Lug 14, 2012 | Post by: Hari No Comments

Vivere la comunità spirituale

Strapparsi il cuore con le mani e avere la forza di stare lì dentro a provare tutto questo, toccare i picchi più alti della gioia senza limiti e sprofondare nel  dolore infinito. Imparare a disperarsi , ascoltare l’Anima e lasciar morire l’ego in un oceano di disperazione senza  più aggrapparsi a nessuna sicurezza; abbandonare ogni appiglio e osservare se stessi abbandonati in fondo a un pianto sotto il ponte della disillusione. Lasciar andare ogni rancore, ogni paura e ogni giudizio perché la Vita spinge a tal punto verso un Amore immenso da non poter fare null’altro se non lasciarsi trasportare. Imparare a vivere, ma sopratutto imparare a morire.

Imparare a gestire la propria energia, indirizzandola verso un modo di vivere che purifica, libera e trasforma senza avere nessun rimpianto per gli anelli delle catene dorate che cedono e debbono essere abbandonati lungo la strada. Lasciarsi andare al flusso brillante dell’eterna abbondanza che riempie di amore ogni cosa ed ogni persona. Assumere la responsabilità di Se stessi  e della propria situazione di vita, con il livello di distacco o attaccamento ai bisogni del mondo che si è potuto raggiungere fino ad ora. Avere la possibilità di confrontare gli aspetti di se stessi e della propria vita ai quali si sfugge costantemente dando importanza alle futili ed inconsistenti costanti che generalmente occupano tutto lo spazio nella vita di chi è inserito nella società. Isolarsi un po’, trovando legami più profondi, lacerarsi dentro, lasciando sgorgare l’infinito amore che mi pervade in ogni cellula, ammalarmi di dolore per poter guarire, rimanere a stretto  contatto con il Divino ad ogni costo per rendermi conto che non c’era bisogno di alcuno sforzo per raggiungere tutto questo. Arrabbiarmi, sentirmi incompreso, frustrato, inadeguato, fallito, inutile; fare di tutto per andare oltre tutto questo dimostrando a me stesso, al mondo ed alle persone per cui provo Amore che valgo, che sono utile, perfetto, che so servire, che servo a qualcosa e che vado bene. Poter osservare tutto questo e piangere quanto mi è possibile e poi ridere fino quasi a scoppiare.

Ritrovarsi disidratati in un deserto sconfinato per giorni e giorni. Vivere la desolazione senza cercare alcuna via di fuga, imparare a godere delle singole particelle di acqua disperse nel vento e lasciarsi asciugare  e seccare del tutto sulla sabbia per scoprire con sorpresa che l’unica sorgente viene da dentro. E sgorga senza mai finire.

Riconoscere le proprie identità e modi d’essere: il perfettino, il disilluso, il rancoroso, disappunto immobile, l’innamorato, il va tutto bene, lo sbagliato, il giudice inflessibile,… Essere sempre più coscienti dell’ego che più è grande e spesso più separa da se stessi e dagli altri e dal mondo.

Lasciar andare i confronti, le identità, le supremazie, l’ego che vuole essere il migliore, vuole avere sempre di più, essere sempre di più. Essere arrabbiato e riconoscente allo stesso tempo, sentire d’un tratto che si possono aprire i pugni e lasciar cadere il peso del confronto; smettere di vivere con le labbra serrate e lasciar fluire il piacere dell’energia vitale che si libera; sentirsi al proprio posto quando in realtà è tutto da rimettere in ordine; arrivati quando la strada è ancora tutta da percorrere, liberi, quando gli schemi più forti sono ancora tutti intatti.

L’unica costante è bruciare e bruciare e bruciare, la natura provvede a consumare in ogni livello ogni pensiero, emozione, cellula che non è essenziale.

Sentire il Prana che agisce. Il corpo si fa bollente, gli organi si ripuliscono e la mente evapora. Rimane spazio solo per Dio, non esisto io.

Questo vivere seguendo costrantemente una spinta ad andare oltre, per raggiungere la Verità. Sono accompagnato da compagni fedeli, aiuti insospettabili, un vero Maestro e l’Amore che racchiude ogni cosa.

Può mettere di fronte ad ostacoli insormontabili e portare i cuori ad incontrarsi oltre ogni limite, al di là dello spazio e del tempo per battere assieme i colpi di una vita che vuole essere fecondata dallo Spirito Divino, che vuole raccontarlo ad altri cuori perché la gioia è troppo grande per essere contenuta in un solo corpo. Espandersi, vibrare, farsi piccoli, accettare che si è deboli, umili, sottomessi a una Forza che sempre ricondurrà a se stessa senza lasciare spazio a mente, dubbi, incertezze, controllo, progetti, programmi, obiettivi.

Alllo stesso tempo sentire che questa Forza conduce, dà un senso e una direzione per davvero alla vita, che una persona diviene piccola e umile di fronte ad essa perché questo è giusto e naturale.

Ritrovare negli occhi di altri la stessa consapevolezza, luce che apre verso l’infinito e riconoscere i grandi insegnamenti che ciascuno porta nel proprio cuore.

Vivere per la prima volta, assaporare e lasciare andare.

Lasciare ogni preconcetto e timore ed Esprimermi, lasciando libero il mio Essere e senza chiedere niente a nessuno in cambio; non legare gli altri a me e non legare io a loro. Semplicemente siamo un’unica famiglia.

Concedersi il lusso di fare un viaggio assieme ad altri, ognuno nello stupore delle proprie scoperte e della propria fiera solitudine.

Ricevere infinitamente dalla Vita tutto ciò che è necessario ed importante nel momento, ricevere tanto Amore da riempirsi fino all’orlo e restituirlo tutto  fino all’ultima goccia sempre e semplicemente alla Vita,  che scorre attaverso gli altri e ciò che appare separato ma, infine si rivela essere sempre Unità.

Imparare ad essere fieri ed umili di cuore, volendo vivere con forza e determinazione tutto ciò che Dio ci porta di fronte. Dire semplicemente sì.

Non poter fare null’altro se non far cadere il guscio, ripulire la propria bolla per sperimentare con tutti i sensi l’Assoluta Maraviglia della Vita. Servirla in virtù di questo come processo naturale  che le mie cellule già conoscono perché la Natura ha le sue radici in me ed in ogni essere.

Con immensa riconoscenza a chi mi ha fatto guardare verso Me stesso per la prima volta e continua oltre ogni limite a mostrarmi la Direzione. Grazie a quelli che continuano con la forza e l’onore del guerriero ad affrontare le proprie crisi per se stessi e per gli altri. Grazie a chi sceglie di vivere andando oltre i flussi della mente, l’ordinarietà delle abitudini lavoro-casa-lavoro-soldi-amici-famiglia-lavoro-studio-amore-casa-abitudini-famiglia-soldi-successo-lavoro-famiglia-abitudini-casa-studio-lavoro-casa e crea uno spiraglio di coscienza dentro di sé per attraversare e vivere pienamente tuto questo ma guardando costantemente oltre…verso qualcosa di più grande.

Grazie alla vita che impartisce sempre la lezione giusta per me , sono nella corrente che mi scioglie e prima o poi mi riporta a riva.

Grazie a Dio che si manifesta costantemente come infinito Amore dal quale attingere che mi apre la porta verso la vita permettendomi di  restituire  al meglio delle mie possibilità questo infinito Amore, in ogni circostanza.

Con l’Amore  che solo in questa comunità ho cominciato a provare così intensamente

Caitanya

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