Lug 01, 2013 | Post by: Hari No Comments

Il semlice “Stare”

“Stare” è l’arte di accogliere ciò che è. Questo vale per ogni cosa, nel bene e nel male. Se voi soffrite per qualcosa, la reazione è sempre quella di dire “No, non voglio che ci sia questo dolore”. Lo “Stare” è l’atto di accogliere quel dolore. E’ una cosa molto diversa dall’identificarsi. Si tratta solo di essere coscienti del suo esistere, senza giudicarlo. E’ un atto consapevole in cui “state” senza agire in qualche modo su ciò che accogliete. Siete solo presenti a ciò che c’è. Lo “Stare” mette in atto un processo del tutto naturale di riordinamento. L’ordine porta alla libertà e alla gioia. L’ordine segue la Verità, Dio, la vostra Vera natura. L’ordine ha a che fare col realizzare il Divino. Per esempio il disordine viene dal dire “No” a ciò che è. Quando non accettate ciò che è, così come è nel modo in cui arriva, è perchè vorreste cambiarlo, toglierlo di mezzo. Ma questo non è compito vostro, è compito della natura, di Dio. Se imparate a “Stare” Dio può operare in voi e attraverso di voi e Dio è Ordine. Per esempio il problema svanisce e voi siete nuovamente liberi. Chi lo ha fatto? Voi avete solo accolto, siete “Stati” con ciò che era, il resto lo ha fatto Dio.
Tutto questo accade in modo spontaneo quando siete bambini. Il bambino, quando è ancora piccolo, non dice “No” a ciò che c’è. Nemmeno se quello che arriva è qualcosa di assurdo. Lo è per noi, ma non per il bambino. Egli guarda e accoglie in se. Non si ritira, non cerca di cambiarvi o di dirvi cosa dovreste fare. Ciò che è, è così come è. Questa abilità viene persa con gli stimoli troppo forti e con una educazione disordinata, disarmonica. E’ difficile per un genitore non fare errori poichè ogni genitore porta le proprie disarmonie personali e sistemiche. Tuttavia possiamo vedere quell’abilità nel bambino e possiamo capire che è accessibile anche per l’adulto. Non è una prerogativa del bambino, ma una capacità dell’essere umano. A differenza del bambino, l’adulto ha esperienza. Per questo dopo, può agire in una direzione nuova. L’esperienza di un adulto, messa a confronto con la purezza di un bambino, è spesso giudicata: “L’adulto è limitato, grossolano, grezzo, impuro, inquinato e il bambino è puro, leggero, semplice”. Ma questo modo di osservare la vita è segnale di una non accettazione della vita stessa. Guardate all’adulto con rispetto, con stima. L’esperienza è il frutto di un vissuto, una lotta per la vita. Se comprendete questo, l’aspetto della lotta, allora può accadere qualcosa nella vostra aima: sentite gratitudine. L’adulto ha lottato perchè la vita potesse andare avanti. Lottando si è sporcato. Per accettare questo ci vuole coraggio, amore, devozione. Voglio aggiungere qualcosa: quell’essersi sporcati produce un altro movimento, importante, evolutivo…. la spinta alla ricongiunzione. La ricongiunzione con l’anima dell’universo, Dio, la Verità. Non potrete più tornare bambini, ma guardare ad una purezza ancora più grande, che ha avuto bisogno di voi, della vostra lotta, per essere scoperta. Questa è la vita, un movimento che parte dalla luce, passa dall’oscurità e riemerge in una luce più grande.

Hari Gunter Leone

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