Testimonianze

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Alessandra

Caro Hari
mi sforzo di scrivere qualche parola di quello che è stato per me questo Intensivo, come ci hai chiesto, ma con grande fatica…lo devo fare oggi, tra una valigia e una lavatrice, perché poi sarò in viaggio e so che non potrò farlo.
Gratitudine,
gratitudine traboccante è quello che sono adesso…
per il Luogo, i profumi, il cibo, i partecipanti dell’Intensivo, la tua preziosa guida, gli assistenti così…
ma esiste una parola per descrivere la loro dedizione? mah, non la conosco…un mondo nuovo, una vita nuova si è spalancata attorno a me e dentro di me ed è successo quando ho lasciato cadere la mia identità…puff…svanita…
tutte le mie paure, le mie domande, la mia ricerca del senso…puff…svanite.
Mi tremano le mani davanti a tanta resa e non riesco proprio a capire come questo vuoto possa avere generato in me tutta questa pienezza.
Oggi vedo un Mondo nuovo e il mio sguardo è pieno di incanto
ma ancora non me lo so spiegare…e riuscire a far a meno delle spiegazioni è una vera conquista!

grazie grazie grazie grazie grazie grazie grazie grazie grazie grazie grazie grazie
Alessandra

Matteo

Caro Hari,
non è stato facile quest’Intensivo..almeno i primi due giorni gli ho sentiti davvero pesanti,
i pensieri continuavano a pressarmi e non riuscivo a fare spazio. Il terzo giorno qualcosa si è ammorbidito, credo le mie resistenze, la paura.. riuscivo ad appoggiarmi e a restare sulla porta dell’esperienza diretta; sentivo le qualità dell’esperienza, ma non riuscivo a viverla, solo a sentire la sua presenza e poi per un momento, tutto si è spento. È stato breve, molto breve, ma chiaro. Il quarto giorno forse è stato il piu difficile per me. In passeggiata la mente andava e non riuscivo a essere presente, mi sentivo sempre su un sottile confine dove da una parte c’era tutto e dall’altra non c’era nulla. Mi hai fatto notare che forse era la mia aspettativa di una esperienza importante, che mi precludeva di aprirmi e sentire quelle piccole e fugaci esperienze. Il quinto giorno per me è arrivata la pace: ero presente, non avevo pensieri rispetto al fatto che era l’ultimo giorno, tutt’altro, mi sentivo solo presente al momento. Sentivo che quasi con la volontà riuscivo ad avvicinarmi e a sentire sempre quella grande presenza. Potevo percepirne tutto. Iniziata la meditazione individuale ero molto sereno: da subito cera spazio. Avevo una percezione di me molto alta, non sentivo nient’altro che me, nessun pensiero, nessun fastidio e stavo bene.. come mi avevi consigliato ho provato a sciogliermi in questo silenzio, in questa pace e ho iniziato a sentire come un mare attorno a me; un mare che portava solo pace e amore e questo mi invadeva fin che ho deciso di farmi proprio prendere da questo e mi sono detto: “sono qui, sono tuo, prendi tutto di me”.
Così ho iniziato a sentire caldo in tutte le spalle e nel petto. Sentivo tremore in tutto il corpo. ma riuscivo a stare e a permettere che questo mi prendesse completamente. All’inizio ho iniziato a sentire una pressione in mezzo alla fronte che poi mi ha preso tutta la testa. Se ora chiudo gli occhi sono ancora li, posso sentire esattamente quello scatto. Una pienezza totale. Poi ho espirato lentamente e quando sono rimasto senza fiato tutto è sparito: non c’era più nulla, ma c’era tutto. Io c’ero, ma non ero separato e mi rendevo conto di questo, con la volontà, che non pensavo di riuscire a mantenere in quello stato. Riuscivo a stare e a vivere tutto questo. Sentivo la mia fronte calda e un amore divino prendeva ogni parte di me, tutto attorno, ad occhi chiusi. Vedevo una luce bianca che avvolgeva tutto e mi sentivo sciolto in Dio. Non saprei dire quanto è durato questo, pero è stato veramente lungo perchè potevo proprio vivere quello stato. Poi appena è tornata la mente, non avrei mai voluto muovermi e sarei voluto rimanere li ancora e ancora, con Dio, con me, con tutto, ma avevo quasi fretta di venire a parlare con te e portare fuori chi sono veramente e cosa è la vita.
Mi è arrivata anche della paura perchè sentivo quasi che non avrei più preso contatto con quella che era la mente e i suoi normali meccanismi. È allora che sono venuto da te in dokusan.
Te l’ho già detto, ma te lo ridico: mi sentivo protetto, sentivo la tua protezione e questo mi ha fatto sentire che potevo. Scrivo, ma sento che non basta. Ora, a distanza di due giorni, sono ancora li, sono ancora io. Ci sono sempre stato e ci sarò, non importa quanto tempo durerà, sento un grandissimo amore e so che li ero proprio in diretto contatto con il divino. Quegli occhi puri sono qui, fissi dentro di me e questo non va via. Mi limitano le parole, possono portare il divino, ma non possono spiegarlo. Grazie mio caro maestro, mi riempie di gioia sentire questa pace e questa tranquillità della mente in queste belle giornate che ora sto trascorrendo quasi da solo.
Ho il tempo per ascoltare i pensieri quando arrivano, come in punta di piedi, senza fare troppo rumore e poi se ne vanno nello stesso modo. E’ tutto molto bello.

Matteo

Giulia

A Te, Amato Hari, che hai aiutato a far arrivare luce alla mia anima.
Questa esperienza è stata così intensa che ora non è semplice sedersi qui a scrivere. Ho provato a ridurre e sintetizzare ma proprio non ci riesco, sarebbe come sminuire l’immensità di tutto ciò che è.
Sapevo che sarebbe stato forte ma non pensavo così tanto. Cercando di abbandonare le aspettative ho aperto le braccia ed ho accettato. Era il momento, avevo risposto alla chiamata della verità. I primi 2 giorni sono stati un po’ duri, il mio corpo rigido sussultava e tremava ogni volta che cercavo di abbattere quei muri, sentivo la mia mente resistere, trattenere e chiudere, era terrorizzata, sapeva che presto avrebbe perso il controllo. Poi, poco alla volta, ha cominciato ad insinuarsi l’accettazione ed il desiderio di luce. Tutto il gruppo mi ha aiutato ad aprire il varco, in ogni sguardo ho ritrovato me stessa, ma tra di loro ho sentito la presenza di anime molto salde che hanno dato i colpi più forti. Ho fatto cadere quei blocchi ed è uscito un dolore ancestrale. E’ stato fortissimo, non trovo parole esprimere la sensazione di libertà e gratitudine. Fin dal primo giorno, durante le passeggiate ho avuto esperienza dirette ma la mia mente non voleva accettare , erano state così insignificantemente brevi che risultava impossibile crederci, soprattutto se le comparavo con le mie prime esperienze di un anno fa. Tornava il mio blocco, il mio non sentirmi all’altezza, il non accettare la mia grandezza, tutta la mia energia. Poi grazie a Hari, sono riuscita a vedere tutta quella luce. Di colpo mi è arrivato tutto, Ero IO , ero tutto, una sensazione di completezza immensa. Quando è arrivata la consapevolezza, sono scoppiata in un pianto liberatorio, con ogni lacrima se ne andava quel dolore antico che nasceva dal fondo della mia anima , si consumava e mi abbandonava.
Dopo questa esperienza la mia mente ha chiuso ancora tutto, riducendo la grandezza del momento in un misero ricordo passato. Ed in me rimaneva questa sensazione di non essermi donata del tutto, di non aver colto il momento nella sua immensa integrità. Così è arrivata di nuovo la fretta e l’aspettativa di una nuova esperienza, tutta la mia sete e l’impazienza. Dal terzo giorno ho sentito nel mio corpo un flusso inarrestabile di energia, un onda arrivava e travolgeva ,illuminando il mio essere. Si alternavano momenti di pace e di infinita gioia. Ho deciso quindi di parlare con Hari di quello che sentivo, del mio vissuto e del richiamo che sento per il divino che sta scoppiando dentro me. In lui ho trovato quello che da molto ormai chiedevo nelle mie preghiere. Quel tormento e inquietudine che portavo sempre con me era scomparso. Avevo finalmente trovato la risposta alle domande, una sorgente d’acqua in pieno deserto. Ed il mio cuore si è inondato di felicità e gratitudine. Ho capito che tutta quella forza che sentivo dentro me era la mia fede, così forte e incrollabile.
Sentivo che mi stavo abbandonando sempre di più, il desiderio di fondermi con il tutto era cosi forte che nelle seguenti passeggiate ho avuto momenti intensi. Fissavo la luna e le stelle, un immenso amore mi travolgeva e mi avvicinava sempre di più all’unità. Poi il mio corpo ha cominciato ad accendersi, un forte calore dal centro del mio petto arrivava sino alle mani e alla testa, una sensazione come di fluttuare. La luna ha cominciato a pulsare , una serie di attimi in successione in cui è scomparso tutto, non c’era più niente , una sensazione fortissima di unione con il tutto. Io ero li, sentivo la mia presenza in ogni cosa, non ero più niente ma allo stesso tempo c’ero in TUTTO. Al ritorno , parlai subito con Hari un paio di volte, mi rendevo conto dell’importanza del l’accaduto ma la mia mente aveva chiuso, non voleva accettare. Sentivo fretta in me, volevo capire, volevo che quel momento diventasse consapevole. Dopo momenti di stasi, l’ultimo giorno ho seguito le parole di Hari, cercando di rivivere il momento dell’esperienza diretta. Così pian piano mi avvicinavo a quell’istante, rendendolo sempre più presente. Ad ogni parola sentivo di acquisire sempre più coscienza della verità. Le mie gabbie si aprivano, mi resi conto che non c’era più niente, non c’erano giudizi, schemi, rigidità e paura. Non esisteva più giusto o sbagliato, la mia anima si apriva al tutto, a questo amore immenso. Io sono questo tutto, sono proprio Io , Io sono il divino in tutta la sua immensità. Parlai con Hari, era li che mi aspettava, le lacrime non si contenevano più, piangevo di gioia, ero libera e consapevole, accettavo questo tutto. Il mio essere scoppiava di grazia, la mia anima brillava di luce.
Grazie Hari per la luce che SEI, ho trovato in te quello che da tempo cercavo, la risposta alle mie preghiere. La mia fede è grande, un fortissimo richiamo alla verità . Il mio cuore trabocca di gioia e gratitudine.

GIULIA

Kriya

Amato Hari, amato Maestro

più che una relazione sulle mie esperiemze dirette, desidero descriverti i movimenti che accadono quando la mente per un attimo si spegne.
Sono presente a me stessa senza escludere nulla di quello che si manifesta fuori o dentro di me. Accolgo tutto senza giudizio, desideri o aspettative, sono solo presente con amore.
Mi arrendo.
Non è un atto di volontà, quanto piuttosto consapevolezza di quello che accade. Consapevolezza di essere arresa, consapevolezza di scivolare, attimo di unione in cui la mente si spegne e, dopo un attimo come di un lieve stordimento, consapevolezza di essere tornata nella presenza duale.
E’ come il moto delle onde sulla spiaggia con il mare calmo. Non c’è esplosione o effetti speciali, ma semplice sorpresa per la facilità e l’ordinarietà dell’esperienza.
Nella mia mente, anche se mi sembra impossibile da dire, c’è la memoria chiara di quegli istanti senza mente, come se sapessi cosa c’è, spogliato da interpretazioni o etichette.
Allora riesco a riconoscere uno spazio, un attimo senza tempo nel quale scivolare.
Un intervallo tra lo stato di presenza e lo stato di unione e la mente si spegne per un attimo.
Non c’è alcuno sforzo perchè non c’è lotta nè desiderio. Se accade va bene, se non accade va bene lo stesso. E’ semplice, veramente semplice, è sempre stato lì e io lo sapevo.
Questo intervallo, questa porta attraverso cui l’unione accade, lo trovo anche quando passo consapevolmente dallo stato di veglia allo stato di sonno, oppure tra inspiro ed espiro, ma anche dal passaggio dalla vita alla morte.
Lo stato di unione non può essere definito, se lo faccio escludo in qualche modo un aspetto che non fa parte del significato della parola usata.
Solo lo stato di unione è senza limite; anche lo stato di presenza, così come la mente, ha dei confini. Tuttavia fanno anch’essi parte dello stato di unione che senza di loro sarebbe incompleto.
Lo stato di unione è comprensivo di qualunque opposto, è tutto e niente.
Sono io.
Ora sperimento uno stato della mente completamente nuovo, inimmaginabile. La mente è presente e consapevole, eppure è come se non avesse peso o sostanza. E’ limpida e cristallina, ben oltre  anche ad un profondo senso di pace o serenità.
Sento anche dei cambiamenti fisici profondi, la voce, nel plesso solare, nello sterno, all’altezza della fronte. Sono in uno stato di benessere e posso osservare i movimenti della mente, anche onde molto forti che posso colorare come amore o dolore, ma che hanno la stessa sostanza.
E tra un’onda e un’ altra c’è un’altro intervallo.

Sento un profondo amore e desidero solo poterlo condividere con tutti.

Con infinita gratitudine
Kriya

Francesca V

Ho raggiunto il ritiro piena di entusiasmo per la nuova esperienza che mi aspettava e con una gran voglia di silenzio e di riconnessione con me stessa. Era la prima volta che mio marito ed io partecipavamo insieme ad un ritiro ed era quindi particolamente emozionante condivivere questa esperienza con lui.

Da quando ho intrapreso un percorso nello yoga 15 anni fa, la mia curiosità e desiderio di imparare mi hanno portato a sperimentare diverse tecniche e pratiche sia fisiche che di meditazione e a conoscere diversi maestri e scuole dall’Europa, all’India all’Australia. È un percorso spirituale e di trasformazione di sè lungo una vita – e forse iniziato gia’ molte vite fa… che mi ha portato a questo a ritiro.

Era la prima volta che sperimentavo la tecnica della diade e all’inizio ero titubante. “Ma come è possibile – mi chiedevo – meditare e parlare allo stesso tempo? Una cosa esclude l’altra”. Pensavo che, sulla base dell’esperienza dei ritiri di silenzio e meditazione fatti in precedenza, la comunicazioe fosse una distrazione al raggiungimento di stati profondi di coscienza. Per fortuna non ho impiegato molto tempo a capire che mi sbagliavo, affidandomi senza pregiudizi alle guida di Hari e avvertendo subito un legame di fiducia senza riserve.

Con curiosità ho cominciato a praticare la tecnica. All’inizio era difficile condividere l’esperienza, proprio per la consuetudine a considerare la meditazione uno spazio puramente introspettivo. Sin dalle prime pratiche del primo giorno avvertivo il corpo diventare progressivamente immobile, sempre piu’ pesante e inerte. Sentivo che l’immobilita’ e l’inerzia aumentavano via via che il silenzio interiore si faceva spazio tra le fluttuazioni della mente. C’era pero’ una difficolta’ a condividere l’esperienza attraverso la comunicazione come se l’inerzia e il silenzio mi impedissero di esternare cio’ che mi stava accadendo. Quella fissita’ del corpo e inerzia profonda che mi investiva mi impedivano anche di alzarmi per comunicare ad Hari cio’ che mi accadeva. Non era uno stato nuovo per me, avevo gia’ sperimentato la sensazione di essere come una montagna, uno stato di progressiva espansione della coscienza e vibrazione interiore accompagnato da una fissita’ del corpo e percezione alterata delle dimensioni fisiche e dello spazio interiore. Avevo la percezione che fossero l’attenzione e la concentrazione su me stessa a creare un nuovo spazio di ascolto dove esplorare la domanda: ‘Chi sono Io?”

Hari mi incoraggiava a condividere questo stato con la persona con cui praticavo la diade. Cosi’ cercavo di descrivere le sensazioni fisiche e lo stato mentale. Mi accorgevo a tratti che le mie descrizioni erano alquanto impersonali, quasi che stessi descrivendo un’esperienza vissuta da un’altra persona, come se l’esperienza fosse gia’ stata in qualche modo elaborata, filtrata prima di essere condivisa.

Hari mi incoraggiava a chiedermi “Chi e’ che sta osservando questo stato – di fissita’, di immobilita’ e di espansione della coscienza? Chi e’ l’osservatore di questa trasformazione del corpo e della mente?”.

Cosi’ prendevo il koan ‘Chi sono Io?’ – quel non-senso come lo definiva Hari – e lo immaginavo come un seme. Con cura immaginavo di piantare questo seme al centro del petto, nel cuore e li’ lo osservavo farsi spazio, germogliare nella coscienza.

Sin dalle pratiche iniziali mi sono resa conto della potenza ed efficacia della tecnica. Perche’ nel condividere l’esperienza con l’altro questa può cristallizzarsi nella coscienza, diventare viva e reale. Questo mi ha aiutato anche a ricordare altri momenti di presenza, e di connessione intensa avuti in passato ma che, proprio perche’ non condivisi, sono scivolati dentro l’inconscio.

Lo scambio con l’altro era sempre un’esperienza di forte connessione, di arricchimento e di trasformazione. Vedevo crescere in me uno spazio di apertura, uno spazio ricettivo, in cui la mente lasciava posto all’altro, all’ascolto e all’accoglienza della sua esperienza dentro di me. Ho osservato la relazione con l’altro via via trasformarsi passando da una connessione piu’ emotiva ed empatica ad una sempre piu’ profonda, oltre i sentimenti e le emozioni.

Ho avuto molto esperienze in cui avvertivo lo scambio di sguardi con l’altro creare un campo magnetico che ci avvolgeva e in cui esistevano soltanto i nostri sguardi e l’energia che si generava dal reciproco guardarsi. E proprio da questa nuova percezione di lasciarmi guardare e quindi conoscere e’ iniziata la trasformazione piu’ profonda.

La svolta per me e’ avventuta il secondo giorno quando durante una meditazione individuale mi sono resa conto di essere giunta ad un punto di stallo, in cui mi sembrava di indulgere in uno stato di serenita’ senza fluttuazioni mentali in cui osservavo la calma e il silenzio generato dalla meditazione. Eppure sentivo che era soltanto una sosta da cui avrei voluto ripartire ma non sapevo come.

La domanda di Hari “Che cosa ti trattiene?” mi ha aperto una nuova strada. Ho capito che era la paura a trattenermi dall’andare oltre, era la paura di aprirmi e di laciarmi conoscere, quella paura che mi aveva portato a creare una barriera con il mondo, a isolarmi in un universo introspettivo che non dava modo all’altro di vedere chi ero davvero. Se nessuno poteva conoscermi, come avrei potuto vivere l’esperienza diretta del mio vero io? Come avrei potuto conoscere chi ero io veramente?

Dopo questa realizzazione, con fiducia ed entusiasmo per la nuova scoperta ho cambiato il mio atteggiamento verso l’altro durante la diade. Mi sono aperta alla spontaneita’ che ho ritrovato nel cuore, la spontaneita’ di una bambina che non teme il giudizio o il rifiuto e si apre al mondo con naturalezza e gioia.

Da li’ e’ cambiato tutto. Questo nuovo atteggiamento ha aperto una porta a una nova dimensione. Ho avuto la netta percezione di come fino ad allora fossi sintonizzata su una frequenza diversa da quella su cui scorre la vita. E che quindi la vita ed io fossimo due cose separate. Con questa nuova consapevolezza di apertura all’altro mi sentivo completamente nuova, trasformata. E anche se non avevo ancora avuto un’esperienza diretta sapevo con certezza che era soltanto questione di tempo – anche se l’attesa poteva durare tutta una vita.

Nel condividere questa scoperta con Hari lui mi disse di lasciarmi andare, di abbandonare anche il desiderio stesso di essere testimone di quell’esperienza quando fosse arrivata, di abbandonarmi con fiducia senza che l’io vigile fosse chiamato a valutare quell’esperienza.

Durante la passeggiata del terzo giorno, nella meditazione durante la sosta, con gli occhi chiusi di fronte al sole ho avuto un momento di forte comunione, che non saprei se definire di unione. Mi sono lasciata avvolgere dalla luce rossa del sole mentre la percezione del corpo andava scomparendo, avvertivo una sensazione di leggerezza, di non peso. Per un attimo il tempo si e’ fermato, mi e’ sembrato di essere li’ immobile da un tempo infinito. Subito dopo quella frazione di istante e’ sopraggiunta la percezione che quel tempo infinito avrebbe potuto continuare all’infinito. Quell’istante ha lasciato un’impronta nella coscienza, la rivelazione che gli opposti non esistono, che i concetti di bene e male, di giusto e sbagliato non hanno alcun senso, che c’è uno spazio in cui questi concetti coesistono e simultameamente si annullano a vicenda. Mi sentivo pervasa da una grande gioia e amore per la vita, da una felicita’ profonda senza fine e senza causa, un senso di pace profonda unita a un senso di grande vitalita’ e di entusiasmo. Sono convinta che questo sia lo stato naturale dell’uomo, prima di ogni pensiero e giudizio, prima di ogni percezione ed elaborazione mentale, uno stato di esistenza in cui non ci sono ne’ domande ne’ risposte.

Durante la pratica della diade l’atto di fissare lo sguardo negli occhi dell’altro diventava sempre piu’ un veicolo di presenza. Vedevo lo spazio intorno annebbiarsi, gli occhi trasformarsi, diventare piu’ grandi e piu’ vividi, I lineamenti della persona che mi stava di fronte si trasformavamo, a volte assumendo le sembianze di un essere androgino, altre volte di una persona anziana, altre ancora diventavano eteree, evanescenti. Ero testimone di una visione che cambiava continuamente davanti a me, un’immagine che diventava come iper-reale, molto piu’ vivida della realta’ stessa. Accettavo questa trasformazione e alterazione della mia percezione visiva senza pormi domande, senza che l’io classificatore potesse appropriarsi di questa esperienza, lasciandola esistere. Sentivo che la distanza tra me e l’altro si annullava e che io esistevo nell’altro che mi osservava. E cosi’ fino all’ultima diade quando questa esperienza non solo e’ avvenuta simultaneamente all’altra persona – questo era gia’ successo in precedenza- ma la cosa piu’ straordinaria e’ che a entrambe quell’esperienza pareva del tutto normale. Era uno spazio in cui tutto poteva esistere, aldila’ del bene e del male, c’era solo la percezione di una forza che univa il tutto, che ci univa l’una all’altra e alle altre persone, alla vita e a noi stesse. Eravamo la stessa cosa.

Anna V.

Erano trascorsi tre anni dai miei primi Intensivi e, da qualche mese, avevo cominciato a sentire il desiderio di partecipare di nuovo ad un Intensivo di Illuminazione.
Non appena comunico questo desiderio a Sarvamaiy iniziano a presentarsi nella mia mente dubbi e domande. Non mi rendevo ancora conto che la mia strada era già segnata e, nonostante l’incertezza, avvertivo una forza che mi stava conducendo là.
Infatti le questioni pratiche e organizzative si erano risolte senza difficoltà ed io, pur con qualche resistenza, mi arresi a ciò che mi stava guidando.
Inizio così l’intensivo, fidandomi ed affidandomi a questa forza e alla guida di Hari e subito mi rendo conto che, non opponendo resistenza, ma seguendo il flusso di ciò che accade e di ciò che mi conduce, risulta meno faticoso seguire il percorso.
Anche la meditazione mi sembra meno difficile rispetto agli Intensivi precedenti. Credo che alla base, anche se non me ne rendo perfettamente conto, c’è una scelta profonda di ricerca della Verità che mi fa andare avanti affrontando le difficoltà che arrivano.
Il primo giorno è stato fisicamente faticoso. Adeguarsi ai ritmi non è stato immediato ma mi sono impegnata fin da subito nella meditazione e questo mi ha permesso di procedere gradualmente ma costantemente. La mente si è fatta sentire ma, con pazienza, mi sono riportata sempre alla meditazione fidandomi che questa mi avrebbe portata avanti.
In effetti comincio ad aprirmi e a dare spazio, a guardare e accettare ciò che arriva. I confronti con Hari sono preziosi perché mi sostengono, mi chiariscono i dubbi, mi danno spiegazioni di ciò che mi succede, spunti per proseguire.
Le cose che mi sorprendono di più di me, nei primi giorni, sono l’apertura che sento, e che procede sempre di più, e la decisione di essere vera nella comunicazione sia in diade che con il maestro, di non nascondere niente di ciò che mi succede o emerge (il confronto con la Anna di tre anni fa è, per me, inevitabile. Mi sento veramente un’altra persona).
Così procedo con pazienza e fiducia e, dopo qualche giorno la mente diventa più docile, riesco ad andare più in profondità con la meditazione e “restare” più a lungo prima di distrarmi con pensieri o immagini.
Una cosa che mi disturba e che mi condiziona e che si presenta più spesso man mano che i giorni passano è l’idea che mi faccio su come sarà l’Illuminazione e inoltre si affaccia anche un po’ di paura. Anche l’eccessivo controllo è fonte di disturbo perché sento di non essere spontanea, come se misurassi tutto e facendo così mi sento innaturale. Non mi è facile lasciarmi andare, nonostante ci provi.
Per i primi tre giorni non accade nulla e, dopo essermi confrontata con Hari, cerco il modo per arrendermi iniziando anche a pregare.
Il quarto giorno arriva una crisi in seguito alla comunicazione al gruppo di ciò che mi blocca nel vivere l’esperienza diretta. Emerge una tematica che sento molto dolorosa che risale all’infanzia (il non sentirmi abbastanza brava) che mi frena nell’aprirmi all’esperienza. Hari mi aiuta a guardarla, a non giudicarla e a comprenderla, così, piano piano, mi apro nuovamente e supero questo scoglio.
Il giorno seguente mi rendo conto che la tematica dolorosa che era emersa mi influenza ancora sotto un’altra forma, quella di fare le cose per mostrare che sono brava ed ottenere l’amore, l’attenzione. Ma ancora il confronto con Hari mi spiana la strada perché mi fa vedere che posso fare le cose anche per me, posso cercare l’Illuminazione per me e non per mostrarmi.
Poi Hari ci guida in una meditazione dapprima in movimento e poi sul respiro.
Stesa a terra sento la sua voce che ci guida e ci sprona e, ad un certo punto, le sue parole mi toccano in profondità così scoppio a piangere. Sento che qualcosa dentro di me si rompe, è come un argine che cede e, in un attimo, vivo l’immenso, senza confini, senza limiti, e sono io quell’immenso. La mia presenza è dappertutto, immensa, non c’è niente che la disturbi, nessun pensiero, è pura, silenziosa, semplicemente è. Lo spazio della presenza comprende anche l’ego, piccolo e limitato ma senza alcun giudizio, c’è solo pura osservazione.
Come in un lampo affiora la comprensione del perché ci limitiamo a vivere nella ristrettezza dell’ego invece che nell’immensità del nostro vero io. Sono come una domanda e una risposta contemporanee e sovrapposte: è per la nostra evoluzione, per l’evoluzione della coscienza.
Mi ci è voluto il tempo della passeggiata e dell’inizio della diade successiva per decidere di parlare ad Hari. Non avevo realizzato fino a quel momento ciò che avevo vissuto veramente.
Hari mi aiuta a tirarlo fuori e quando mi rendo conto di ciò che ho vissuto, rimango completamente senza parole. Sento le emozioni che salgono, scoppio in un pianto liberatorio e mi sento riempire di gratitudine.
Hari mi dice di comunicare l’esperienza in diade. All’inizio ho delle difficoltà perché la mente tenta di sminuire ciò che ho vissuto, mi sembra di non riuscire a trovare le parole e inoltre ho una strana sensazione quando parlo, come se suonasse falso ciò che dico.
Hari mi fa ricontattare quell’istante e mi dice di partire da lì a comunicare, comprese le difficoltà e tutto ciò che emerge. La mente si acquieta e così, fino a sera, continuo a comunicare l’esperienza e le comprensioni che arrivano fino a che, confrontandomi con lui, sento che questa esperienza è diventata stabile dentro di me.
Inizio poi a sentire una forte energia sessuale che mi accompagnerà per tutta la sera. La notte dormo male e la mattina seguente la sento ancora presente. Questa energia mi fa venire il desiderio di conoscere l’altro, soprattutto quando sono in diade. Mi sento confusa, anche perché sento che comincio a reprimerla, così ne parlo ad Hari. Mi dice di usare questa energia perché può aiutarmi nella meditazione, che posso utilizzarla nell’intento per l’illuminazione incanalandola verso l’alto.
Più tardi si manifestano sensazioni di fastidio e di giudizio degli altri che non ho mai provato fino a quel momento. Ci resto male ma ancora una volta l’intervento di Hari che mi indica di separare l’energia dal contenuto per poterla utilizzare, mi aiuta a proseguire. Sento salire l’energia verso l’alto e trasformarsi da fisica a più spirituale.
Sento di essere scesa ancora più in profondità con la meditazione. La qualità è cambiata, mi accorgo che anche il mio corpo cambia spontaneamente la postura. Senza sforzo riesco a stare più eretta durante la meditazione ma rilassata interiormente.
Sento il piacere di continuare nella ricerca della Verità, nonostante sia l’ultimo giorno e manchino poche ore alla fine dell’Intensivo.
Non faccio fatica a rimanere ancora in profondità nella meditazione e vorrei che l’Intensivo proseguisse ancora per qualche giorno.
Sento che medito non solo per la mia Illuminazione ma anche per sostenere chi non l’ha ancora vissuta. Provo un profondo amore per l’altro. Negli occhi e nei volti delle mie compagne vedo la bellezza del vero essere. Comprendo che noi siamo buoni, che il nostro vero essere è buono.
Gran parte della mattinata trascorre alternando momenti di meditazione profonda a momenti di comunicazione di comprensioni che arrivano. Mi sento ricolma di gratitudine per tutto ciò che ho ricevuto. Per me è una vera grazia. Mi rendo conto di essere passata attraverso un profondo processo di purificazione.
Nell’ultima diade mi prende una sensazione di paura e di nostalgia. Piango ma ho il cuore pieno dei doni che ho ricevuto.
Più avanti realizzerò che l’esperienza che ho avuto era quella che mi serviva in questo momento della mia vita: ho potuto cogliere la Verità dell’Io e la sua dimensione rispetto all’ego. Mi sono resa conto di quanta importanza abbia dato nella mia vita all’ego e di quanto spazio abbia occupato. Ora questo può aiutarmi a ridimensionarlo.
Grazie Hari, per la tua guida amorevole, per la tua delicatezza, sensibilità e per la capacità di accogliere l’altro.

Barbara

Amato Hari,
come richiesto eccomi qui a scriverti riguardo alla mia esperienza vissuta durante l’intensivo di illuminazione di capodanno.
Faccio una piccola premessa:mi mancate tantissimo.
Tornata a casa ho avuto modo di avere un contatto immediato con mia madre e di avere il mio primo riscontro.
L’ho perdonata davvero. Non era un sogno.
Mi sono perdonata e non c’è niente di più vero.
Non ho più rabbia nei suoi confronti, ma solo tanta comprensione, tenerezza e amore. E questo vale per tutti. TUTTO E TUTTI.
Vivo da sola e in questi giorni non sto vedendo nessuno, mi rendo conto che quando mi capita di interagire con il mondo esterno i miei meccanismi mentali sono differenti, non c’è più sofferenza né apatia, né rabbia.
Cominciano ad arrivare tante risposte, finalmente so ascoltarmi e capire quali sono veramente i miei bisogni.
Insomma, è servito Hari.
Qualcosa di grosso è accaduto e sento che non tornerò mai più indietro, ora però cerco stabilità, voglio crescere.
Sono in contatto con Sabrina, mi ha detto che una volta a settimana organizzano a Milano delle diadi, e non vedo l’ora di ricevere sue notizie.
Ho intenzione di mettere in pratica tutti i tuoi preziosissimi suggerimenti e se dovessi averne altri per me te ne sarei infinitamente grata.
Ho bisogno di liberarmi del tutto, e di servire la vita senza indugio, con sicurezza amore infinito e umiltà.
Sto ancora lottando parecchio e non ho nessuna intenzione di smettere. Voglio andare fino in fondo.
L’esperienza al Mauna è stata davvero stupenda. Tutto perfetto.
Vi amo immensamente e non vedo già l’ora di riabbracciarvi tutti.
Finalmente sto diventando grande, e non finirò mai di ringraziarti per questo.
Ed era già tutto lì sotto al naso. Pazzesco.
A prestissimo
Barbara

Genny

La prima volta che avevo sentito parlare dell’intensivo d’illuminazione non avevo idea di cosa fosse. Sapevo che era una cosa collegata alla meditazione e questo mi aveva sempre interessato, anche se non avevo mai fatto niente del genere. Non avevo mai praticato una tecnica ne avevo mai provato a meditare per me stessa. Sapevo che questa “Meditazione” sarebbe durata tre giorni e che avremmo passato questo tempo “isolati” dal mondo mantenendoci a delle regole. Non avevo altre informazioni, non avevo mai letto ne sentito parlare di questo, ma una cosa era sicura, sentivo che avrei voluto partecipare. Così prima che io me ne rendessi conto avevo chiamato e mi ero iscritta.

Mi ricordo che al discorso iniziale dell’intensivo mi sembravo veramente strana. Avevo paura di essere un´ostacolo per gli altri. Pensavo che io, così inesperta come ero, non avrei mai trovato quella verità di cui tutti parlavano. Così decisi semplicemente di concentrarmi su me stessa, cercare di non essere un´ostacolo per il resto delle persone e di lasciarmi andare nei prossimi giorni per godermi la tranquillità.

Ormai era tempo di andare a letto, pensando a “chi sono io veramente?” mi addormentai. Penso di non avere mai dormito tanto bene nella mia vita.

Dopo il primo giorno di lavoro dell’intensivo ero molto stanca ma sentivo che mi faceva bene. Cercavo semplicemente di fare ciò che ci era stato detto e di concentrarmi su me stessa senza dare “fastidio”. Mi ricordo bene che quella giornata mi sembrava così strana perché avevo notato che tutti erano andati a parlare con chi conduceva l´intensivo. Ero l´unica, se non ricordo male, che non era mai andata a parlare con Hari. Mi sembrava strano perché non volevo che lui pensasse che per me il tutto non era interessante ma non avrei saputo cosa dire, per me non c´era motivo di parlare con qualcuno. Pensavo, che visto, che io non sentivo questo bisogno di parlare, era anche meglio lasciare che Hari fosse libero per chi veramente necessitava del suo aiuto, per chi era sulla strada giusta e in quel momento non avrei mai pensato di essere su quella strada, anch’io.

A metà della seconda giornata ero in diade e non riuscivo a togliere lo sguardo dagli occhi della persona che avevo di fronte. Avrei dovuto fare l´intento e comunicare visto che in quel momento ero la persona attiva. Dentro di me non c´erano parole, non riuscivo più a capire dove ero, cosa dovevo fare o semplicemente non avevo più pensieri dentro me. Le lacrime mi scesero piano, piano … non capivo, non aveva senso, non ero triste, non stavo pensando ad un mio problema, non pensavo a nulla e comunque ero strana, provavo compassione.

Foto sito

Passò tutto il tempo della diade senza che io o l´altra persona avessimo detto qualcosa. Mi alzai, mi recai da Hari e mi trovai lì, seduta davanti a lui, tranquilla senza capire cosa stessi facendo. Mi disse, che mi stava aspettando  e come se non fossi stata io a dare la risposta mi sentii dire che lo sapevo. Più di questo non ero riuscita a dire, perché ero scoppiata a piangere. Volevo dire qualcosa ma non riuscivo. Dopo qualche istante sentii la voce di Hari, che mi chiese “chi sei?”. Nella mia testa avevo una risposta precisa, ma dirla, pronunciarla era così ridicolo che dissi solo: “non ha senso”. La voce di Hari mi disse che era vero, che non aveva senso, ma di pronunciare ciò che provavo. Contro ogni logica dissi le parole che mi sembravano sbagliatissime, dissi di essere Dio. Non mi sembrò insensato ma da quel momento in me si trovava un dolore enorme, un dolore che si prova quando si riconosce di avere rinunciato alla cosa più bella del mondo, avendola sempre avuta a portata di mano. Tutto quello, che avvenne dopo questo momento sembrò strapparmi il cuore. Non riuscivo più a riprendermi e questo mi dispiaceva, perché sapevo, che era anche importante essere qui per gli altri, ascoltandoli e sostenendoli. Tornai da Hari, avevo mal di testa a forza di piangere. Tutto quello che riuscivo a dire, era che lui avrebbe dovuto fermare questo processo, che altrimenti questa “cosa” mi avrebbe uccisa. Le sue parole erano un conforto enorme. Mi disse, che non avrei dovuto preoccuparmi, che dovevo semplicemente comunicare quello che sentivo dentro, che avrei dovuto lasciarmi completamente avvolgere da questa “cosa” e che non avrei dovuto preoccuparmi, perché quello che stava morendo non era importante, perché la cosa che stava venendo uccisa era solo la mente … e così decisi di “morire”. Era la cosa più bella che mi fosse mai successa.

Sono grata a tutte le persone, che erano presenti a questo intensivo, perché senza di loro non sarei riuscita ad arrivare dove sono arrivata. Sono tanto grata a Hari, che mi ha condotta alla verità, che io sola probabilmente avrei sepolto dentro di me, anche avendola avuto davanti agli occhi.

Arjuni – Morena Cirillo

..mi hai detto una bugia.. al primo Dokusan ti chiesi terrorizzata se dopo aver raggiunto quella “cosa” della quale parlavi avrei potuto tornare tranquillamente alla mia vita, alle mie relazioni, ti chiesi se non sarebbe cambiato nulla nella mia vita perchè avevo fatto tanto per conquistarmi uno spiraglio di Luce e non lo volevo perdere per quel “qualcosa”.. ero arrivata all’Intensivo senza nemmeno sapere bene cosa avremmo fatto, a cosa sarei andata incontro.. mi ci avevano in qualche modo “invitata” e la prima sera dopo averti ascoltato ho pensato fra me e me.. ecco! La solita incosciente.. questa continua e incessante ricerca ti farà finire male! Beh.. la tua bugia era che sarei stata solo un po’ più felice e che poi avrei potuto scegliere se esserlo fino infondo o continuare a sbagliare per tutta la vita.. poco male no? Non mi sembrava un grosso rischio.. e ho proseguito.. all’inizio un po’ a fatica e devo dire che fino a domenica mattina non mi era granchè chiaro come cercare.. come meditare.. la mente cercava l’esperienza diretta nella stessa manifestazione in cui la esponevi.. ti scompare la gamba e si fonde nell’asfalto (e devo dire che a questo pensiero stavo molto attenta a non cadere durante le passeggiate), tu guardi l’altro e l’altro sei tu e tu sei il tavolo, la sedia, la stella.. e allora cercavo quella stessa esperienza.. cercavo di riprodurre questo viaggio che con un “click” mi avrebbe fatto volare da una parte all’altra dell’universo.. e non ci riuscivo! Poi parlavi delle “chiavi” per arrivarci.. arrendersi.. rinunciare all’ego.. amare l’altro.. era tutto così incomprensibile.. mah.. cercavo di sentire nel corpo queste sensazioni.. sentivo pace e mi chiedevo chi sentiva quella pace, boh.. ma come si fa a fare questa cosa?

E devo dire che questo un po’ di frustrazione la creava al mio ego sempre primo in tutto.. a quella parte di me che ha sempre tutto sotto controllo, a quella mia “intelligenza attiva” che si muove presuntuosa nel mondo.. che ridere e che tenerezza ora mi faccio! Domenica mattina mi sono svegliata al suono della campana tibetana.. è stato un richiamo antico che ha risvegliato qualcosa in me e come attratta da una calamita sono rotolata in sala di meditazione.. (poi ho scoperto che l’avevi suonata solo per mostrare a Luciana come funzionava ma che gran dono svegliarsi così!).
Poi la diade e la passeggiata.. e che passeggiata.. ascoltavo i cani abbaiare e mi chiedevo.. chi sta ascoltando i cani? E la risposta era così ovvia.. Dio no? E’ Dio che attraverso di me fa esperienza in questa mia manifestazione umana e tutto quello che dico, che faccio e che sono torna a lui e da lui va ai miei fratelli e a tutte le cose che esistono intorno a me.. è Dio che si manifesta in una mosca o in una pietra o in un albero.. e avvolta in queste sensazioni sentivo un gran senso di protezione verso tutto quello che era più piccolo di me e se prima uccidere una zanzara era cosa di poco conto ora avrei voluto averla fra le mani e farmi anche pungere se necessario.. perchè tanto il prurito era illusione e il dolore era illusione e tutte le sofferenze erano illusione e addirittura la gioia creata dalla mente era illusione.. ma la mente ancora cercava il momento perfetto ed era frustrata e non ne poteva più e ad un certo punto ha anche pensato: ora mi lancio nel vuoto così la facciamo finita!
Poi di nuovo la diade e poi il tuo discorso e un pianto a dirotto di grande dolore per il racconto del servo che si era buttato dal dirupo pensando di riunirsi finalmente con Dio.. ero distrutta.. come potevo fare? Lo desideravo tantissimo ma come potevo arrivare a quel click?! Poi una diade.. ho parlato con l’altro.. ho pianto ancora parlando di cosa il racconto del servo aveva scatenato in me.. il fatto che durante la passeggiata avevo avuto lo stesso pensiero.. lo desideravo tanto, con tutta me stessa.. ho pensato.. mi butto.. se Lui c’è mi verrà a prendere e non mi succederà nulla! E pregavo.. vienimi a prendere.. portami via da tutta questa sofferenza.. ti prego.. vienimi a prendere.. ti prego! E ancora con gli occhi pieni di lacrime osservavo l’altro che si tormentava e soffriva del mio stesso dolore ed io sapevo che stava cercando quello che aveva già fra le mani ma che, amore caro, non riusciva semplicemente a vedere perchè coperto da un sottile e impercettibile velo! Ad un certo punto mi è venuto da sorridere.. ma non da sorridere.. proprio da ridere a crepapelle.. ad un certo punto mi è sembrato tutto così assurdo.. tutto così paradossale.. eravamo tutti matti.. matti! E cosa c’era da cercare se era tutto lì intorno a noi! La manifestazione di Dio era proprio lì.. tutta intorno a noi.. nell’altro, nelle tende, nella caldaia che faceva quel suono divino! E tu mi hai chiamata e ancora mi vien da ridere perchè la mente ha pensato che il maestro in tutta quella sofferenza non poteva tollerare una risata così fragorosa!! E poi che gioia i tuoi occhi che mi sorridevano e mi chiedevano perchè ridevo.. e io: non c’è proprio nulla da cercare!!! NON C’E’ PROPRIO NULLA DA CERCARE!! E ti guardavo e sapevo che tu vedevi nei miei occhi quello che io vedevo nei tuoi.. che gioia! Ti piace questa libertà? Foto sito2MOLTISSIMO!! Poi la tua domanda.. tu eri presente in quel momento? E subito la mente.. certo che ero presente.. non è stato il momento perfetto.. io non sono scomparsa e non mi sono trasformata nella parete.. in quel momento il gong.. mi sono alzata e tutta trotterellante di gioia sono uscita dalla stanza.. lì c’era l’altro che tutto incuriosito mi ha chiesto: hai avuto l’illuminazione??? E ridevo con tutta me stessa.. rideva la punta dei miei capelli e ridevano i miei piedi e davanti alla mia mente manifestata nell’altro io ridevo.. a tavola non riuscivo a mantenere quella seria ricerca che mi ero portata dietro come un peso per tutto quel tempo.. ridevo ma facevo piano.. non volevo disturbare gli altri che mi guardavano e più mi trattenevo più scoppiavo di gioia.. gli altri mi guardavano incuriositi e mi facevano ridere ancora di più perchè in loro rivedevo la mia mente che impazziva dalla curiosità.. allora ho chiuso gli occhi e ho sentito dentro di me quanto tutto fosse fantastico e mi sono apparsi gli occhi di Silvia e ho pensato.. io voglio stare tutta la vita in un angolo di quella stanza ad osservare la fioritura di esseri meravigliosi mentre Hari li annaffia con parole d’Amore.. in questo pensiero apro gli occhi e ho davvero davanti Silvia che mi guarda con quei due occhioni che hanno la profondità dell’infinito e so che vede in me la stessa cosa e insieme ridiamo e mi alzo di nuovo per non disturbare gli altri.. lavo il mio piatto e sento il corpo pervaso dalla gioia.. una scarica di energia incontrollabile e penso.. ora metto le mani sotto l’acqua e prendo la scossa! Ma non è ancora il momento perfetto dice la mente.. cosa fai? Smetti di cercare? Ti arrendi? Allora penso alle tue parole: “se il click arriva parlatene agli altri così li ispirate”..  e penso: vado giù e dico che ho vissuto l’esperienza diretta così gli altri si Illuminano e a loro volta ispirano me.. e giù ancora a ridere! A ridere della mente.. a ridere a crepapelle.. e credo di non essermi mai divertita così tanto con me stessa e mi dicevo.. DIO E’ PROPRIO SIMPATICO.. io sono proprio simpatica e io sono Dio e Dio è me..
Ancora la diade.. questa volta la faccio da sola perchè tanto non è stata l’esperienza diretta perchè io c’ero e non posso dirlo, però questa gioia, questa libertà, questa carica è così meravigliosa che me la voglio tenere tutta per me! Ma cosa fai.. ti arrendi? Quel momento non è ancora arrivato.. cosa fai.. te ne stai qui sul trono della tua follia? E l’altro? Chi è l’altro? Poi il tuo racconto.. e il discorso.. e le tue parole.. quando uno ama ama tutto e tutti.. ma come? Quella lì non mi piace fino infondo.. come faccio ad amarla, quell’altro mmmhhh.. non è proprio un gran bel vedere.. come faccio ad amare tutto e tutti? Non sarei autentica.. io riesco ad amare solo se lo sento..
Ora mi viene da dire.. ma come ho fatto anche solo a pensare questo? Dopo il tuo discorso ho scelto.. ho scelto di smetterla di ascoltare queste assurdità.. non mi interessavano più tutte quelle chiacchiere che produceva la mia mente.. ed è stato un soffio di vento.. ho avuto una diade intensa.. profonda.. meravigliosa.. proprio con quell’altro che quasi mi aveva infastidito.. in quella diade ho scoperto che non mi permettevo di amare me stessa fino infondo.. non mi permettevo di godere di tutta quella grandezza.. ho scoperto che mi sono sempre data solo per un po’ dondolandomi nella presunzione di darmi completamente all’altro.. ispirata da questo ho amato profondamente l’altro con quell’apertura che prima non riuscivo a comprendere.. ho amato ancora e ancora.. e ad ogni diade amavo sempre di più e amavo tutto e amavo le voci degli altri che prima mi infastidivano, amavo e non riuscivo a smettere.. e non riuscivo a muovermi e a tratti avrei voluto venire a parlarti del fatto che le pareti del mio cuore di stavano gonfiando così tanto che da un momento all’altro avrei potuto morire di quell’apertura.. ma non riuscivo a smettere e non riuscivo ad alzarmi e non volevo nemmeno che le parole inquinassero quel momento! E ora la mente continua a dire che quel momento perfetto esattamente come se lo aspettava non è mai successo ma il cuore ha registrato quelle sensazioni e il cuore è molto molto intelligente.. il cuore possiede l’intelligenza divina e qualsiasi cosa sia stato di questo intensivo io oggi non sono più la stessa.. io oggi amo e riconosco la Verità.. io oggi scelgo di essere nella Verità.. e lo scrivo perchè mi serve ricordare.. non so nemmeno se ti invierò queste parole.. oggi sono così ispirata.. così innamorata, così Tutto.. poi magari con il tempo dimentico e allora magari mi serviranno.. che pensiero stupido.. è già andato via..
Rimane che ora non posso più decidere chi amare e chi no, non posso più sbagliare sapendo che è un errore, non posso mentire, non posso darmi solo un po’.. rimane che oggi la mia vita non è più la stessa.. oggi tutto quello che vedo, che leggo e che sento non ha più lo stesso limite, tutto assume i limiti dell’infinito! E questa è la bugia che mi hai detto al primo Dokusan.. e io.. caro e amatissimo Hari.. di ringrazio con tutto il mio Cuore di avermela detta.. questa bugia divina!

Sarvamaji – Monica Biolcati – Intensivo di 14 giorni del luglio 2007

L’esperienza diretta più profonda e bella la ricordo ancora con una gioia e amore intenso. Era uno degli ultimi giorni di intensivo, guardavo la mia compagna di diade che parlava e in un istante, come un fulmine, tutto si ferma e tutto cambia e tutto è uguale allo stesso tempo intorno a me, vedo e sento Dio ovunque, tutto è Dio, vedo la mia compagna di fronte ed è bellissima, è Dio, sento le campane che suonano e il suono delle campane è Dio, sento la voce degli altri compagni ed è Dio, sento il rumore della preparazione del mangiare ed è Dio, vedo gli alberi fuori dalla stanza e sono Dio, ed io non devo cercare più nulla perché è tutto lì e qui di fronte e in me ed è tutto così chiaro e perfetto da non credere. È tutto qui, perfetto e presente e semplice davanti a me, ed è sempre stato tutto qui, non c’e nulla da cercare. C’e una sensazione di completezza infinita, sono a casa, la mia ricerca è finita. Dio è tutto e in tutto ed è meravigliosamente sublime. Pazzesco, in un attimo mi ritrovo immersa in e da Dio, proprio così, tutto è Dio, in ogni dove, come, cosa, mi giro e c’è Dio, sto ferma e c’è Dio, l’altro è Dio. Incredibile, non devi fare né cercare più niente perché non esiste niente e tutto già esiste ed è semplice e perfetto.
Finita la diade mi alzo e vado da Gunter lo guardo e dico: “È bellissimo” e mentre lo dico vedo Dio, trovo nei suoi occhi la continuazione di ciò che sto provando, è bellissimo, non servono più parole né gesti, ci guardiamo negli occhi ed è assoluto, lui dice: “È perfetto”, ed è vero. Esco dalla sala e vedo Dio ovunque tutto è Dio, mi sembra di volare.
È un’esperienza bellissima, indelebile che porto nel cuore e che rivivo con amore e gioia, non ci sono parole che esprimano appieno ciò che provo. Le parole hanno dei limiti e confini, l’amore e l’apertura di quei momenti ne sono sprovvisti.
Bellissimo, mi commuove e sento un amore infinito traboccare da me e, allo stesso tempo, una semplicità dell’esistenza meravigliosa.
Ricordo le diadi successive dove esprimo questa esperienza e dico che non c’è nulla da cercare perché è tutto qui, esiste già tutto, non devi creare né fare nulla perché è già tutto perfetto così com’è, tutto è Dio ed è in armonia e completo, basta solo lasciare che le cose siano così come sono. Tutto è Assoluto. Non ci sono parole per descrivere la pienezza, perfezione e la bellezza di questo.

Elisa, Pasqua 2006.

Amato Gunter,
tenterò di dirti quello che provo e che ho provato ora e durante l’Intensivo anche se non so con che parole cominciare…è stato come se il tempo si fosse fermato e io ho vissuto in un paradiso! Bellissimo mi viene da saltare di gioia, ballare, cantare a squarciagola! È troppo bello Gunter! Mi viene da piangere! Qualcosa di indescrivibile che solo vivendolo si riesce a comprendere! Noi ci siamo sempre!
La meditazione prima mi sembrava noiosa e quasi non ne capivo il senso, invece ora so perché tu mi avevi detto che mediteresti tutto il giorno! È la pratica più importante per l’individuo! Trovare se stessi! È come se un innamorato fosse sempre in cerca di ciò che gli fa battere il cuore, cioè l’Amore e lui anche lo è! È l’Amore innamorato di se stesso! È proprio un bisogno essenziale e ora lo sento come esigenza primaria!
Sono riuscita a staccarmi da tutto quello che era Elisa prima…la mente mi fa ridere perché è veramente un’illusione! Un modo di condurre il gioco, cerca di imporci quello che lei vuole, è l’ego! Questo ego ci tormenta tantissimo perché vuole sempre farsi sentire, dire la sua, darsi un’importanza…è la personalità! La maschera che noi indossiamo tutti i giorni…ma come si fa a togliere?! È molto dura, ho percepito come tutti i partecipanti hanno fatto fatica a smantellarsi! Ci fa comodo essere così, quasi ci piace! Mi sono accorta veramente di chi siamo noi, vedendo come la natura dell’uomo in fondo è uguale. Tutti entriamo in crisi, tutti sfondiamo le nostre barriere, tutti possiamo aprire quella porta…tutti siamo tutto! Io sono tutto! Tutto ciò che vedo, sento, calpesto, annuso…sono io! Tante volte ho avuto la sensazione di essere tutto, mentre dimenticavo la mia mente, quando guardavo l’essere nell’altro, ed ero io che mi guardavo!
Siamo un uno! Ero sdraiata sulla terra, tutto era intorno a me e le stelle erano bellissime…niente di più meraviglioso!!!! La chiesetta per un attimo era sparita… Una stella era rimasta, il silenzio intorno a noi ma anche il rumore, sarei rimasta in quell’incanto per sempre! Lei mi guardava e io la guardavo…È incredibile! Il tutto si stava guardando! E non c’è niente di più eterno di questo! La mia mente c’era, anche il corpo, Elisa c’era si! Ma dappertutto! Nessun confine, nessun tempo, nessun spazio! Solo io!
Gunter sento che l’Amore siamo proprio noi, e siamo così fortunati ad essercene accorti! Amo tutti e questo è bellissimo! È pazzesco, immenso, tutta un’energia in testa, nello stomaco, nelle mani! Ti amo, che bello! Amo gli alberi, la luna, il sole… starei qui a scriverti per sempre, senz’amai smettere…quando ieri sera il corso è finito ho sentito ancora di piú un’energia che sono riuscita a trasmettere attraverso gli abbracci! Sarai sempre nel mio cuore…TUTTO È BELLISSIMO!
Mi impegnerò a mantenere alta la coscienza di me stessa, è la forza dell’evoluzione e io voglio esserci!Grazie di tutto!

Mihai, Pasqua 2006.

Fu una esperienza tropo forte da descrivere in parole, non mi potevo immaginare che esistesse qualcosa di più bello di questo. Scoppiai in un pianto di gioia per aver scoperto e sentito l’esistenza dell’anima, questa volta non come concetto, ma come una cosa veramente reale. Compresi tanti problemi che avevo, capii i miei sensi di colpa esagerati, la loro ragione, capii l’essenza della mia relazione difficile con mia madre, capii la rabbia che sento normalmente verso una persona che mi ha fatto una ingiustizia etc. Ma tutto questo era secondario in confronto alla bellezza e totalità di quel momento. Un sogno era diventato verità.
Andai da Gunter e gli raccontai quest’esperienza. Pensavo di aver raggiunto il massimo della bellezza. Ma lui mi fece la stessa domanda di prima: chi era quello che faceva l’esperienza di essere sparito? Io risposi che non sapevo, poi ci pensai e dissi: Dio! Gunter rispose che questo era alla fine un concetto e non l’esperienza. Allora dissi che era stata l’anima che si riconosceva in se stessa. Di nuovo Gunter rispose che anche questa spiegazione, seppure bella, era un concetto, vicino all’esperienza, però solo un concetto. A quel punto ero confuso e volevo alzarmi ed andarmene per non rovinare il momento, però Gunter questa volta mi trattenne per la mano, mi guardo negli occhi fino in fondo del mio essere e mi chiese ancora una volta: “Chi sei tu? Chi eri tu in quel momento quando sei sparito?” Ci guardammo negli occhi, sentivo che era uno sguardo nell’infinito, un’anima guardava un’altra anima e un flusso di energia pazzesco scorreva tra noi due. Tutti miei pensieri svanirono in quel momento e dissi con voce bassa: “Ero IO! Ero IO!” ..A questo punto Gunter mi liberò la mano, mi sorrise e mi disse: “Si, eri tu! Sei magnifico! Adesso vai e racconta tutto agli altri!” Quello che successe dopo è difficile da spiegare in parole, perché è stato tropo forte. Sentii come tutta l’energia dell’universo si stava ritirando dentro di me ed ero io il centro dell’universo. Scoppiai a piangere e dissi a Gunter: “È cosi bello!” Era veramente tutto cosi bello come mai, mai non riusciremo neanche a sognare. C’era una luce enorme che mi circondava ed ero io quella luce splendente. Non c’erano più confini, non c’erano più concetti, c’era solo una bellezza non umana. Un momento di chiarezza totale, di contatto con l’infinito, dove corpo e mente non avevano più nessun tipo di rilevanza, essendo tropo stretti, tropo piccoli per contenere quello che sentivo e vedevo. Il mio corpo cominciò ad emanare un’energia fortissima, quasi tropo forte per essere sopportata. Avevo brividi uno dopo l’altro, tremavo dalla gioia e dall’energia che fluiva dentro di me. Capii che sono una anima il quale unico scopo di esistere era quello di dare amore a tutti e a tutto: non c’era alternativa, visto che l’amore che sentivo dentro di me era senza confini, troppo grande per indirizzarlo solo verso di me e un paio di persone che mi erano vicine. Scoppiavo dalla luce e dalla voglia di dare amore, sentivo che la mia anima si era per un attimo liberata dalla tirannia della mente e riconosceva la sua perfezione in Dio. Questa perfezione però non era un cosa che avevo vinto o acquisito attraverso il mio lavoro interiore, ma era sempre stata cosi, da sempre. Non capivo come era stato possibile vivere nell’illusione cosi tanto tempo, quando la verità era cosi facile e immediata…

Genny

Quando si è bramosi di conoscere se stessi, di rompere finalmente quella barriera che percepiamo separarci da qualcosa di così importante ed assoluto com’è il nostro vero IO, si è sensibili alle parole del cambiamento: “l´Intensivo di Illuminazione potrà trasformare la tua vita”. È così che ho deciso di darmi l´opportunità di percepire la mia vera natura. Questa esperienza non è stata semplice; ho dovuto e voluto impiegare molta energia ed avere anche speranza, ma ne è valsa interamente la pena. All’inizio sembrava che nulla si smuovesse, il “percorso” a diadi mi dava solo dei lievi risultati. Il primo giorno mi sono svuotata gradualmente di tutti i pesi mentali, condensati in immagini, sensazioni fisiche e soprattutto pensieri. Questi e le loro concatenazioni, i ricordi e le aspettative, il passato e il futuro trasportati su flussi di parole mentali, si dissolsero lasciando spazio al vuoto e alla tranquillità. Poter svuotarsi di questi contenuti, sentendo che la persona di fronte a me era li per incoraggiarmi e sostenermi in silenzio, è stato molto liberatorio. La domanda fondamentale “Chi sono io?” rimbombava in me e, se i pensieri erano ormai svaniti, altre risposte illusorie si organizzavano in sensazioni, forme che mi sforzavo di osservare, di esplorare, di assemblare, finché anche queste scomparvero in quel vuoto che – iniziavo ad accorgermi – era condizione comune di molti partecipanti. Per me era un vuoto grigio immenso; come chiudevo gli occhi, per calarmi nel profondo, non percepivo nient’altro che questo spazio immobile, di cui non riuscivo a scorgere i confini. Nulla affiorava e anche questo, per un po’, mi dava comunque pace. Ma era solo l´inizio della crisi che doveva subentrare: la sensazione di essere vicini a qualcosa che pur cercandola con determinazione, sfuggiva e non si faceva vedere. La sensazione di aver fatto della strada e di essere a un passo da quel qualcosa che però rimaneva invisibile, o a tratti opaco e confuso. Eravamo probabilmente tutti in quella situazione, un po’ si accettava, un po’ ci si spazientiva: era come un grosso fastidio che ci perseguitava e di cui tutti volevano sbarazzarsi. Per me è stata nuova anche l´esperienza di vivere ogni momento in silenzio, mi ha allineata con il presente, l´essere “qui e ora” neutra. Quando appunto è emersa nitidamente la crisi e con questa la difficoltà di procedere, avrei voluto mollare tutto. Più volte sentivo che la mente riacquistava la sua forza ingigantendo i dubbi e smorzando le speranze: “ma chi me l´ha fatto fare? … qui non cambia nulla …” Allora osservai i dubbi dall’esterno, finché lasciarono la presa e in qualche modo ripresi il controllo e la concentrazione sul “Chi sono io?”. Ci è voluto del tempo per capire che dovevo “osare” – Ma chi sono Io?. L´esperienza diretta l´ho vissuta durante una delle passeggiate in mezzo al bosco innevato. Guardavo la neve lungo il sentiero, respiravo l´aria pulita e fresca, ero contenta. Ho abbassato lo sguardo e mi sono soffermata sulle mie gambe, sui miei piedi e mi sono sopraggiunte la domanda e la sua risposta come contemporaneamente, inaspettate e spontanee: ma chi è che sta camminando? Ma sono Io! In un tempo che non ha unità di misura, mi sono sentita spalancare dentro, espansa fino ad essere un tutt´uno con ciò che c´era attorno. Le persone camminavano avanti a me, ma erano parte di me. Io non ero separata da loro e dalla natura, ero l´insieme di tutto questo, ero compresa in loro, loro erano compresi in me. Non esistevano più confini, eravamo tutti gli uni negli altri. Ho sentito di aver superato in un baleno ciò che è il corpo, ciò che è la mente (i nostri strumenti limitati) per percepirmi “universo”. C´era una specie di filo invisibile che ci attraversava e ci legava tutti indissolubilmente alla stessa immensa e unica energia. L´indescrivibile bellezza di questa sensazione mi ha procurato una pace e una gioia che hanno ripagato gli sforzi fatti per accoglierle. È stato un momento intenso e fugace, “io sono (semplicemente) Io”, la creazione sono Io, c´è una sintonia e una sinergia eterna con tutto…

Seguono moltissime altre testimonianze che sarebbe stato eccessivo riportare su questo sito. Tuttavia è possibile leggere ancora sul libro di Hari “Tre giorni per scoprire chi sei” edizioni Ricerche Evolutive. Ci auguriamo che le parole di queste persone vi abbiano aperto il cuore.

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