Set 13, 2016 | Post by: Hari No Comments

La meditazione è uno strumento Tu sei la Consapevolezza

“La meditazione è uno strumento tu sei la consapevolezza.”
Tradizione di Camilla Rigamonti

Oggi voglio dire qualcosa riguardo alla meditazione.
La meditazione è uno strumento attraverso il quale noi possiamo lasciare l’identificazione con i pensieri le emozioni e tutto lo scenario della vita e tornare a ciò che veramente siamo.
Quindi la prima cosa da comprendere è proprio questa, è chiarire l’obiettivo del meditare. Il meditare è utilizzato per tanti scopi anche spesso per rilassare il corpo o rilassare la mente ma il vero scopo della meditazione è quello di riassorbire la nostra attenzione che è costantemente  coinvolta con tutto ciò che noi viviamo e col personaggio che crediamo di essere, fino alla fonte e cioè a chi noi veramente siamo.
Quindi liberare la nostra consapevolezza dall’identificazione con ciò che non siamo e riportare la consapevolezza a ciò che veramente siamo.
Quindi è importante mentre meditiamo, in qualsiasi modo lo facciamo, che sia da seduti o anche camminando o danzando, esercitare un distacco, lasciare l’identificazione e abbandonare l’idea e il coinvolgimento con il personaggio che noi crediamo di essere.

La maggior parte del tempo pensiamo di  essere colui che sta meditando, colui che sta cercando qualcosa di importante o che non sa cosa sta cercando o colui che oggi è triste o colui che è pieno di gioia e quindi a seconda del modificarsi di queste sensazioni che stiamo provando, consideriamo e giudichiamo il nostro personaggio o la nostra persona migliore o peggiore. In realtà questo è un gioco, un gioco che accade nella nostra coscienza ma che non ha niente a che vedere con ciò che veramente siamo.

Nella meditazione semplicemente  spostiamo l’attenzione dall’identificazione e dal coinvolgimento con queste sensazioni e ci apriamo a una consapevolezza vuota cioè a qualcosa che c’e sullo sfondo di questa sensazione. E’ come se facciamo un piccolo passetto indietro e ci appoggiamo a una consapevolezza vuota, a uno spazio che contiene queste sensazioni.
Non stiamo negando o rifiutando ciò che noi crediamo di essere o ciò che ci attraversa, ma nel momento in cui meditiamo passiamo attraverso l’osservare queste sensazioni. Osservandole lentamente ci accorgiamo di essere qualcosa che è sullo sfondo e che non è stato alterato, non è stato toccato dai pensieri e dalle emozioni o dai personaggi che noi crediamo di essere o che spesso incarniamo e cerchiamo. Tutti questi personaggi, tutte queste idee sono la scena del film e noi siamo la luce attraverso la quale il film può essere proiettato sullo schermo.
Se semplicemente ci appoggiamo alla fonte, quindi facciamo questo piccolo passo a ritroso, come se l’attenzione tornasse indietro, non indietro nel passato a cercare altre immagini o altre idee di noi, ma indietro qui nel presente.
Se facciamo anche solo questo piccolo spostamento ci rendiamo conto che  dietro, alla fonte di tutto ciò che percepiamo, non c’è proprio nulla.

Questo nulla è chi noi siamo, in questo nulla non posso avere un’idea di me, non posso dare una definizione di chi io sono.
Il nulla di cui sto parlando non è un nulla definibile.
Se io guardassi dentro una scatola vuota e dicessi che quello è il nulla, allora la scatola definirebbe quello che sto dicendo, lo spazio della scatola darebbe un limite a ciò che sto descrivendo, ma ciò che noi siamo, il vuoto consapevole, non è qualcosa di definibile perché è lo spazio, il campo nel quale tutto ciò che esiste accade.

Come non sarà possibile trovare la dimensione dell’universo così non sarà possibile trovare e definire lo spazio di cui siamo fatti. Quando dimoriamo e semplicemente stiamo in questo spazio consapevole e vuoto, allora ci apriamo a ciò che noi siamo, ci dimentichiamo di tutto ciò che noi non siamo ed è come se tutta la scena del film, tutto ciò che abbiamo incarnato e abbiamo seguito come con l’idea di seguire qualcosa di importante, cade e si dissolve, ci rendiamo conto che non è utile, che non è ciò che veramente siamo e così ci rilassiamo, perché in tutto questo, che riusciamo a lasciare andare, ci sono colpe e meriti e quindi siamo liberi dall’essere una persona buona se facciamo una determinata cosa o una persona sbagliata se compiamo cose negative. Siamo liberi da tutto questo gioco.

Tutte queste cose di cui sto parlando sono semplicemente parti di una grande commedia che è la vita, ma dietro a questa idea della vita c’è sempre questa  vuota consapevolezza e tu non sei altro che questa vuota consapevolezza.
Puoi risvegliare questa coscienza in qualsiasi momento, non c’è qualcosa che devi raggiungere per realizzare ciò che tu sei.
In ogni istante tu sei tu, qualsiasi cosa ti accada tu sarai sempre questa vuota consapevolezza e in qualsiasi momento puoi tornare a questa vuota consapevolezza e realizzare nuovamente che tutto ciò che stai vivendo, anche le emozioni più intense, non sono altro che una manifestazione di ciò che tu sei.
Ma la manifestazione non è la verità di ciò che tu sei. La manifestazione è soltanto una proiezione, una proiezione su uno schermo che è quello che noi chiamiamo vita che ti fa perdere la consapevolezza di chi sei, ma non ti fa perdere chi tu sei. Quindi puoi perdere la consapevolezza perché sei coinvolto, sei identificato in qualche cosa, ma il vuoto consapevole di cui sei fatto è sempre presente perché è lo spazio, il proiettore che proietta tutte queste sensazioni.
Quindi fai un piccolo passo a ritroso e appoggiati a questo vuoto che tu sei e realizza che sei sempre stato la vuota consapevolezza e non sei mai stato alterato da ciò che è successo, sei sempre stato te stesso.
Grazie.

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