Giu 23, 2012 | Post by: Hari No Comments

La grazia divina

Seguire una via spirituale richiede solo una cosa: “mi lascio accompagnare”. Quando noi diciamo questo, inizia l’ambito spirituale, andiamo verso qualcosa di più grande. Dove ci porta questo domani? Non possiamo saperlo. Chiedercelo è inutile. Sappiamo solo che ciò che ci muove è una cosa giusta. Per chi è giusta? Per cosa? Non sempre il nostro io esulta di gioia accogliendo tutto ciò che arriva e lasciando tutto ciò che non serve più, ma che è servito prima. Chi esulta è l’Anima. La sua gioia è qualcosa che impariamo ad ascoltare seguendo le forze divine che la muovono. Alle volte lasciamo qualcosa che ci è caro. Perchè lo lasciamo? Cosa ci muove? Qualcosa di più grande. In questa prospettiva la paura del dopo non esiste, si fa piccola. Accettiamo quello che i nostri piedi toccano nel passo che facciamo verso avanti e, da li, ci è concesso di vedere più lontano. Il nostro destino è in gran parte già segnato. Cosa facciamo noi? Che ruolo abbiamo in tutto questo? Quello di dire “si” oppure “no” al destino. Quando diciamo si, siamo accompagnati da qualcosa di più grande, quando diciamo no siamo legati a qualcosa che sta dietro di noi, nel nostro passato. Perchè ci siamo legati, perchè non lo lasciamo andare? Ciò che ci lega è sempre la more, in una forma diversa. L’amore può legare o liberare e per lo stesso amore possiamo dire: “Ti lascio andare, ma sarai sempre nel mio cuore”. Che ruolo ha un maestro nella nostra vita? Quello di essere un rifugio sicuro? Quello di tenerci e prenderci cura di noi? Quello di avere qualcuno da servire? L’unico ruolo che ha il maestro è quello di farci guardare verso Dio. Davanti a questo, tutti siamo piccoli e liberi. Non dobbiamo nulla e non portiamo il peso di nessuno. Tutti sono liberi di dire si oppure no. Tutti possiamo ricevere la stessa grazia, da Dio. Cosa facciamo?

 

Hari

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