Nello Yoga Naturale non c’è sforzo

LA RESA E’ ASSENZA DI SFORZO

Nella maggior parte delle pratiche Yoga, ma anche di meditazione, qualsiasi esse siano, è richiesto uno sforzo. Viene richiesto uno sforzo anche per arrendersi. Per esempio nella meditazione sul Sè è richiesto di indirizzare l’attenzione sul Sè, oppure di stabilizzarsi prima nello stato di osservatore e poi di arrendersi al Sè e solo al Sè. Ma questo può accadere solo quando siamo nel Sè. In alcune pratiche Yoga è richiesto di mantenere il corpo in una certa posizione. Nella maggior parte delle tecniche di pulizia mentale è richiesto uno sforzo nel riconoscere e poi oggettivizzare parti della nostra mente. E anche in queste ultime discipline ci viene consigliato di arrenderci solo alla Verità, solo a quella, ma….solo se la “vediamo”. Altrimenti no, non porterà a qualcosa di buono l’arrenderci a qualcosa di diverso da ciò che è la Verità più alta. Quindi noi dovremo sforzarci, dovremo salire la montagna e arrenderci solo quando saremo in cima. Così noi ci sforziamo di continuo per realizzare noi stessi. Sappiamo tutti che senza sforzo nn otterremo nulla. Questo paradigma si è talmente impresso in noi che se non facciamo qualche sforzo ci sentiamo addirittura colpevoli verso noi stessi, verso ciò che ci è stato insegnato come giusto in assoluto. Tuttavia la mia esperienza è diversa. Noi possiamo arrenderci ora, con tutto ciò che siamo. Possiamo arrenderci adesso a Dio, alla Verità, al Sè, anche senza esserci, senza essere li ad un passo da Quello. Perchè possiamo arrenderci? Cosa accde se lo facciamo? Possiamo arrenderci perchè esiste una forza che sta aspettando da secoli e millenni che noi lo facciamo. C’è una forza che spinge attraverso di noi e sta aspettando che le diciamo si. Noi abbiamo paura di questa forza, la temiamo. Talmente tante sono le nostre pazzie e i nostri pesi, che abbiamo paura che arrendendoci ad essa ne verremo schiacciati. C’è un legame fra la liberazione di questa forza e la liberazione dei nostri traumi e noi abbiamo paura. Ma ora guardiamo solo la porta e immaginiamo che dietro quella porta ci siano dei mostri. Questa è la condzione della maggior parte di noi. Ma se ci facciamo caso, se osserviamo la realtà, ogni volta che ci siamo arresi a questa forza, anche solo qualche istante, ci siamo sentiti vivi, veri, totali e soprattutto abbiamo avvertito che siamo stati, in una certa misura, GUARITI. Possiamo dire anche , purificati, graziati, amati, accolti, aiutati, guidati…..da cosa? Dall’intelligenza di questa forza. Questa forza non è li per caso, non è solo dramma, traumi e tutto ciò sul quale la nostra attenzione si è fissata, ma si tratta di ENERGIA DIVINA. ENERGIA INTELLIGENTE. Voi potete decidere di arrendervi dsa subito, a Dio, a ciò verso il quale questa energia vi sta portando. Si, questa forza vi sta spingendo verso l’Unione e voi state dicendo: “No, ho paura di soffrire ancora”. Molti sistemi terapeutici hanno capito che l’energia nn può essere trattenuta. Con la meditazione si è arrivati a comprendere che noi “non siamo l’energia”. Tutte queste cose sono vere, ma a mio avviso guardano solo una parte di un processo molto più grande. Il semplice rilascio terapeutico dell’energia non vi darà risultati permanenti e nemmeno vi renderà davvero liberi da tutti i blocchi emozionali, mentali e fisici. Il negare questa energia con la meditazione vi porterà  a dover mantenere la volontà sempre attenta e attiva. Non so se con queste pratiche raggiungerete la Liberazione, forse anche si. Voglio solo portare la mia esperienza in merito alla resa. Se deciderete di arrendervi a questa energia e lo farete per realizzare l’unione con chi realmente siete, allora è come se voi vi stesse mettendo nelle mani del più grande Maestro mai esistito: Dio stesso. Arrendendovi voi state lasciando ogni sforzo, anche lo sforzo di essere buoni o essere quello per cui siete stati educati… Potete arrendervi a questa energia se volete realizzare l’Unione con chi realmente siete. Se lo farete per questo, il processo inizierà a lavorare in voi da subito. Quindi il primo passo è arrendersi, lasciare da parte e rinunciare alla propria volontà. Se il corpo crolla al suolo e si addormenta, subito penserete che non state raggiungendo Dio, non state meditando non state facendo la cosa giusta e quindi l’impulso sarà quello di riprendere in mano la volontà personale e fare qualcosa che vi dia subito un risultato. Questo vi porterà ancora solo fino ad un certo punto. Crescerà la vostra consapevolezza, il vostro potere, la vostra determinazione, ma non vi state arrendendo a Dio. State dicendo: “Dio, io so che tu esisti, sei me, ma io voglio gestire questa cosa a modo mio. Inoltre voglio essere certo che tu ci sia e che io stia facendo la cosa giusta. Per questo non mi fido di Te, ma solo di quello che faccio io”. Questo vi da immediatamente una idea di quanta strada faremo con la nostra volontà. Quando praticavo le tecniche di volontà, ero capace di entrare e uscire da stati di samadhi. Il samadhi è l’unione con Dio. Non c’è cosa più bella. Tuttavia la mia attenzione era sempre rivolta ad uno sforzo. Presto mi sono stufato, non era la mia strada. Qui io non voglio dirvi che la resa è la strada per tutti, ma potrebbe essere il vostro caso e allora queste parole vi toccheranno nel profondo. Decisi quindi di smettere di forzarmi e mi arresi ancora. Anche la resa richiede uno sforzo, quello di non fare alcuno sforzo personale. Quindi ogni passo che facciamo quando ci arrendiamo a Dio, accade che si spegne una parte in più del nostro io. Allora ci avviciniamo ancora di più a ciò che siamo. Con la resa posso stare anche sei ore in meditazione senza affaticarmi per nulla. Tuttavia i processi che il risveglio energetico mette in atto, sono molto intensi. Passo ore a respirare e fare pranayama di ogni tipo. Passo da una postura all’altra, comprese posture che non riuscirei mai a fare con la volontà, come piegamenti all’indietro, la candela, stiramenti, posture con le gambe dietro la testa ecc ecc. Tutto ciò è mosso solo dall’energia divina. Io non faccio nulla, non decido come mettermi, ne quanto restare in una determinata posizione. Tutto quello che accade nella resa è gestito dalla mano divina. Noi dobbiamo solo decidere di arrenderci e il resto si attiva da solo. Alcune volte rimango anche ore a dormire. Solitamente dormo per un’ora esatta, dopodichè il prana si riattiva e muove il mio corpo. Prima lentamente, poi in fasi più intense. Arrivo a sudare, gridare e piangere d’amore o di dolore. Ma non sono per nulla preoccupato. E’ un processo di purificazione completo, che prende tutto. E’ esistito uno Yogi di nome Patanjali. Molti lo conoscono per via del testo che ha scritto: Gli Yoga Sutra di Patanjali. Bene, lui spiega che ci sono otto passi nello Yoga: Yama, Nyama, Asana, Pranayama; Pratyahara, Dharana, Dhyana, Samadhi. on la resa voi passerete da tutti questi stadi. Il primo è quello delle Asana. Sono le posture. Poi arrivano le respirazioni, i pranayama. Poi il pratyahara o ritiro dei sensi. Qui la vostra attenzione inizierà a andare verso il Sè, verso l’interno e allora entrerete in dharana che è la concentrazione dell’attenzione, poi in dhiana che è lo stato meditatiovo e poi in samadhi che è l’unione con Dio. Yama e nyama sono pratiche che iniziano con la volontà e vi servono, qualsiasi sia il vostro percorso, per proteggervi dalle impurità e guidarvi verso una vita in armonia con la Verità. Si tratta di limitazioni e osservanze. Ogni cosa nel processo della resa arriva da se. Gli otto passi descritti da patanjali arrivano dalla sua personale esperienza. Quando leggete i testi Yoga non trovate mai una dettagliata descrizione di cosa sia la resa e del fatto che tutto ciò che viene desctritto derivi in realtà da essa. Questo è così perchè no ci sono al mondo molte persone che sappiano o che vogliano seriamente arrendersi a Dio. Allora gli Yogi hanno menzionato le loro esperienze e le hanno rese accessibili anche ai praticanti della volontà. Quei praticanti che vogliono raggiungere un certo benessere attraverso lo Yoga. Ma se voi state cercando la Liberazione, allora dovrete arrendervi. Per farlo vi sarà utile ricevere l’iniziazione Shaktipat. Con questa iniziazione siete avviati allo Yoga Naturale e il vostro prana, la vostra energia divina si risveglierà nel corpo. Per ricevere questa iniziazione potete frequentare un mio incontro di Yoga Naturale. sarete immediatamente iniziati e se questo Yoga vi piacerà sicuramente farete molta strada. Con la pratica quotidiana avrete molte domande da farmi e io cercherò di rispondervi. Ci sono passaggi e esperienze che vanno correttamente comprese, altrimenti si rimane fermi. La resa annulla la volontà, piano piano, col tempo di pratica. Allora vi sentirete liberi e comuncerete ad entrare nel regno della Realtà, dove tutto è chiaro, limpido, puro, cosciente e unito.

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