Nov 06, 2014 | Post by: Hari No Comments

Qualcosa sulla Pulizia Mentale

1888762_10203393194617570_619129184_nScrivo poco su questo perchè i risultati parlano da soli. La PMP non è una cosa, non è UNA tecnica, ma un insieme di tecnologie avanzatissime sulla rimozione dei limiti e dei blocchi interiori. Alla base di tutto il lavoro di PMP (Pulizia Mentale Profonda) c’è la consapevolezza che tu non sei la mente. Lo scopo di ogni lavoro è proprio quello di liberarti dall’identificazione con i tuoi limiti e con la mente stessa. Non si tratta di negare la mente, ma di sciogliere l’identificazione che hai con essa. Facciamo l’esempio di una persona che sta male perchè non trova lavoro. Questa situazione alimenterà una serie di credenze profonde come: sono un fallito, non riesco, non ce la faccio…. oppure il loro opposto: sono una persona di successo (e non posso credere di non esserlo), ce la farò anche se nessuno crede in me (e non voglio sapere di nessuno che dubita di me), non mi interessa più nulla, sfonderò ogni porta (e non ascolterò più nessuno). Queste convinzioni nascono come effetto di qualcosa che pesa sull’anima. Può essere la situazione in se, come tutte le situazioni simili che l’anima ha vissuto in questa o altre vite. Il punto è che la mente produce qualcosa per difenderci dal dolore. Il suo intento è buono, ma l’effetto non lo è sempre. Non lo è quando questa ti sconnette dall’anima. Le credenze mentali, ma in particolare la nostra identificazione con queste, ci separano dall’anima e dal suo movimento, portandoci a dipendere dalla mente piuttosto che da chi noi realmente siamo. Il dolore non potrà che crescere e questo è ciò che molti di voi sperimentano: sempre più difficoltà, sempre più dolore, sempre più incertezza. La PMP, lo ripeto, non è UNA tecnica, ma un approccio che ripristina il legame fra te e la vita. Ti permette di ritrovare te stesso e il tuo movimento con la vita. La mente che ora ti governa, può diventare un tuo strumento e non il tuo padrone. Come diceva Nelson Mandela: “Sono io il pilota dell’anima mia”. Come funziona? Si tratta di lavorare su ciò che ora è più importante per te. Quindi il primo passo nella PMP è l’individuazione del problema, che significa delinearlo, isolarlo da altre ipotesi o sensazioni. Definire il problema è un passo fondamentale. Molte persone hanno una loro ampia idea su ciò che li tedia, ma quando gli chiedi di definire il problema non riescono ad uscire dal logorio mentale su questa e quella cosa, quei ricordi, quelle situazioni che… E’ comprensibile; il problema si è espanso e sta invadendo ogni area della tua vita, ma per lavorarci dobbiamo prima dargli un nome: problema con…. difficoltà a…. paura di…. ecc Ognuno chiarirà il proprio problema e quindi potrà iniziare a lavorarci su. IMG-20140813-WA0023Lavorarci significa dissolverlo. Dissolverlo??? Molti di voi non sanno cosa significhi questo, anche se lo hanno sperimentato èiù volte in modo naturale. Significa sciogliere il coinvolgimento drammatico con questa cosa. Il problema diventa PIU’ problema quando ne facciamo un problema. Dovete capire che la realtà è molto differente da ciò che la mente, con tutta la gamma di emozioni e sensazioni ci fa percepire di essa. La realtà è semplice, anche quando è difficile. Ma la mente grida: AIUUUTOOO questo che sta succedendo non posso tollerarlo, è impossibile, non posso farcela…. Morirò, sarò ancora solo… ” e tante altre di queste cose. Ma quando voi dissolvete questi pensieri, quando la mente smette di andare di qua e di la senza controllo, voi scoprite la realtà e vi riaprite alla vita. La realtà e la vita sono la stessa cosa e quando la ritrovate, ritrovate anche lo spazio di agire e trasformare le cose. La PMP ha una parte IMG-20140811-WA0009dedicata alla dissoluzione del problema e questa è la parte più interessante. Attraverso delle domande specifiche si arriva alla fonte del problema. “Alla fonte?? AIUTOOO” la mente può pensare queste cose, ma ora io vi dico quello a cui da venti anni assistiamo: ALLA FONTE NON TROVATE NULLA. Non c’è NULLA. Si, è così, non troverete alcun dramma perchè alla fonte della mente ci potete essere solo voi e NON un ricordo o una idea di voi, ma CHI VOI SIETE REALMENTE. Voi non siete nessuna cosa e questo è il regalo più grande che potete farvi. Scoprire che NON SIETE NESSUNA COSA. Non sto dicendo che siete un NULLA ma NESSUNA COSA, quindi che non siete nemmeno il NULLA. Quando avete dissolto il problema vi riconnettete a voi stessi e scoprite cosa volete e come potete arrivarci. Scoprite come siete e come potete rimanere ciò che siete. IMG-20140809-WA0038Non c’è più la vostra identificazione con la mente che dice: “Non posso farcela, sono solo” oppure i suoi opposti “Io ce la farò, si sono certo e questa certezza supera ogni cosa (anche la realtà)”. A questo punto emerge l’anima e il suo movimento. Qualcosa che vi connette a tutto, così come è. Non siete sopra o sotto o da qualche altra parte. Siete qui e tutto è con voi: gli altri, la vita e la verità. Non c’è qualcosa di doloroso che vi dice cosa dovete o non dovete essere. Vi sentite liberi e in questa libertà c’è rispetto per tutto. Non è una libertà che sovrasta la vita, ma piuttosto ne è una sua espressione. Qualcosa di semplice e eterno che scaturisce e vi porta con se. Vedete le cose per come sono. Questo è il risultato della dissoluzione di un problema. Il resto si racconta da se e va vissuto.
Ecco, volevo scrivere qualcosa sulla PMP e ora vado a dormire, con TUTTO
Hari

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