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Lignaggio
Ricerche Evolutive si ispira e trae origine da uno specifico lignaggio spirituale: Lakulisha - Kripalvananda - Yogeshwar. Questa discendenza porta con se i tesori inestimabili dello Yoga e dgli eterni insegnamenti del Dharma.
Kripalvananda - Lakulisha - Yogeshwar
I grandi esseri di queto Lignagggio hanno tutti percorso la Via della Resa attraverso la Meditazione Naturale
L'insegamento della Via della Meditazione Naturale riguarda solo il conseguimento della Liberazione ed è la lanterna che viene tramandata da Maesto ad Allievo. Lakulisha trasmise gli insegnamenti per la Liberazione a Kripalvananda e Kripalvananda li trasmise a Yogeshwar. Questo è il lignaggio spirituale al quale Hari appartiene e l'Istituto Ricerche Evolutive trae la maggiore ispirazione.
In queste pagine sono riportate brevi biografie di
KRIPALVANANDA
YOGESHWAR
Scarica gratuitamente i testi di Yogeshwar tradotti in italiano:
"Meditazione Naturale"
"La Via per la Liberazione"
Di seguito una breve introduzione alla Meditazione Naturale
Resa
da "Natural Meditation" di Yogeshwar Muni
La chiave della Meditazione Naturale è la resa. La resa è ciò che fa funzionare tutto. Arrendendosi nella meditazione si raggiunge l’unione con Dio, la Verità, l’Assoluto, la Perfezione, il Divino, il Perfetto. Ci sono molte parole che potrebbero essere usate e molti modi di pensare all’Ultimo. Pensate ad esso secondo i vostri significati. Dovreste pensare a ciò a cui state per arrenderti ed unirvi.
Così, quando parliamo di Meditazione Naturale, stiamo parlando di unione naturale. Questa è l’unione che naturalmente accade senza l’uso della propria volontà che guida – senza dover decidere “ora farò così” e senza farlo. Invece, Meditazione Naturale significa seguire il percorso naturale, spontaneo e automatico. Ma questo può giungere solo con la resa. Ecco perché la resa è la chiave. Senza la resa, la volontà rimane attiva e l’unione non può accadere naturalmente.
Ci sono molti vantaggi nel meditare in modo naturale, e vorrei presentarvene qualcuno.
Potreste dire che resa è lasciare che sia. Qualunque cosa sia, che sia. Se lasciate che le cose siano come siano, questa è una forma di resa. Il dizionario definisce resa come l’opposto della vittoria, o il cedere. Implica l’essere forzati a fermarsi nell’usare la propria volontà. Questo non è il senso con cui la resa viene intesa nella Meditazione Naturale. La resa significa scegliere di lasciar andare e permettere che la volontà di qualcosa di diverso da voi faccia il proprio corso invece del vostro. Nella Meditazione Naturale non solo ci si arrende, ma ci si arrende alla Verità, alla Perfezione, all’Assoluto, all’Ultimo. Ci si arrende alla finalità cosmica, chiamatela come volete. Non ci si arrende semplicemente, ma ci si arrende ad un principio ultimo. Voi avete la scelta di arrendervi o meno e nella Meditazione Naturale si sceglie e arrendersi al Divino. Questo è il principio chiave; infatti, in realtà non si ha bisogno di conoscere altro. Tutto ciò che ancora devo dire è solo di supporto a questo punto. Così, dovete comprendere questo principio molto bene.
Non è facile arrendersi, sebbene sia la chiave della crescita spirituale che se ci si arrende al Divino, automaticamente e spontaneamente, il proprio percorso giunge alla Verità, ai piedi del Signore, dell’Amore Divino – senza dover progettare, conoscere, forzare, trattare se stessi in qualche modo. Essa accade spontaneamente e automaticamente. Comunque, la difficoltà consiste nel fatto che quando si sceglie di arrendersi, accade spesso una reazione. Quindi, ci si può arrendere solo in una certa misura. Se ci si potesse arrendere completamente tutto in una volta alla Verità, si sperimenterebbe la Verità e si avrebbe l’unione totale con essa.
Alcune persone si rifiutano categoricamente di arrendersi. “Io sto usando la mia volontà e questo è tutto. Non ho intenzione di arrendermi!” Pochi si sono arresi completamente. Noi li chiamiamo Dio. La maggior parte delle persone è nel mezzo con qualche grado di resa.
Il processo della Meditazione Naturale consiste semplicemente nell’azione di arrendersi di più quando si verifica una certa reazione a tale resa. Per esempio, forse non si vuole una certa cosa, ma si va avanti lo stesso e la si compie. Oppure, si diviene affamati, e l’ego protesta. Così si vuole smettere. Forse in qualche misura si smette la propria resa, ma in qualche altra misura ci si arrende e un po’ di purificazione accade – l’eliminazione di questi concetti sull’ego, la fame o la stanchezza. Non solo i concetti vanno via ma lo stesso corpo si purifica in qualche misura, allo stesso modo i sentimenti ed anche la mente. Così, quando ci si arrende ancora un po’, la reazione non è troppo forte. Come si procede avanti, aumenta la propria capacità di proseguire con la resa e di andare più in profondità, perché le reazioni sono minori.
Ora, se volessimo trovare il miglior modo per avere una vita felice, una piena liberazione, un’assoluta libertà, un’unione totale con Dio (modo diversi per dire la stessa cosa), ci vorrebbe una vita. Dal momento in cui io scoprii la Meditazione Naturale, la mia vita è stata spesa nel lavorare su questo. A quei tempi ero giunto a sintetizzare circa cinquanta metodi differenti abbastanza eccellenti che si occupavano del corpo e della mente, come il massaggio, la Terapia della Polarità, il Rolfing, il Feldenkreis, l’Hatha Yoga, il Pranayama, una buona dieta, la Terapia Gestalt, la Pulizia della Mente, la Liberazione dei Traumi Emozionali, la preghiera a Dio, il canto, e molti altri. Avevo una lista completa nel mio taccuino. Cercai di creare un metodo di valutazione attraverso il quale potessero essere esaminate tutte le persone che giungevano al nostro centro di crescita spirituale, per poi indirizzarle verso la tecnica di cui avevano più bisogno – ciò che il loro corpo, il loro campo emozionale, la loro mente avevano più bisogno, come ad esempio una dieta, comprensione e relazione, Intensivi di Illuminazione, consigli sulla sessualità ecc. Avevo un progetto elaborato che lavorava con un meraviglioso sistema di valutazione cosicché l’aiuto ad ogni persona potesse essere calibrato nella combinazione che le era necessaria, e cambiato in relazione al cambiamento dei suoi bisogni.
Ero molto eccitato da tutto ciò e cominciavo a trovare un senso a tutto il mio lavoro, sebbene questa sia una materia molto complessa. Avevo anche un gran numero di test che funzionavano per scoprire quali tecniche dovessero essere affiancate ai bisogni delle persone.
Poi un giorno incontrai il mio amato insegnante spirituale, Kripalu che mi insegnò la Meditazione Naturale. Con essa tutto ciò che occorre fare è arrendersi a Dio, e la cosa esatta accade nel momento esatto, con l’esatta intensità per fare esattamente ciò che è necessario alla persona, che sia il corpo, i sentimenti o la mente, con l’esatto grado di purificazione necessario. L’intero processo continua in modo naturale senza nessuna domanda o pianificazione.
Che liberazione! Poi ho pensato, bene, che dono di Dio! Sfortunatamente comunque, non tutti possono arrendersi a Dio. Perché, primo, molti non hanno ancora trovato Dio, o non hanno un assoluto nella loro vita, così è difficile avere qualcosa a cui arrendersi. Secondariamente, sono così impuri e intossicati che se si arrendono anche solo un po’, l’ego non sostiene, ed essi si reprimono a tutta forza con la volontà.
Così, queste persone devono trovare la Verità, per esempio attraverso gli Intensivi di Illuminazione, devono purificare le loro menti, usando tecniche per pulire gli ostacoli verbali-mentali alla crescita. Allora la resa diviene loro possibile. Ma per coloro che sono pronti (nel mondo occidentale forse il 5% della popolazione che ha svolto una serie di attività preparatorie) il percorso della Meditazione Naturale è aperto. Queste persone hanno preparato se stesse e sono pronte per la Meditazione Naturale, se la scelgono! Molti hanno avuto esperienze profonde di Dio, della Verità o Divino Amore – che però sono sfumate nel tempo, perché hanno usato la volontà.
Le tecniche di volontà, tutte, includendo quelle che ho creato anch’io, sono soggette a questo problema, perché si può entrare nel Divino solo in uno stato di resa. Appena la volontà si riattiva, a causa del sorgere dei desideri, si perde l’esperienza profonda. Ci sono così tante persone che sono sinceramente guidate, di volta in volta, nel reame delle esperienze più profonde da questa o quella tecnica, questo corso, questo centro di crescita, quell’approccio alla meditazione o qualunque altra cosa possa essere utile, solamente per ricadere nuovamente indietro. Alcuni hanno anche usato droghe solo per cadere di nuovo. Prendere droghe è certamente una via di volontà.
Non si può mantenere l’unione con la volontà. Solo nello stato di resa, la Verità può essere sperimentata in modo continuativo. Comunque, anche allora è un processo graduale. Quando si lasciano le tecniche di volontà, si entra nel reame della resa, che è la condizione necessaria per proseguire spiritualmente. Questo non significa che le tecniche di volontà non abbiano valore; ce l’hanno eccome! Sono necessarie per giungere a quel punto dove ha significato arrendersi alla Verità, ossia, essere in grado di arrendersi e lasciare che sia fatta la volontà di qualcosa di diverso da se. Avete provato a fare questo da soli? Avete tentato di forzare la mano per far sì che le cose avvengano secondo la vostra volontà? Come ci siete riusciti? Io ci ho provato seriamente. Ho sviluppato intere scienze, sistemi, tecniche e metodi nei quali volevo conquistare i risultati che volevo nella mia vita, e ho avuto un certo grado di successo. Ma guardandomi indietro, vedo che non erano i miei sforzi ad avere successo. Ad esempio, le cose accadevano solo quando ero buono con le persone. Dio è colui che fa.
Quando si è sufficientemente purificati dagli sforzi di volontà allora si può progredire, sempre che si abbia avuto abbastanza contatto con la Verità, e si è pronti per maturare quel contatto. Quando si è stufi di usare la propria volontà per fare accadere le cose, per creare effetti, allora si è probabilmente pronti per l’approccio alla resa della Meditazione Naturale.
La tecnica della resa non è molto complicata. L’unica cosa da fare è semplicemente arrendersi. Come si può comparare questa con le altre tecniche di meditazione? Nella meditazione di volontà, si è seduti eretti, con la testa alta sulle spalle. Spesso ci si concentra o si medita su una cosa, tenendo ferma l’attenzione, mantenendo la schiena dritta, cercando di rilassarsi, tutto questo usando la volontà. Questa è la meditazione di volontà ed è una cosa di valore. Comunque, si può mantenere tale posizione solo per venti o quaranta minuti. La mente vaga continuamente e con la volontà la si deve riportare indietro.
Questa è una tecnica di volontà ordinaria, ed è benefica. Invece, nella Meditazione Naturale, non si usa la propria volontà sul corpo, ma si libera il corpo dall’uso della volontà. Con la volontà ci si drizza a sedere; se il corpo si stanca e si lascia la volontà, cade per terra. Il corpo semplicemente collassa al suolo. E’ stanco e vuole riposare. Una volta avvenuto il riposo, vuole nuovamente muoversi. Se si permette all’energia vitale di fare nel corpo ciò che desidera invece di fare noi ciò che vogliamo con la volontà, si sta praticando la Meditazione Naturale.
Dove la meditazione ordinaria usa la volontà, nella Meditazione Naturale si permette all’energia vitale, guidata dalla mano divina, di muovere il corpo nei modi che più gradisce. Oppure, se semplicemente il corpo collassa al suolo, lo si permette.
Allo stesso modo, non si tenta di concentrare la mente o l’attenzione su una cosa particolare. Nella meditazione con la volontà ci si concentrerebbe su un oggetto, o si tenterebbe con la volontà di mantenere uno stato di apertura, che è una buona tecnica di meditazione, ma è con la volontà. Nel caso della Meditazione Naturale, si abbandona l’uso della volontà sulla propria attenzione e semplicemente si lascia che essa vada dove vuole. Potrebbe non fare nulla. L’attenzione potrebbe non andare su nulla. Si sta arrendendo il controllo della propria attenzione alla mano divina e si sta lasciando che essa faccia ciò che desidera. Dio ha la saggezza di dirigere questa energia che guida l’attenzione dove è necessario andare allo scopo di fare il più rapido progresso nella meditazione.
La Meditazione Naturale potrebbe non essere sempre ciò che si desidera, e difatti spesso non lo è. Qualche volta ci si annoia; altre volte appaiono cose apparentemente senza scopo, come la lista della spesa. Questo è ciò che è necessario fare poiché la propria attenzione è catturata lì e invece si vorrebbe tentare di liberare l’attenzione per metterla in altre cose. Se si dice, “Oh, non dovrei pensare alla lista della spesa, così non lo farò” allora si sta usando la volontà.
“Io dovrei pensare a Dio”. E’ molto bello pensare a Dio, ma se si sta usando la propria volontà per dirigere l’attenzione, allora si sta facendo fallire il metodo dell’unione naturale con Dio. Se si arrende l’attenzione a Lui, Egli guiderà l’energia, l’energia vitale, nel corpo e nella mente in modo corretto. Essere guidati verso ciò che è necessario per progredire fa sì che nessun’altro deve dare indicazioni. Nessuno al di fuori di Dio è il terapeuta; questa non è una brutta condizione. Non c’è nulla di meglio che avere Dio o la Verità come terapeuti. Inoltre, Egli lavora a basso costo. L’unico prezzo che chiede è di arrendersi a Lui.
Chi è Dio? Dio è la Verità! Si può usare il femminile se si preferisce. La Dea è la Verità. La Verità è come le cose sono realmente al di là della prospettiva che si assume. Quindi, ci si arrende realmente alle cose così come sono, ed il modo in cui le cose sono sta guidando la propria meditazione.
Nella Meditazione Naturale, l’attenzione, il corpo e i sentimenti sono arresi a Dio. Forse vorreste sentirvi eccitati e potenti, ma Dio vi guida proprio ora nella depressione più profonda. Così, ci si sente in quel modo e semplicemente si permette che questo accada come deve accadere. Lasciate che sia la Sua volontà, non la vostra.
La resa quindi consiste nello scegliere di permettere a Dio, la Verità, in qualsiasi modo la si vuole chiamare, di guidare ciò che sta accadendo nel corpo, nei sentimenti, nella mente, nei pensieri e nell’attenzione durante la propria meditazione. Egli vi guiderà attraverso il viaggio più affascinante, eccitante, qualche volta annoiante ed anche terrificante che abbiate mai fatto, fino ai Suoi piedi, all’unione con la Verità.
Nella meditazione ordinaria, si può rimanere seduti, forzandosi, anche per un’ora parecchie volte al giorno. Dopo due o tre mesi è difficile mantenere questo ritmo – solo poche persone ci riescono. Invece, nella Meditazione Naturale, arrendendosi a questa energia vitale guidata dalla mano divina, dalla Verità, il corpo passa attraverso ciò che deve incontrare e non si stanca. La mente passa attraverso ciò che deve passare e non diviene bloccata o frustrata cercando di controllare l’attenzione. I sentimenti possono fluire quando è il momento giusto e quando non lo è non accade nulla. Così, semplicemente lasciate che sia. Si possono fare quindi molte ore di Meditazione Naturale per lunghi periodi di tempo, mesi o anni, cosicché il serio aspirante all’unione con Dio può dedicare la sua intera vita a questa attività. Passare dalle quattro alle otto ore in meditazione non è inusuale per un praticante serio di Meditazione Naturale.
Qualche volta, quando le persone stanno facendo Meditazione Naturale, l’energia si muove tanto all’inizio, poi si riduce fino a scomparire. Si entra quindi in un sonno yogico. Si potrebbe pensare che si dovrebbe rimanere svegli e impegnati. La volontà di chi bisogna seguire a quel punto? La volontà della mano divina non è veramente una volontà, è semplicemente la Verità; è come le cose sono. Si può pensare ad essa come volontà di Dio. E cosa succede alla vostra volontà? “Io penso che dovrei stare sveglio, attivo e impegnato” ma il sonno arriva naturalmente. Se si è veramente arresi, si è arresi alla mano divina che guida l’attenzione; così se arriva il sonno, che arrivi. Se una mano vuole muoversi, che si muova. Qualsiasi cosa accada, che accada! Esiste solo una condizione ed è che si deve aver arreso il proprio corpo, la mente e i sentimenti alla Verità, a Dio, alla Perfezione assoluta. Se si è fatto questo, non c’è errore. Qualsiasi cosa accada, incluso il sonno o qualsiasi altra cosa che discuteremo più avanti, accadrà correttamente e automaticamente.
Si potrebbe chiedere perché, visto che è così facile, non tutti praticano Meditazione Naturale. Ho ricordato l’ostacolo delle reazioni. Molte persone sono attaccate al proprio ego, ossia, il loro ego vuole avere tante cose da fare; vuole essere colui che fa. Vuole fare accadere le cose; “Se io faccio questo, poi voglio quel risultato. Voglio il frutto delle mie azioni” . Questa è la via ordinaria occidentale di procedere e sta diventando sempre più anche la via orientale perché si ottengono dei risultati con i propri sforzi. Quando si agisce con la volontà, Dio risponde in una certa misura, sempre che si sia agito eticamente.
Attraverso questa modalità si rimane sempre legati all’ego e si rimane bloccati nel ruolo di colui che fa. Si è attaccati all’essere colui che sta facendo piuttosto che arrendere questo “Io”. Come ho detto prima, si può procedere fino ad un certo punto.
Molte persone non sono pronte a lasciare questo ruolo di “Io-faccio”. Non sono pronte a passare oltre, quindi non sono pronte per la Meditazione Naturale. Falliscono perché non riescono a vedere che non sono loro che fanno.
Dio è colui che fa tutto, come in questo esempio: immaginate un proprietario di schiavi che vuole costruirsi una bella casa. Egli si siede sulla sua sedia e dice: “Schiavi, venite qui e portate quelle pietre. Voi là, ammucchiatele. Voi altri usate il mortaio. Voi invece fate il disegno. Forza! Avanti!” ed essi iniziano; portano le pietre e costruiscono il palazzo. Quando questo è pronto, il proprietario invita il suo vicinato, ed esclama: “Guardate! Guardate il palazzo che ho costruito!” e molto orgogliosamente: “Guardate cosa ho fatto!”. Il proprietario di schiavi è l’ego. Gli schiavi sono Dio.
Dio è colui che fa ogni cosa che appare in natura. Dio nella forma della natura fa tutto. L’ego si siede e dice: “Guardate cosa sto facendo! Guardate cosa ho fatto!” L’ego pensa di essere colui che fa. Invece, non è l’ego che crea; egli non fa nulla!
Questo corpo, questa mente, i sentimenti, i pensieri… tutto è una parte della natura. L’intero universo fisico è una parte della natura. Tutto ciò che accade è fatto da Dio che lavora attraverso la natura. Arrendendosi si libera l’energia divina che fa funzionare tutto. Essa è ciò che guida il vostro corpo, la mente e i sentimenti nella Meditazione Naturale.
Se si è fortemente identificati con il fare, la resa non accadrà. Comunque, se si desidera tentare di abbandonare l’ego, si potrebbe dire: “Dio, mi arrendo a te” e ciò equivarrebbe al proprietario di schiavi che dice: “Schiavi, mi arrendo a voi. Ho compreso che per tutto questo tempo siete stati voi a fare ed io ne ho preso i meriti”. La questione quindi non è semplicemente quella di fermarsi dal fare, ma di comprendere che non si è mai fatto – che non si è colui che fa – che Dio nella forma della natura fa tutto. L’atto della resa è semplicemente la realizzazione progressiva di questo fatto.
Fin quando si è attaccati ai frutti dell’azione, ciò intrappola e tiene prigionieri nell’idea che si è colui che fa. “Io l’ho fatto. Ho lavorato tutto il giorno. Voglio la mia paga. Voglio il mio denaro; voglio il mio fine settimana. L’ho fatto io; voglio la mia ricompensa!.” Così, se si è attaccati ai frutti, si è automaticamente colui che fa. Questo non è vero; i frutti non appartengono a voi. Sono tutti di Dio. Voi non siete coloro che fanno. Egli fa tutto.
Quindi, che cosa siete voi? Voi siete coloro che si arrendono a questo fatto, oppure resistono ad esso. Siete coloro che possono fare la scelta. Potete seguire questo e arrendervi - e questa è la via naturale che conduce all’unione con quella Verità, con Dio; oppure potete combattere questa cosa, dicendo, “No! No! No! No! Lo farò nel modo che voglio io!”.
Qualche volta le persone pensano che non far nulla equivalga ad arrendersi. Anche questo non è vero. “Se smetto di agire, non accadrà più nulla!” Così, lasciano andare e nulla accade. “Non penserò alcun pensiero; non muoverò un dito; non respirerò.” Esiste un modo molto semplice per verificarne la falsità: “Bene, visto che io sono colui che respira, fermerò il respiro”. Solo che, voi non siete coloro che fermano il respiro poiché non siete nemmeno coloro che respirano. La natura fa sì che il corpo respiri, non voi. Allo stesso modo, essa fa sì che il cervello pensi, la fame arrivi, l’impulso sessuale si risvegli. Tutto ciò accade per volere della natura.
L’ego quindi è il grande impedimento alla Meditazione Naturale. Tutti hanno un ego, comunque, se potete lasciare andare un po’ del vostro fare, un po’ del vostro attaccamento ai frutti dell’azione, allora potete aprire la porta della Meditazione Naturale.
La Meditazione Naturale libera sia dal dolore che dal piacere. Si potrebbe protestare: “Aspetta un attimo, non portare via il mio piacere! Io sono disposto a tirar fuori un po’ di dolore per avere almeno un po’ di piacere. Se però vuoi portarmi via il piacere, non voglio aver nulla a che fare con questo.” E’ un problema di ciò che si vuole. Arrendendosi alla Verità, progressivamente si abbandona il soffrire e il provare piacere. Nella vita, il dolore è il pagamento, il piacere la ricompensa, il frutto. Essere catturati in questo ciclo senza fine di dolore e piacere è la vita umana ordinaria. Un individuo che desidera la liberazione cerca di trascendere questo ciclo. Un praticante di Meditazione Naturale invece di perseguire il piacere e evitare il dolore, cerca solo l’unione con la Verità, la perfetta consapevolezza delle cose così come sono. Si diviene sempre più distaccati; piacere e dolore diventano la stessa cosa. Un meditante sincero desidera la consapevolezza di come le cose sono, e questa pura consapevolezza è beatitudine.
Le cose come sono è detto “Quello”. La pura consapevolezza delle cose così come sono è detta conoscenza diretta. Quando si ha la diretta conoscenza di Quello che è la verità, si è nella beatitudine. Questa è l’unione con Dio. Un individuo liberato avendo trasceso il piacere e il doloro giunge a conoscere Dio direttamente.
Il solo parlare della Verità, inaridisce e tende a sminuire se stessi, ma quando si è colui che giunge a conoscere direttamente la Verità, si è in uno stato di beatitudine, e questa non è un inganno.
La beatitudine non è la stessa cosa del piacere. E’ pura consapevolezza della Verità. Questa è la beatitudine: lo stato che si vive quando si entra in unione. E’ diversa dal piacere; non è la sollecitazione di una terminazione nervosa frustrata – questo è il piacere. C’è un certo nervo nel cervello che desidera scaricarsi. Esso si scarica: ”Aaaaah”. Ecco il piacere. Non c’è pura consapevolezza della Verità. Se quel nervo non viene solleticato, allora c’è dolore; “Oh, mi sento così solo e abbandonato. Mi sento depresso e ferito”. Questa fibra nervosa non ha avuto la sua stimolazione elettrica. Invece, se si sperimenta pura consapevolezza di Dio o della Verità, si vive la beatitudine. Questa è l’unione con Dio.
Come si può raggiungere questo? Attraverso la realizzazione che non si è colui che fa, con la resa si ottiene l’unione con la Verità. Questo conduce alla pura consapevolezza di quella Verità e si sperimenta la beatitudine.
Io non parlo in modo teorico, ma dalla mia esperienza. La resa conduce alla beatitudine e a Dio, anche nei primi stadi del processo di unione con Dio. Con la grazia del mio insegnante spirituale mi è accaduto proprio questo. Posso dire che la diretta conoscenza della Verità è Dio. Senza ombra di dubbio, con certezza.
Ci sono molte scuole di pensiero, religioni e maestri che insegnano ad arrendersi a Dio nella forma di energia divina. I Cristiani nel giorno della Pentecoste furono investiti con lo Spirito Santo che è la stessa cosa dell’energia divina; è solo un nome diverso. Parlavano in lingue diverse e si rotolavano sul pavimento, chiamando Dio, urlando, ridendo con gioia. La purificazione era iniziata; lo Spirito Santo era disceso su di loro.
Nella Meditazione Naturale abbiamo a che fare con la stessa cosa. I “rotolatori sacri”, come talvolta in modo dispregiativo sono chiamati nel mondo occidentale, sono investiti dallo Spirito Santo. E’ sempre la stessa energia al lavoro. Il Chi per il cinese è la stessa cosa. Nel Tai Chi si tenta di dirigere questa energia. Orgone per i reichiani; essi tentano di permettere a questa energia di fluire e cercano di arrendersi ad essa. Questi sono tutti passi nella giusta direzione e sono tutte tecniche eccellenti. Nella tradizione yogica il guru da l’iniziazione della Shaktipat risvegliando l’energia divina nel suo allievo.
Il mio insegnante spirituale ci ha fornito una prospettiva ampia del processo di crescita spirituale della Meditazione Naturale basata sulla sua esperienza. Egli meditò dieci ore al giorno, sette giorni alla settimana, ogni giorno dell’anno per oltre trent’anni. La sua vita era la Meditazione Naturale. Comprese e praticò la Meditazione Naturale nel contesto delle scritture antiche. Imparò dal suo insegnante, il grande Signore Lakulisha, che raggiunse lo stato più alto - quello del corpo divino - attraverso la Meditazione Naturale. Dietro la Meditazione Naturale si cela il potere di sinceri meditanti che per migliaia e migliaia di anni sperimentavano e trovavano la via, risalendo vicoli ciechi e alla fine trovando la giusta direzione, provando e riprovando finché raggiunsero lo stato più elevato di unione con Dio, lo sviluppo del corpo divino e il completamento della vita.
Esistono molti nomi per questa meditazione. Potremmo non usare il termine Meditazione Naturale. La prima volta che incontrai il mio insegnante spirituale, rimasi là per diversi giorni e mi apprestavo ad andarmene dopo averlo ringraziato, onorato e salutato. Ero proprio l’ultima persona sulla porta; lui mi chiamò indietro e scrisse sulla sua lavagna, chiamò indietro l’interprete che disse leggendo: “Il nome di questo yoga è amore”. Quella volta non compresi cosa volesse dire. Ora ho un’idea abbastanza precisa. Amore e resa sono la stessa cosa. L’amore umano è una delle qualità più salienti, e quello di Dio è un amore ancora più profondo. Così, quando ci si arrende a Dio, alla Perfezione, alla Verità, Lo si sta amando ed Egli sta amando voi. Questo è ciò che conduce all’unione. Senza amore nulla di tutto ciò è possibile.
Questo non significa arrendersi alla personalità e alle debolezze delle persone, alle incapacità, ai fallimenti e alle impurità. Non ci si arrende a questo; ci si arrende al Divino, che è ovunque e in ogni cosa. Non ci si dovrebbe arrendere alle imperfezioni, alla malattia, alla pazzia, alla falsa conoscenza, ma alla Verità Divina che è nel cuore di tutti. Questo è l’atto d’amore.
Spero che riflettiate su queste cose perché si applicano al resto del materiale che affronteremo. Kripalu mi insegnò, nel piccolo villaggio di Kayavarohana, che per migliaia di anni in India c’era l’usanza quando si partiva per un viaggio di dire ciò che ora io dico a voi: “Vittoria a Dio!”