Ago 17, 2017 | Post by: Hari No Comments

Stupenda testimonianza di un Risveglio

ESPERIENZA DI V.

La sera del 5 agosto sono arrivato al Mauna alle ore 18.00, pronto ad entrare nell’esperienza dell’intensivo di illuminazione. ………….
Alla sera Hari ci ha incontrato tutti e ci ha informato delle regole e ci ha consigliato caldamente di approfittare di questa bellissima opportunità per fare l’incontro con il nostro “IO” un’esperienza che ci avrebbe sicuramente cambiato la vita.
I primi due giorni, sono stati per me molto impegnativi, ho dovuto combattere con delle mie resistenze. La prima era lo Yoga, peso oltre 100 kg. sono molto rigido e lo yoga non mi piace, poi il movimento con il ballo, anche qui viene fuori la mia parte fisica, e la pesantezza che mi fa sentire goffo e stanco, comunque dal 3 giorno entro nel flusso e inizio a fare queste parti con più facilità e mi sembra che il mio corpo inizi a reagire, inizia ad essere più sciolto e la stanchezza scompare. Durante questo periodo anche le Diadi non sembrano leggere, la mente cerca risposte che non ha e questo mi porta un senso di pesantezza e stanchezza e sonnolenza, ed io non le avevo ancora comprese fino in fondo, per il reale valore di questo strumento.
Nel pomeriggio del terzo giorno, dopo aver sentito l’esperienza di una mia compagna che aveva contattato il proprio io, è come se mi fosse accesa una lampadina, lei mi parlò dello spazio e del vuoto e qualcosa mi si è acceso dentro, chiudo gli occhi, mi pongo la domanda “chi sono io?” e sento la mia presenza, molto simile ad una tecnica che uso in cranio sacrale, si chiama spazio sensibile, in poche parole si ascolta prima il proprio corpo, poi l’ambiente, i suoni, qualsiasi cosa emerga e venga percepita, qualsiasi informazione fa parte di quella esperienza, scompare la dualità fra assistito e operatore e si lavora su questo campo che non ha dualità e qualsiasi resistenza compaia, si osserva e questa attraverso la nostra presenza si scioglie, andando cosi a dissolvere quelli che nella tecnica cranio sacrale si chiamano “fulcri”.attraverso questa esperienza, sicuro di avere avuto la mia risposta ritorno da Hari, e gli spiego tutto, lui con la sua pazienza e dolcezza, mi dice che sono sulla strada giusta, e comunque mi suggerisce di di ripetere l’esperienza e quando mi fossi trovato in quello stato di presenza, di chiedermi “ chi è consapevole di tutto questo?”
Torno al mio posto e inizio a fare le sessioni con questa nuova modalità. Sono lì ad occhi chiusi, mi porto sullo spazio sensibile e continuo a ripetermi “ chi è consapevole di tutto questo?” e boooommmm!!!!!! Mi trovo catapultato in una condizione che difficilmente riuscirò a descrivere, perché sicuramente la mente ha cercato di cancellare delle parti, comunque è un attimo sono lì in questo spazio dove tutto viene percepito come una unica unità, il corpo non c’è o perlomeno non lo sento, la mente non c’è, tutto è chiaro e presente la sensazione è quella di trovarsi in una stanza buia ed improvvisamente viene accesa la luce e tu inizi vedere la stessa stanza ma con una chiarezza totalmente diversa. Sicuro di aver trovato il mio “IO” mi porto da Hari e gli descrivo l’esperienza, e lui mi conferma che sicuramente ho avuto il mio primo incontro, e mi invita a condividere l’esperienza durante la Diade con i miei compagni.
Continuo a fare le Diadi, felice di aver scoperto questa mia parte che fino ad allora non avevo mai contattato con tale chiarezza, ma una parte di me è restia a comunicarlo ai compagni, non so come spiegare, e come se non volessi far nascere una invidia nei miei confronti, dirgli” guarda io ci sono riuscito !” mi sapeva di male, forse non mi meritavo tutto questo. Continuo ugualmente a comunicare la mia esperienza. Poi è arrivato il momento di fare passeggiata, e mentre sono li in fila con i miei compagni, mi ritrovo in un attimo ad osservare come una presenza, vedo i miei piedi che camminano, vedo i miei compagni, ma non sono io, anche qui faccio un po’ fatica a descrivere a ricordare..è come se fossi stato catapultato in un’altra dimensione, in cui io mente non c’era, è come se un senso di silenzio avvolgesse tutto ed io mi sentivo parte di tutto questo, delle persone , delle colline del cielo, ero lì presente a tutto questo, le immagini erano in movimento, ma è come se tutto fosse fermo, come se fosse una fotografia ed io ero tutto questo. Una esperienza strana, a cui non avevo dato molta importanza. Alla sera durante la Diade siccome eravamo dispari, mi sono trovato li da solo a meditare, dopo un po’ apro gli occhi e vedo che Hari non ha nessuno, qualcosa mi spinge ad andare da lui a raccontargli questa esperienza, la racconto con molto superficialità, lui mi guarda e mi dice “Villiam fermati un attimo, analizziamo questa esperienza, chi eri tu durante questa esperienza?” ed io rispondo “io” lui mi chiede “ c’era Villiam?” ed io dico “no” allora lui mi chiede di nuovo, “allora chi eri’”” continua così per un po’, poi da dentro mi scoppia qualcosa “DIO!!!!!”, ma non ce la faccio a dire quella parola è troppo grande, in quel momento sono entrato in contatto con la divinità in me, pur riconoscendo con chiarezza di essere Dio c’è qualcosa che mi blocca e poi dico con voce tremolante e bassa e con gli occhi bagnati di commozione , come se fosse una domanda rivolta ad Hari “ DIO?” e lui non risponde mi guarda solo negli occhi, ed io sento la presenza di Dio dentro di me, è anche qui una cosa indescrivibile, l’incontro con Dio e l’incontro con il maestro che è li non per suggerire ma per aiutarti a portare fuori a far luce dentro di te. L’emozione è stata fortissima e non ho altre parole per descriverla.
Durante la mattina del quarto giorno, continuo a fare le diadi e porto ai miei compagni questa mia esperienza, ma qualcosa dentro di me non vuole raccontare di quelle esperienze e mi fa sentire a disagio, mi sembra di non fare le diadi con l’umore giusti, decido di tornare da Hari e raccontargli di questo mio disagio. Lui mi dice ” Villiam hai parlato ai tuoi compagni di questo tuo disagio?” ed io dico “no” e nel momento che dico no, inizio a comprendere più a fondo il valore della Diade che è quello di portare fuori tutto per far si che si sciolga. Ritorno dai miei compagni,continuo a fare le Diadi, e stranamente, dopo che ho parlato del mio disagio, mi viene più spontaneo parlare delle esperienze che avevo avuto. Il quarto giorno continua, senza avere altre esperienze, ma con un senso di consolidamento delle due esperienze.
La mattina del quinto giorno, inizio la giornata pensando, che avevo già avuto tanto, quindi affrontavo la diade e gli esercizi con leggerezza e presenza giocosa. Poi mentre facevamo la pratica del movimento,e nel sottofondo c’era una musica e noi dovevamo girare su noi stessi prima ad occhi chiusi, poi ad occhi aperti, fissando il palmo della mano. Mentre effettuo questo esercizio , Tac! Mi ritrovo di nuovo in un attimo a vivere una dimensione completamente diversa, vedo solo la mano, ferma immobile ed un fascio di luci che giravano attorno, dopo poco entra in primo piano la mente e mi accorgo che sto girando ad una velocità folle, i piedi e il corpo vanno da soli guidati nell’equilibrio non so da chi, avevo fatto questo esercizio due giorni prima e mi ricordo benissimo come giravo con lentezza stando attento che le gambe non si incrociassero per paura di cadere, realizzavo poi che il fascio di luce, era il colore delle magliette dei miei compagni. Durante la Diade sono tornato nuovamente da Hari per raccontargli della mia esperienza. Hari mi ha guardato nuovamente negli occhi e mi ha chiesto nuovamente “chi eri?” ed io avrei voluto nuovamente rispondere “DIO!” ma qualcosa mi bloccava dentro. Allora Hari mi chiedeva nuovamente “ hai avuto il contatto?” io gli rispondevo di si, ma lo informavo che c’era una parte di me che cercava di mettere in dubbio tutto questo. Allora Hari mi consigliava di tornare al posto e di portare questa mia parte durante la Diade. Tornavo al posto, e ho raccontato ai miei compagni dell’esperienza e di questa mia parte che cerca di non farmi ritenere degno di quanto stava avvenendo. Durante una Diade ho realizzato, il contatto che ho avuto durante il ballo, anzi con grande stupore ho realizzato anche gli altri due contatti precedenti. Mi sono commosso ed ho iniziato a piangere, in quel momento sono diventato consapevole della grandezza delle esperienze che avevo fatto. Ho anche realizzato di come la mente durante tutto il seminario ha cercato di minare le mie esperienze, fino ad arrivare al punto di farmele quasi dimenticare, di quanto sia utile la Diade, di portare fuori tutto, di sciogliere cosi tutti quegli strati che non ci fanno arrivare alla verità. Anche adesso mentre scrivo, mi stupisco di quanto ho vissuto e di come lo ricordo chiaramente, ho sempre avuto difficoltà a scrivere a portare fuori ciò che ho dentro, mentre adesso sto scrivendo con scioltezza senza sentire più quel freno dentro.
Poi è arrivato il momento della partenza, Hari ha chiesto di aspettarlo dopo il pranzo prima della Diade. Ci siamo incontrati nella sala dove vengono effettuati i pasti, ci siamo guardati negli occhi e ci siamo abbracciati, poi mi ha dato le varie indicazioni, fra cui quella di fare questa relazione, e poi nuovamente un abbraccio con grande commozione. Poi mi ha invitato a venire a salutare i compagni, siamo scesi nella sala, i compagni erano tutti li, uno di fronte all’altro pronti alla Diade, Hari ha detto che io ero li per salutarli e loro in silenzio si sono alzati in cerchio di fronte a me, ci siamo guardati negli occhi, poi io e Hari ci siamo inchinati per salutarli e dopo si sono inchinati tutti in segno di saluto verso di me, quando si sono rialzati tutti, il silenzio è sceso nella sala, io ero li ad osservare tutti negli occhi, ero presente e uno con loro, una grande commozione mi esplodeva dentro, non ho sentito il bisogno di parlare, ho sentito il bisogno di salutare tutti guardandoli negli occhi in quella magica atmosfera. Alla fine con le lacrime agli occhi ho detto” scusate sono troppo emozionato per parlare, grazie a tutti di aver condiviso con me questa bellissima esperienza”.
Ora Maestro, credo di aver scritto tutto, ed è giunto il momento di salutarti di nuovo, è come se ti vedessi qui di fronte a me, ti saluto guardandoti negli occhi, Grazie di tutto, credo che questa esperienza cambierà la mia vita, un forte abbraccio di cuore.
V.

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