho sentito un grande calore provenire dalla zona degli organi genitali e lì ho visto prendere forma una sfera di color rosso. Da questa sfera è partito un filo sottile bianco che andava verso l’alto e ho sentito l’energia salire… più o meno fino all’altezza dello stomaco, anche se ho percepito delle vibrazioni andare anche oltre, a quel punto mi è venuta paura, mi sono sollevata e si è arrestato tutto.

Ora sono qui, con quest’energia viva e pulsante da ieri, e non so più cosa fare e cosa succederà. Un po’ sono spaventata, un po’ sento una gioia immensa per questo.

Grazie.

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